Pronostico NBA | Phoenix Suns – Denver Nuggets
Un’altra partita di NBA che si legge in fretta: Denver arriva con un 44-28, Phoenix con un 40-32, ma il divario vero è nella qualità del possesso. I Nuggets segnano 120.8 punti di media, distribuiscono 28.5 assist e hanno il miglior creatore della sfida; i Suns sono a 112.2 punti segnati, con attacco più intermittente e tante assenze sul lato delle ali. La palla a due è fissata per il 25 marzo 2026 alle 04:00 italiane al Footprint Center di Phoenix.
Denver arriva anche da due vittorie di fila contro Portland e Toronto, mentre Phoenix ha battuto Toronto dopo aver perso quattro gare consecutive contro Bucks, Spurs, Timberwolves e Celtics. La forma recente non basta da sola, ma racconta bene il momento delle due squadre: i Nuggets stanno ritrovando continuità, i Suns hanno ancora troppo margine d’errore nei quaranta minuti.
Focus Phoenix Suns
Phoenix ha una via precisa per restare dentro la gara: affidarsi al volume di Devin Booker, che viaggia a 25.5 punti di media, e sperare che il perimetro regga abbastanza da non trasformare ogni possesso dei Nuggets in un vantaggio pulito. Il problema è che, dietro a Booker, il quadro si assottiglia: Collin Gillespie è a 13.3 punti di media, Mark Williams a 11.6, ma l’attacco dei Suns non ha la stessa affidabilità contro difese organizzate.
In più, l’infermeria pesa parecchio. Royce O’Neale, Amir Coffey, Haywood Highsmith, Grayson Allen e Dillon Brooks risultano fuori, mentre Mark Williams è ancora out fino almeno a fine marzo. Significa meno taglia, meno versatilità difensiva e meno copertura sugli esterni contro una squadra che muove il pallone meglio di quasi tutte.
Focus Denver Nuggets
Il punto di rottura della partita è al centro del campo, e lì Denver ha l’arma più pesante. Nikola Jokić sta producendo 28.0 punti, 12.6 rimbalzi e 10.6 assist di media, mentre Jamal Murray aggiunge 25.1 punti. Con due creatori di questo livello, i Nuggets possono vincere sia in ritmo alto sia su attacco a metà campo. Il resto del quintetto serve soprattutto a non spezzare il flusso: Christian Braun, Tim Hardaway Jr. e Aaron Gordon devono difendere, correre e finalizzare.
Denver ha qualche situazione da monitorare, ma il nucleo è più solido di quello dei Suns. Dallo screen emerge Aaron Gordon in dubbio, mentre il report generale segnala soprattutto assenze più pesanti altrove nel roster e non nel blocco principale della gara. Il dato che conta è questo: se Jokić e Murray sono entrambi operativi, Denver ha una base offensiva più stabile e più difficile da spegnere.
Che partita ci aspettiamo
La chiave tecnica è molto semplice: Phoenix deve impedire a Jokić di giocare al centro della scacchiera. Se i Suns concedono ricezioni comode al gomito o short roll puliti, Denver porta subito la partita sui propri binari. Se invece riescono a sporcare linee di passaggio e a costringere Murray a lavorare più lontano dal primo blocco, allora possono almeno rallentare il ritmo del vantaggio.
Il problema è che Phoenix arriva corta proprio nei ruoli che servono per reggere questo tipo di partita. Senza varie ali di rotazione e con Mark Williams fuori, la protezione del ferro e i cambi difensivi diventano più fragili. Denver, al contrario, ha abbastanza creazione per punire sia il drop sia i raddoppi tardivi. È qui che il matchup si apre.
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