La storia degli italiani in NBA: i migliori di sempre e chi gioca oggi
Italiani in NBA: chi gioca oggi e tutti i cestisti italiani nella storia
La presenza di giocatori italiani in NBA risale al 1995 e da allora, diversi azzurri sono riusciti a ritagliarsi un posto nella lega di basket più importante al mondo. Tra i nomi più importanti rientrano senza alcun dubbio Andrea Bargnani, Marco Belinelli, Danilo Gallinari e Simone Fontecchio. A proposito, ad oggi, è proprio Fontecchio l’unico italiano contemporaneo che calca stabilmente i parquet americani!
Se invece consideriamo anche gli atleti in possesso della cittadinanza italiana, vanno considerati italiani in NBA anche Paolo Banchero e Donte DiVincenzo. Ti spiegheremo tutto tra poco, intanto puoi metterti comodo, perché tra poco scoprirai chi è stato l’unica prima scelta al Draft, l’unico cestista azzurro che ha vinto l’anello di NBA, il più forte di sempre e infine anche i principali prospetti per il futuro!
Gli italiani che giocano oggi in NBA
Partiamo da una precisazione: dei tre giocatori che stiamo per elencare, solo Simone Fontecchio rientra tra i giocatori italiani in NBA facenti parte della Nazionale italiana. In particolare, questo pescarese classe 1995 gioca nella lega dal 2022 e Miami lo ha anche confermato per la stagione 2026-27 con un contratto annuale.
Ed eccoci al primo dei due italiani in NBA che però non ha mai vestito la maglia azzurra: Paolo Banchero. Date le origini liguri del papà, questo giovanissimo classe 2002 ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2020, ma poi ha comunque scelto di rappresentare gli Stati Uniti, con cui ha disputato anche il Mondiale FIBA 2023.
Donte DiVincenzo invece, ha ricevuto ufficialmente la cittadinanza italiana nel luglio 2025. A dire il vero, era stato coinvolto nel progetto Italbasket per EuroBasket 2025, ma ha poi dovuto rinunciare per infortunio e non ha ancora esordito con l’Italia. Nell’aprile 2026 ha inoltre subito la rottura del tendine d’Achille destro.
Gli italiani entrati nella storia della NBA
Se restringiamo la nostra selezione ai soli cestisti che hanno vestito la maglia della Nazionale, ad oggi sono stati 9 gli italiani che hanno giocato in NBA almeno una partita di regular season. Di seguito li elenchiamo, citando per ciascuno di essi il numero di presenze, ma facendo riferimento solo alla regular season.
- Stefano Rusconi — 1995/96
Tra gli italiani in NBA, il classe 1968 originario di Bassano del Grappa ha l’onore di esserne stato il primo, precisamente il 12 novembre 1995. Scelta n.52 dei Cleveland Cavaliers al draft del 1990, ha disputato in tutto 7 partite durante la regular season della stagione 1995/96.
- Vincenzo Esposito — 1995/96
Soprannominato “El Diablo”, questo casertano del 69 è stato invece il primo giocatore italiano a segnare punti in una partita NBA, il 12 novembre 1995. Non scelto al draft, ha disputato 30 partite durante la regular season della stagione 1995/96.
- Andrea Bargnani— 2006-2016
È entrato di diritto nella storia dei giocatori italiani in NBA in quanto prima scelta assoluta dei Toronto Raptors al Draft del 2006 e NBA All-Rookie Team nella stagione da rookie, si tratta dello storico riconoscimento ufficiale che alla conclusione della regular season, viene consegnato ai dieci migliori debuttanti dell’anno. In tutto, ha disputato 550 partite in carriera tra Toronto Raptors, New York Knicks e Brooklyn Nets.
- Marco Belinelli — 2007-2020
Tra gli italiani che hanno giocato in NBA, lui verrà per sempre ricordato come il primo capace di diventare campione NBA. Ci è riuscito con i San Antonio nel 2014 e nello stesso anno, è stato vincitore del Three-Point Contest. Scelta n.18 dei Golden State Warriors al draft del 2007, ha disputato 860 partite in carriera tra Golden State Warriors, Toronto Raptors, New Orleans Hornets, Chicago Bulls, San Antonio Spurs, Sacramento Kings, Charlotte Hornets, Atlanta Hawks e Philadelphia 76ers.
