Focus Anadolu Efes
L’Efes, oggi, è una squadra che vive di sprazzi: quando il primo palleggio crea vantaggio, l’attacco diventa fluido; quando invece l’azione si incolla, il punteggio scende e la partita diventa nervosa. In questo senso, Larkin e Loyd sono i due “interruttori” più importanti, ma il nome che sta dando sostanza è P.J. Dozier (10.6): non solo per punti, anche per taglia difensiva e per come può cambiare gli accoppiamenti senza far saltare le rotazioni. Se Dozier attacca i closeout e arriva al ferro, Poirier e Papagiannis possono trasformare i secondi tempi dell’azione in rimbalzi offensivi e canestri sporchi.
La faccia dell’Efes, però, deve essere difensiva. Con 84 punti concessi, non è una squadra “molle”, ma deve evitare quei momenti in cui concede triple piedi per terra dopo un singolo aiuto sbagliato. Smits e Osmani servono proprio per questo: fisicità, tagliafuori, e la capacità di reggere i cambi senza regalare mismatch facili.
Focus Lyon-Villeurbanne
ASVEL è una squadra che spesso si aggrappa al proprio backcourt per sopravvivere ai momenti difficili. Glynn Watson Jr. (14.3) è il riferimento offensivo più affidabile: se trova ritmo presto, i francesi possono tenere il punteggio in carreggiata anche senza percentuali eccellenti. Heurtel, invece, è l’uomo che deve dare ordine: se la palla si muove, ASVEL può costruire tiri migliori di quelli che il suo 43% stagionale farebbe pensare.
Il problema è che la difesa concede troppo (86.2) e contro una squadra che ha lunghi veri (Poirier, Papagiannis) ogni penetrazione contenuta male diventa un extra-pass e un tiro comodo. Per questo Seljaas e Lighty sono centrali: devono reggere il fisico sulle ali dell’Efes e togliere quel mezzo passo che apre tutto. Dopo il 96-85 preso con Dubai in Round 29, l’obiettivo minimo è uno: non concedere transizioni facili.
Che partita ci aspettiamo
Non mi aspetto una gara “da fuochi”: mi aspetto una gara da scelte. Efes proverà a mettere subito pressione sul playmaking di Heurtel, perché se ASVEL fatica a iniziare l’azione, finisce per tirare tardi e male. Dall’altra parte, i francesi cercheranno di togliere comfort a Larkin con cambi e contenimenti aggressivi, sperando di trascinare l’Efes in una partita spezzata, fatta di possessi lunghi e tiri difficili.
Il primo snodo è il pitturato: Efes non è una squadra che vive solo di triple, ma può costruire vantaggi reali con i lunghi e con Dozier in taglio. Se ASVEL collassa, rischia di concedere tiri aperti; se resta “home”, rischia di subire vicino al ferro. Il secondo snodo sono le palle perse: 11.8 contro 12.7 sembra poco, ma in partite così vale 4-6 punti netti.
Se Efes riesce a trasformare la partita in una serie di possessi “puliti” e ripetibili, ha più soluzioni e più taglia. Se invece ASVEL alza il ritmo con Watson e sporca l’esecuzione turca, la gara si accorcia e diventa un finale da un possesso.