Focus Cleveland Cavaliers
Cleveland ha più modi per vincere la partita. Può alzare il punteggio col talento del backcourt, ma può anche sporcare il ritmo e far valere la propria fisicità con Mobley e Allen. Il dato che conta è questo: quando Mitchell e Harden condividono creazione e gestione, i Cavaliers non dipendono da un solo flusso offensivo e riescono a reggere meglio i parziali negativi. È una differenza pesante contro una squadra che, nei momenti morti, tende a fermarsi troppo spesso.
Le rotazioni, però, vanno lette con attenzione. Mitchell è indicato da monitorare per un problema all’occhio, mentre Tyrese Proctor e Craig Porter Jr. risultano out o comunque indisponibili per la gara. Anche così, Cleveland sembra avere abbastanza profondità per reggere la partita, soprattutto se il quintetto principale resta in piedi.
Focus Orlando Magic
Orlando ha più bisogno di esecuzione pulita. Paolo Banchero è il primo riferimento con 22.2 punti di media, Desmond Bane aggiunge 20.4, Anthony Black 15.3, mentre Wendell Carter Jr. e Tristan da Silva completano un gruppo che può reggere bene sul piano fisico ma non sempre su quello della continuità offensiva. Per competere davvero a Cleveland, il Magic deve segnare presto nei possessi e non farsi trascinare in un attacco statico.
Il problema è che anche qui l’infermeria pesa. Anthony Black è dato out per l’addome, mentre dallo screen risultano da monitorare anche Franz Wagner, Jonathan Isaac e Wendell Carter Jr. Se una o più di queste situazioni dovessero peggiorare, Orlando perderebbe ulteriore stabilità nella metà campo offensiva e nella protezione del ferro.
Che partita ci aspettiamo
La partita ha un bivio chiaro. Se Orlando riesce a portare Cleveland su un gioco laterale, fatto di attacchi lunghi e possession-by-possession, allora può restare attaccata al punteggio grazie alla propria taglia e alla produzione di Banchero. Se invece i Cavaliers prendono in mano il centro del campo con Harden, Mitchell e i lunghi a giocare corto sul pick and roll, il match rischia di aprirsi in favore dei padroni di casa.
Conta anche il precedente recente: l’11 marzo Orlando ha battuto Cleveland 128-122, e proprio quella sconfitta spinge a pensare a una risposta più lucida dei Cavaliers in casa. Non tanto per spirito di rivincita, quanto per struttura: Cleveland tende a correggere meglio i problemi di matchup quando ha il controllo del ritmo e del quintetto.