- Danilo Gallinari — 2008-2024
Anche l’ala grande tra le più famose dello stivale detiene un record! Infatti, tra gli italiani in NBA, è quello che vi ha totalizzato il maggior numero di punti in regular season: 11.607. Scelta n.6 dei New York Knicks al draft del 2008, ha disputato 777 partite in carriera tra New York Knicks, Denver Nuggets, Los Angeles Clippers, Oklahoma City Thunder, Atlanta Hawks, Washington Wizards, Detroit Pistons, Milwaukee Bucks.
Nonostante fosse stato contrattualizzato, Danilo Gallinari non ha mai disputato partite ufficiali né con gli Spurs e né con i Celtics.
- Luigi “Gigi” Datome — 2013-2015
Viene ricordato in quanto ha disputato due stagioni in NBA, partecipando anche ai playoff del 2015 con i Boston. Non scelto al Draft, ha disputato complessivamente ben 55 partite tra Detroit Pistons e Boston Celtics appunto.
- Nicolò Melli — 2019-2021
Non scelto al Draft, ha disputato 105 partite in carriera tra New Orleans Pelicans e Dallas Mavericks, conta in totale due stagioni in NBA, chiuse con la partecipazione ai playoff del 2021 con Dallas.
- Nico Mannion — 2020-21
Rimarrà a lungo nella storia degli italiani che hanno giocato in NBA perché vi ha fatto il suo esordio a soli 19 anni! Scelta n.48 dei Golden State Warriors al draft del 2020, ha disputato però solo 30 partite in carriera con i Warriors prima di tornarsene in Europa.
- Simone Fontecchio — 2022- oggi
L’unico tra gli italiani in NBA ancora in attività, vanta all’attivo quattro stagioni consecutive in NBA. Non scelto al draft, ad oggi ha disputato 263 partite in carriera tra Utah Jazz, Detroit Pistons, Miami Heat.
Dai pionieri a Fontecchio: la storia degli italiani in NBA
Una volta inquadrate le statistiche più rilevanti sui 9 italiani che fino ad ora hanno giocato in NBA, ecco qualche dettaglio in più sull’improvvisa affermazione della pallacanestro italiana a livello globale. Precisiamo subito che si è compiuta in contemporanea con l’ascesa che ha caratterizzato tutto il movimento cestistico europeo degli anni 90.
Stefano Rusconi e Vincenzo Esposito, i primi ad arrivare in NBA
Ebbene sì, il 1995 resterà per sempre inciso nella storia del basket italiano, dato che nello stesso anno la nostra pallacanestro ha messo piede per la prima volta in NBA e lo ha fatto con ben due giocatori diversi! L’impresa fu pionieristica, tanto che, visti dall’Italia, Rusconi ed Esposito, apparivano quasi due esploratori a caccia di vette sconosciute!
Quei tre giorni di novembre sono stati indimenticabili per i tifosi italiani! Infatti, il loro esordio è avvenuto a distanza di tre giorni l’uno dall’altro: prima Rusconi con i Phoenix il 12 e poi Esposito con i Toronto il 15. Intendiamoci, in America non hanno mai fatto faville, ma hanno avuto il grande merito di rompere quel tabù e dimostrare alle generazioni successive che da lì in poi ci sarebbe potuto essere spazio anche per gli italiani in NBA.
Andrea Bargnani e la storica prima scelta assoluta del Draft 2006
A distanza di appena 11 anni, ecco l’impresa che supera la precedente. La nuova generazione di cestisti born in Italy fa meglio della precedente e così Bargnani entra nella storia, rappresentando per Toronto la prima scelta assoluta al Draft del 2006. Da quel momento, la pallacanestro ha cominciato a farsi strada nella cultura italiana.
Dopo Bargnani, nessun italiano è più riuscito a risultare prima scelta al Draft.
