Trade deadline e buyout: cosa è successo in NBA
Alle ore 20 italiane di giovedì 25 marzo nel basket americano c’è stata la trade deadline, ovvero il termine ultimo per effettuare scambi tra i roster delle varie franchigie, da qui in avanti infatti si potrà attingere solo da giocatori senza contratto.
Per gli Orlando Magic è arrivato un momento atteso da anni, quello in cui inizia una vera e propria rifondazione: una circostanza che la dirigenza, negli ultimi anni, era stata sempre restia da avviare per svariati motivi. La prima mossa è stata scambiare Nikola Vucevic – fresco All-Star e alla sua miglior stagione in carriera –, spedendolo a Chicago in cambio di Carter Jr., Porter e due prime scelte al Draft (2021 e 2023).
I Boston Celtics si sono invece assicurati le prestazioni di Evan Fournier, riuscendo in un colpo low cost in grado comunque di dare impatto in uscita dalla panchina: i Magic infatti hanno ricevuto solo Teague, poi tagliato, e due seconde scelte. Contestualmente i Celtics hanno spedito il tedesco Theis a Chicago in luogo di Wagner, spinti dalla necessità di scendere sotto la tanto agognata Luxury Tax.
Aaron Gordon invece è finito a Denver, dove dovrà misurarsi con le superstar presenti ad Ovest (difensivamente parlando) e contestualmente approfittare delle invenzioni di Murray e Jokic sotto canestro. Ad Orlando però Denver ha dovuto inviare Gary Harris, Hampton, e la prima scelta 2025.
I Milwaukee Bucks sono riusciti ad ottenere un uomo di rotazione utile e duttile come P.J.Tucker (in aggiunta a Kurucks e una prima scelta non protetta 2022) ad un prezzo vantaggioso. A Houston sono finiti D.J. Augustin, D.J.Wilson e una scelta al primo giro 2023, situazione interessante anche dal punto di vista delle future scommesse NBA.
Un’altra contender a Est, Philadelphia ha optato per una mossa a costo ridotto in una trade a tre con Oklahoma e New York. Ai Sixers sono finiti George Hill e Brazdeikis, a OKC Tony Bradley, Austin Rivers e due seconde scelte 2025 e 2026; i Knicks si sono dovuti accontentare di Ferguson, Poirier (già tagliato) e una seconda scelta 2021.
Un nome caldo per i Sixers era quello di Kyle Lowry, stella di Toronto, che però resterà tra i Raptors fino a fine stagione. Chi non resterà tuttavia a Toronto è Norman Powell passato a Portland come opzione offensiva accanto a Lillard e McCollum; percorso inverso per Hood e Trent Jr.
Miami, non arrivando a Lowry, ha virato su un piano B: Oladipo dai Rockets (in cambio di A.Bradley, Olynyk e scelta 2022)e Bjelica da Sacramento, quest’ultimo scambiato per Silva e Harkless.
Il nostro Nik Melli si è trasferito con Redick da New Orleans a Dallas, in un ambiente sempre più ‘europeo’; percorso inverso per Johnson e Iwundu.
Los Angeles, sponda Clippers, può fregiarsi di un vero e proprio colpo da 90: ad LA è sbarcato l’esperto Rondo – campione in carica con i Lakers – scambiato per Lou William e due scelte.
Da non trascurare anche i colpi giunti dopo un buyout, quindi con giocatori che si sono svincolati dalla propria franchigia. In questo senso a rafforzarsi in modo significativo sono state certamente le favorite al titolo: ad Ovest i LAL hanno raggiunto l’accordo Drummond –svincolatosi da Cleveland –, ponendo termine alla ricerca di un centro da affiancare ad Harrell e Gasol.
I Brooklyn Nets accoglieranno niente meno che LaMarcus Aldridge, via da San Antonio dopo ben sei stagioni, il quale andrà a comporre con Griffin – arrivato sempre via buyout – un duo che si preannuncia straripante. È quindi d’obbligo tenere d’occhio le quote vincente NBA nelle prossime settimane.