Focus Chicago Bulls
Il primo profilo da osservare è Josh Giddey. In una partita con tante assenze sul lato Memphis, il playmaker australiano è il giocatore che può controllare taglia, ritmo e letture. Contro una prima linea difensiva corta di talento e di continuità, Giddey ha il vantaggio fisico per entrare in area, alzare la testa e scegliere se servire il rollante o aprire sugli angoli. Se la partita si sporca, è lui il giocatore dei Bulls che può comunque tenerla ordinata.
Il secondo nome è Matas Buzelis, che in questo tipo di partita può giocare da ala molto scomoda da prendere. Ha centimetri, può correre il campo e attaccare closeout più lenti. Se Memphis schiera ali adattate o quintetti leggeri, Buzelis diventa un mismatch naturale. Accanto a lui, Anfernee Simons è il terminale che può creare separazione dal palleggio, ma il suo impatto dipenderà molto da quanto Chicago riuscirà a non lasciargli addosso due difensori già schierati.
Sotto canestro, il profilo più importante è Jalen Smith. Non è il centro più dominante del lotto, ma contro un frontcourt di Memphis svuotato dalle assenze può giocare una gara utile a rimbalzo, protezione del ferro e secondi possessi. Se Patrick Williams non è pienamente disponibile, i Bulls perderanno un difensore polivalente prezioso; se invece regge minuti veri, Chicago avrà un corpo in più da spendere sulle ali lunghe dei Grizzlies.
Focus Memphis Grizzlies
Memphis, oggi, è quasi tutta un’operazione di scouting sulle seconde linee. Cedric Coward è il miglior realizzatore disponibile nel quadro prepartita e ha il profilo da esterno-ala che può punire una difesa distratta con tiro e attacchi rapidi. Il problema è che senza Morant e senza Pippen Jr. il primo vantaggio va costruito da giocatori meno esplosivi, e questo rende ogni possesso più faticoso.
Tra i profili da seguire c’è Jaylen Wells, se sarà davvero in grado di stare in campo. Ha taglia da ala moderna, può difendere più ruoli e dare punti in corsa, ma la sua condizione fisica pesa. GG Jackson II, invece, è il tipo di giocatore che può accendere la gara con volume e aggressività, ma anche sporcarla con tiri forzati. In una serata del genere, Memphis ha bisogno che i suoi giovani esterni siano efficienti, non solo attivi.
Il frontcourt è l’altra zona delicata. Con Edey e Clarke fuori e Aldama indisponibile, il peso cade su Christian Koloko e su lunghi di rotazione costretti a fare un lavoro più strutturale. Questo può lasciare Memphis esposta contro i tagli dal lato debole e contro il playmaking di Giddey. Il vantaggio dei Grizzlies, se c’è, sta nella freschezza di alcuni esterni e nella possibilità di giocare più aperti; lo svantaggio è che manca un lungo capace di sistemare gli errori del primo contenimento.
Che partita ci aspettiamo
Dal punto di vista degli accoppiamenti, il cuore del matchup è questo: Giddey contro la prima linea di contenimento di Memphis e Coward/Wells contro le ali dei Bulls. Chicago ha il profilo più comodo nella creazione primaria, Memphis prova invece a distribuire il carico su più mani. Quando succede questo, di solito vince chi riesce a trovare il mismatch più chiaro e ad andarci con continuità. Qui quel mismatch sembra stare più dalla parte dei Bulls.
C’è poi la battaglia del ferro. Chicago concede molto, Memphis pure, ma i Grizzlies arrivano con meno corpi credibili dentro l’area. Questo può favorire una partita in cui i Bulls attaccano più spesso il pitturato e costringono Memphis a collassare, aprendo tiri da scarico. Se invece i Grizzlies riescono ad alzare ritmo e palle vaganti, la gara torna aperta. Il punto è che sul piano degli uomini chiave Chicago sembra avere più profili favoriti dal matchup.