Intanto i tifosi azzurri hanno seguito a distanza e per ben 10 anni la sua esperienza americana, caricandolo forse di troppe aspettative? Fatto sta che al termine della stagione 2016/2017, quando ha annunciato il suo ritiro dall’attività agonistica, l’impressione che hanno avuto tutti è stata quella di una carriera al di sotto delle sue potenzialità e probabilmente condizionata dagli infortuni.
Marco Belinelli, il primo e unico azzurro campione NBA
Belinelli è stato invece il primo e unico giocatore che abbia vestito la maglia della Nazionale italiana ad aver vinto un anello NBA. Una volta ha dichiarato: “Perché io? Perché vengo da San Giovanni in Persiceto, ho la testa dura e non mollo mai”. Pare che il coach della sua svolta sia stato Popovich, colui che lo ha invitato a giocare “la sua pallacanestro anche in America”.
Più tardi, ci ha pensato lo stesso Belinelli a riconoscere pubblicamente che quell’esortazione lo ha aiutato a capire che davvero avrebbe potuto farcela. Fatto sta che la sua lunga carriera americana è iniziata nel 2007 con la scelta della n. 18 dei Warriors e lo ha visto vestire ben nove canotte di NBA diverse.
Il suo anno migliore? Probabilmente il 2014, quando ottenne la vittoria del Three-Point Contest durante l’All-Star Weekend e, pochi mesi più tardi, il titolo NBA con i San Antonio Spurs.
Danilo Gallinari, il miglior marcatore italiano
Tra gli italiani che hanno giocato in NBA, è stato probabilmente il più forte di sempre e di sicuro è stato anche il più longevo. Stando ai numeri e non solo alle opinioni, ha raggiunto il livello individuale più alto e più continuativo in NBA. Fu scelto con la numero 6 dai Knicks nel 2008 e disputò complessivamente 777 partite di regular season, segnando 11.607 punti.
Gli anni più gloriosi di Gallinari? Indubbiamente quelli trascorsi a Denver e a New York, quando con quell’area da star NBA, sembrava destinato un giorno a uno Star Game. Dopodiché, ha indossato anche le canotte di Clippers, Thunder, Hawks e anche di altre franchigie (8 in tutto) con cui però ha raccolto meno presenze. In tutto, conta 16 stagioni complessive in NBA!
Eppure, nel corso della sua carriera, Il Gallo ha dovuto fare i conti con diversi infortuni e il problema al legamento crociato ad esempio, lo ha costretto addirittura a saltare due stagioni intere! Nonostante ciò, nel 2024 era ancora tra i giocatori italiani in NBA, in pratica vi ha militato quasi fino all’ultimo, dato che l’annuncio ufficiale del suo ritiro è arrivato l’anno dopo, nel dicembre del 2025.
Gallinari è stato spesso accostato ai Los Angeles Lakers, senza però che questa voce di mercato abbia mai trovato riscontro nella realtà. A proposito, è rimasto nella storia del basket italiano il suo celebre saluto con LeBron James, un chiaro segno di stima e rispetto nei suoi confronti da parte della stella delle stelle.
Gigi Datome, Nicolò Melli e Nico Mannion
Tra gli italiani che hanno giocato in NBA, ecco tre nomi meno noti al grande pubblico, ma che hanno contribuito alla crescita del movimento made in Italy in America. Parliamo in particolare di Datome, che tra Detroit e Boston, nel solo biennio tra il 2013 e il 2015, ha raccolto ben 55 presenze!
Qualche anno più tardi, più precisamente tra il 2019 e il 2021, Melli ha fatto ancora meglio, partecipando a ben 105 partite tra Pelicans e Maverick. Infine, non possiamo non citare Mannion, scelto al n. 48 dai Golden State Warriors nel Draft 2020. In quella sua unica stagione in NBA, ha disputato 30 partite prima di continuare la propria carriera in Europa.
Simone Fontecchio e il nuovo capitolo italiano negli Stati Uniti
Fontecchio rappresenta la nuova generazione della pallacanestro italiana, nonostante sia rientrato tra gli italiani in NBA a modo suo e cioè senza essere passato dal Draft. Nel 2022 la sua firma con Utah, poi Jazz, Pistons ed Heat, tanto che, stagione dopo stagione, è riuscito gradualmente a costruirsi un ruolo da rotation player NBA.
