Focus Denver Nuggets
Denver arriva a questa partita con una sensazione precisa: quando il match prende forma, il match comincia a somigliarle. I Nuggets hanno un vantaggio evidente nella qualità del possesso. Non hanno bisogno di correre tanto per creare vantaggi, perché spesso basta un blocco ben portato, una ricezione di Jokić nei tempi giusti e una lettura corretta di Murray per spostare la difesa di mezzo metro. E nei playoff, mezzo metro è già tantissimo. Il loro vero potere non è fare canestro, è costringerti a difendere in ritardo.
Il cuore resta nelle mani di Jamal Murray, che sta viaggiando a 30 punti di media nella serie, e naturalmente di Nikola Jokić, che continua a essere il centro di gravità di tutto anche quando il tabellino non fa rumore. Attorno a loro, Aaron Gordon e Christian Braun sono i giocatori che cambiano la consistenza della partita: tagli, corse, rimbalzi, closeout. Cameron Johnson, invece, è il pezzo che può allargare il parquet e costringere Minnesota a scegliere chi lasciare libero. Se Denver riesce a giocare la propria pallacanestro di connessioni, torna una squadra estremamente difficile da piegare.
Focus Minnesota Timberwolves
Minnesota, però, ha dimostrato nel secondo episodio della serie che questa sfida può vivere anche dentro il suo territorio. I Timberwolves non hanno bisogno di essere più eleganti di Denver: hanno bisogno di essere più pesanti, più sporchi, più scomodi. La vittoria che ha rimesso tutto in equilibrio è nata da lì: più contatti sul punto d’attacco, più attenzione al ferro, più capacità di non farsi trascinare dentro i ritmi dei Nuggets. Quando Minnesota riesce a togliere fluidità al gioco a due centrale, la serie cambia faccia.
Tutto, ovviamente, gira attorno a Anthony Edwards. Se sarà pienamente dentro la partita, i Wolves ritroveranno il loro acceleratore emotivo e tecnico; se invece il ginocchio lo limiterà anche solo un po’, il peso salirà immediatamente su Julius Randle, Jaden McDaniels e Donte DiVincenzo. Poi c’è Rudy Gobert, che qui vale quasi doppio: protezione del ferro, contenimento senza fallo, rimbalzo difensivo e capacità di reggere il piano fisico contro Jokić. Minnesota non può permettersi una partita morbida. Deve renderla faticosa per tutti, soprattutto per Denver.
Che partita ci aspettiamo
Mi aspetto una gara da possessi importanti già nel primo quarto. Denver proverà a togliere rumore, a rimettere la serie sul piano delle letture e a far sì che ogni azione sembri naturale. Minnesota, al contrario, cercherà di trasformare ogni possesso in una piccola lotta: mani addosso, linea di passaggio sporca, rimbalzo da vincere due volte. La chiave vera è qui: chi detta il tono emotivo detta anche il ritmo tecnico.
I nodi più grossi sono tre. Primo: la copertura del pick and roll Murray-Jokić, che continua a essere il centro della serie. Secondo: il rimbalzo difensivo di Minnesota, perché concedere seconde opportunità a Denver equivale spesso a regalare due possessi nello stesso attacco. Terzo: la salute di Edwards, perché con lui pienamente coinvolto la partita si apre su un piano molto più instabile per i Nuggets. Se invece Denver riesce a governare il centro del campo e a non sporcarsi troppo, il vantaggio torna dalla sua parte.