Focus New Orleans Pelicans
New Orleans ha un’identità offensiva abbastanza chiara: tanti possessi costruiti dal talento sugli esterni e una costante ricerca del vantaggio in campo aperto o nei primi secondi dell’azione. Trey Murphy III è il miglior realizzatore con 21.9 punti di media, ma il giocatore che cambia davvero la geometria del campo resta Zion Williamson, secondo marcatore di squadra a 21.5 e ancora il riferimento più complesso da contenere quando attacca il ferro in corsa. Attorno a loro, Jeremiah Fears porta 13.1 punti, mentre Derik Queen e Yves Missi garantiscono presenza interna e rimbalzo.
Il nodo tecnico dei Pelicans è nella tenuta della second unit e nelle condizioni del backcourt. Dejounte Murray resta da monitorare, mentre Bryce McGowens è ancora fermo per il problema al piede/toe e non offre profondità aggiuntiva sugli esterni. Questo aumenta il peso di Jordan Poole, chiamato non solo a segnare ma anche a dare ordine ai possessi contro una difesa perimetrale come quella dei Clippers che tende a sporcare il primo palleggio. Se New Orleans vuole davvero portare la partita sui binari preferiti, dovrà vincere il duello di aggressività nei primi otto secondi dell’azione.
Focus Los Angeles Clippers
I Clippers hanno meno volume offensivo dei Pelicans, ma più disciplina. Il primo dato che pesa è il rendimento di Kawhi Leonard, leader di squadra con 28.3 punti di media, capace di reggere possessi statici, creare dal mid-range e dare una dimensione da halfcourt offense molto più ordinata. Dietro di lui, John Collins è il secondo realizzatore stagionale a 13.7, ma nel quintetto atteso contano molto anche il lavoro oscuro di Kris Dunn e l’apertura del campo portata da Bogdan Bogdanović. Sotto canestro, Brook Lopez rimane il perno che dà protezione del ferro e spacing secondario.
Il vero tema, però, è l’infermeria. Kawhi Leonard è stato indicato come questionable/day-to-day per la caviglia sinistra, mentre Bradley Beal e Yanic Konan Niederhauser sono fuori. Anche Bennedict Mathurin è indisponibile per il problema al piede, elemento che toglie una soluzione importante di creazione e punti dalla panchina. In un quadro del genere, i Clippers possono anche confermare il quintetto abituale, ma la qualità della loro partita dipenderà molto da quanto Leonard riuscirà a essere vicino al proprio standard.
Che partita ci aspettiamo
Questa è una gara che può cambiare faccia in fretta. I Pelicans hanno numeri da squadra che ama il ritmo alto, soprattutto quando Zion riesce a creare collasso difensivo e liberare tiri o tagli dal lato debole. I Clippers, al contrario, preferiscono lavorare di più su esecuzione, occupazione degli angoli e isolamento ragionato per Leonard. Se New Orleans riesce a trasformare il match in una corsa continua, il vantaggio emotivo e atletico può spostarsi dalla parte dei padroni di casa; se invece Los Angeles abbassa il numero di possessi sporchi, la partita diventa più favorevole alla sua esperienza.
C’è poi un duello centrale molto chiaro: la pressione al ferro di Zion contro la protezione del pitturato garantita da Lopez. Da una parte New Orleans cercherà penetrazioni profonde e scarichi rapidi, dall’altra i Clippers proveranno a riempire l’area senza concedere troppo sul perimetro. Sul lato opposto, Leonard può attaccare un reparto difensivo dei Pelicans che concede 119.7 punti a sera e spesso soffre i terminali capaci di segnare da tre livelli. È la classica partita in cui i dettagli sulle rotazioni valgono quasi quanto il talento.