Ad oggi risulta una certezza della lega, nonchè simbolo italico dell’avanguardia tattica del basket europeo. Nella stagione 2025-26 infatti, ha giocato ben 70 partite con Miami, producendo una media di 8,5 punti, di cui il 37,5% da tre. A tal proposito, i telecronisti americani hanno dato a Fontecchio il soprannome di “Three-mone”, un calembour che evoca non solo la sua attitudine al tiro da tre punti, ma anche un’espressione volgare tipica del dialetto di Bari su cui egli stesso aveva ironizzato.
Intanto, all“Italian Stallion” di NBA, gli Heat hanno proposto il rinnovo di contratto per un’altra stagione, lui naturalmente ha accettato dichiarandosi pubblicamente convintissimo della scelta. In tal modo, nel 2026 ha la possibilità di vantare il suo quinto anno consecutivo in NBA e anche di rifarsi dopo una stagione intensissima, conclusa però in modo deludente.
Italiani scelti al Draft che non hanno mai giocato nella lega
Nel nostro articolo, abbiamo ristretto la selezione degli italiani in NBA a quelli che ci hanno effettivamente giocato. Quindi, a conti fatti, abbiamo escluso tutti quei cestisti azzurri scelti al Draft, ma mai scesi in campo. Ci riferiamo insomma a tutti quelli che, nonostante siano stati selezionati da una franchigia, hanno poi proseguito la propria carriera in Europa o stanno ancora aspettando la loro occasione.
Eccoli in elenco! Intanto, puoi già prendere appunti su Procida, Spagnolo e Saliou Niang. I loro diritti NBA esistono tuttora, quindi, a tutti gli effetti, hanno ancora la possibilità concreta di compiere il grande salto e completare l’impresa di diventare il 10° dei giocatori italiani in NBA.
- Dino Meneghin — 1970
Scelta n. 182 degli Atlanta Hawks, quando il Draft metteva ancora a disposizione più di 300 scelte. È stato il primo italiano draftato in NBA, ma non ha mai calcato un parquet americano, ma nel contempo ha dato vita ad una delle più grandi carriere della storia del basket europeo.
- Augusto Binelli — 1986
Ha sfiorato di capeggiare la storica lista dei giocatori NBA anche Bonelli, nonché addirittura scelta n. 40 degli Atlanta Hawks. Eppure anche per lui nessuna presenza, tant’è che ha proseguito la carriera principalmente con la canotta della Virtus Bologna.
- Riccardo Morandotti — 1987
Scelta n. 136 anche lui degli Atlanta Hawks! Dato che non ha mai militato effettivamente in NBA, ha proseguito il suo percorso, affermandosi stabilmente nella pallacanestro italiana.
- Alessandro Gentile — 2014
Nonostante sia stato la scelta n. 53 dei Minnesota Timberwolves, i suoi diritti sono poi passati agli Houston Rockets, il punto è che il parquet americano non lo ha mai visto, tant’è che ha proseguito la sua carriera prevalentemente all’interno dei confini europei. .
- Gabriele Procida — 2022
Scelta n. 36 dei Detroit Pistons, ma ancora zero presenze in NBA. I diritti di questo classe 2002 sono poi passati agli Utah Jazz nel 2024, ma attenzione: dal 2025 gioca come guardia o ala piccola alla corte del Real Madrid, con cui tra l’altro, ha firmato un accordo con durata fino al 2028.
- Matteo Spagnolo — 2022
Scelta n. 50 dei Minnesota Timberwolves, che ne hanno trattenuto i diritti fino al 2026, quando i suoi draft rights sono passati agli Charlotte Hornets. Nel frattempo continua a militare in Europa con il Baskonia e a sognare un giorno di entrare nella lista dei giocatori italiani in NBA.
- Saliou Niang — 2025
Scelta n. 58 dei Cleveland Cavaliers, che ne conserva i diritti. Intanto, Niang ha scelto il percorso NCAA con LSU per la stagione 2026-27. È uno dei prospetti da cui ci attende il grande salto.
