Spurs in crescita con Wembanyama leader tecnico e carismatico
Gregg Popovich sta approfittando della preseason per dare minuti e responsabilità a un roster giovane ma carico di potenziale. Al centro del progetto c’è ovviamente Victor Wembanyama: il sophomore francese ha già impressionato per la versatilità difensiva (5 stoppate di media nelle prime due gare) e una maggiore sicurezza anche in attacco, dove mostra maggiore fluidità nel jumper e un controllo del corpo migliorato nei pick and roll.
Importante anche il rientro in forma di Devin Vassell, che sta segnando con continuità dal mid-range (53% dal campo finora) e si è dimostrato già in buona sintonia con Tre Jones, preferito per ora a Blake Wesley in regia. La panchina corta potrebbe essere un problema, ma finché i titolari restano in campo i texani sembrano godere di un’identità solida.
Jazz tra esperimenti e assenze pesanti
Utah ha decisamente più incognite da risolvere. Con Keyonte George fuori, il peso della regia ricade su un pur solido Kris Dunn, ma resta da capire se sia la scelta giusta per accompagnare giocatori a basso usage come Lauri Markkanen o Kessler. Markkanen, All-Star nel 2024, ha bisogno di essere coinvolto di più nei set offensivi: finora viaggia a 17 punti di media, ma con percentuali modeste (43% dal campo e un preoccupante 28% da tre).
L’attacco dei Jazz sembra soffrire particolarmente contro difese fisiche e lunghe come quella degli Spurs, e John Collins fatica ancora a trovare spazi per esprimere il suo gioco front-to-the-basket. Sarà interessante capire quanto tempo giocheranno i titolari e quali rotazioni verranno sperimentate.
Che partita ci aspettiamo
Nonostante la preseason non sia mai troppo indicativa, la sensazione è che San Antonio voglia mandare un messaggio chiaro: questo è un gruppo giovane ma affamato, e in casa vorrà sicuramente dare spettacolo. Wembanyama è già un catalizzatore su entrambe le metà campo, e la coppia Vassell-Sochan garantisce grinta e atletismo.
Dal punto di vista tattico ci aspettiamo ritmi medi, con Utah più attendista nei primi possessi e gli Spurs che cercheranno transizioni veloci per sfruttare la lunghezza dei propri uomini. I Jazz dovranno limitare le palle perse (oltre 16 di media nelle ultime due gare), altrimenti sarà difficile arginare l’impeto offensivo texano.