Chi saranno i prossimi giocatori italiani in NBA?
Saliou Niang, Dame Sarr e Luigi Suigo! Ebbene sì, questi tre giocatori italiani in NBA ancora non militano, ma ad oggi sono tra gli osservati speciali degli scout NBA e sono presenti nelle prime proiezioni dei prossimi Draft. E allora approfondiamo insieme quelli che sono i prospetti più interessanti della nuova generazione azzurra!
Saliou Niang e i diritti dei Cleveland Cavaliers
Si tratta di un’ala piccola classe 2004 in possesso della doppia cittadinanza, sia quella senegalese che quella italiana, ottenuta per via del fatto che i suoi genitori senegalesi si sono trasferiti in Italia quando aveva appena 2 anni. Dato che è stato già scelto con la n. 58 nel 2025, non dovrà partecipare a un altro Draft: Cleveland possiede i suoi diritti. La stagione 2026-27 a LSU sarà importante per capire se e quando potrà trasformare quei diritti in un contratto NBA.
Dame Sarr
Ed eccoci ad uno dei prospetti italiani più interessanti verso il Draft 2027, uno dei candidati principali a rientrare nella futura lista dei giocatori italiani in NBA. Nato a Oderzo nel 2006 da genitori senegalesi, ha fatto parte sin da subito della Nazionale italiana U16, è cresciuto anche nel settore giovanile del Barcellona per poi passare in forza alla prestigiosa università di Duke.
Nella stagione 2025-26 ha disputato tutte le 38 partite e guadagnandosi un posto nell’ACC All-Defensive Team. Perché sono in tanti gli addetti ai lavori a credere in questo ragazzo? Stiamo parlando di una guardia e all’occorrenza di un’ala piccola dotata non solo di grande atletismo, ma anche di una straordinaria attitudine difensiva!
Luigi Suigo
Inizialmente si era dichiarato per il Draft NBA 2026 ed era stato considerato un possibile prospetto da fine primo/inizio secondo giro, poi però ha sorpreso un po’ tutti, ritirando il proprio nome dal Draft e scegliendo Villanova, dove giocherà nella stagione NCAA 2026-27. Il suo obiettivo? Crescere per aumentare il suo valore in vista del Draft 2027.
Parliamo di un lungo moderno, che riesce a combinare una straordinaria stazza fisica (è alto addirittura 221 cm) ad un’inaspettata rapidità nei movimenti. Questo centro classe 2007 nato a Tradase (in provincia di Varese) è stato già soprannominato “Il Wemby italiano”. A quanto pare, il suo triennio con l’Olimpia Milano tra il 2022 e il 2025 non è affatto passato inosservato!
Cheickh Niang
Fratello minore di Saliou, Cheickh Niang è tra i nomi da tenere sotto osservazione perché secondo alcuni giornalisti, tra qualche anno potremmo trovarlo tra gli italiani in NBA. In realtà è ancora giovanissimo, stiamo parlando infatti di un classe 2008, che però, nel ruolo di guardia, ha già rappresentato l’Italia all’Europeo U18.
Cheickh Niang è nato a Mandello del Lario in provincia di Lecco.
In Serie A e in Eurocup ha esordito con l’Aquila Trento con cui è tesserato dal 2023, praticamente da quando aveva 15 anni. Ha attirato le attenzioni su di sé proprio in occasione di una prestazione al debutto, condita da ben 15 punti con 2 / 2 da tre. A proposito, di lui impressiona non solo la tenuta atletica, ma anche la vocazione per il canestro!
Ad oggi, le aspettative su questi italiani (di cui 3 di sangue senegalese) appaiono a tratti già un attimino asfissianti, soprattutto quelle su Cheickh. A proposito, com’è che si dice nella lingua più parlata in Senegal? “Ndank Ndank japp golonci ganjah”, che sta a significare letteralmente “A poco a poco si cattura la scimmia nella foresta”. In pratica, è l’equivalente italiano di “Chi va piano, va sano e va lontano!”.
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