Focus Olimpia Milano
Il primo punto da cui partire è la qualità del nucleo principale. Armoni Brooks è il miglior realizzatore di squadra con 16.8 punti di media, ma il peso tecnico di Milano non si esaurisce lì: Shavon Shields resta il giocatore che cambia i finali, Zach LeDay porta letture da ala forte moderna e Josh Nebo è il riferimento interno più importante per presenza verticale e protezione del ferro. In regia, Nico Mannion aggiunge ritmo e collegamenti, soprattutto nelle partite in cui Milano vuole alzare il numero di possessi controllati. È una squadra che, quando riesce a difendere il primo vantaggio avversario, sa poi costruire attacco con ordine e pazienza.
La chiave, però, non è soltanto tecnica. Dopo il ko della 22ª giornata contro Bologna, Milano ha bisogno di una partita pulita, con pochi passaggi a vuoto e una migliore tenuta emotiva nei momenti in cui l’avversaria prova a rientrare. La profondità del roster resta un vantaggio importante: Mirotic non compare nel quadro attuale, ma le opzioni sul perimetro e negli spot di ala permettono comunque a Messina di cambiare assetto senza snaturare la squadra. Contro Sassari, il controllo del ritmo e la difesa sul pick and roll centrale saranno i due veri termometri del match.
Focus Sassari
Sassari arriva a Milano con numeri offensivi ancora vivi, ma con meno margine di errore. Desure Buie è il primo riferimento con 14.4 punti di media, Nate Johnson è subito dietro a 13.5, mentre Carlos Marshall e Nick McGlynn garantiscono produzione e taglia in un sistema che prova spesso a costruire vantaggio da esterni aggressivi e ali capaci di allargare il campo. Se il Banco riesce a correre e a giocare su possessi più brevi, resta una squadra capace di produrre parziali rapidi.
Il problema è la tenuta difensiva. I 89.2 punti concessi sono un dato che pesa, soprattutto contro una squadra come Milano che ha più soluzioni a metà campo. Inoltre il ko contro Reggio Emilia nella scorsa giornata, dopo una gara da 99 punti segnati, ha confermato come Sassari possa restare competitiva in attacco ma faticare a chiudere i possessi decisivi. Per questo la partita del Banco passa da due elementi: limitare le palle perse e non concedere rimbalzi offensivi a Nebo e LeDay, perché lì Milano rischia di costruire il suo vantaggio senza nemmeno dover forzare.
Che partita ci aspettiamo
Sul piano tattico il quadro è abbastanza nitido. Olimpia vorrà abbassare l’improvvisazione della gara, lavorare sul pick and roll centrale e poi aprire il lato debole per i propri tiratori o per le ricezioni profonde dei lunghi. Sassari, invece, ha più interesse a tenere la partita alta di ritmo, a correre quando può e a evitare che Milano sistemi la propria difesa a metà campo. È la classica sfida tra una squadra che vuole governare i possessi e un’altra che ha bisogno di renderli meno lineari.
C’è poi un tema di fisicità. Milano, per struttura, sembra avere più corpi per reggere l’urto sotto i tabelloni e più difensori per cambiare sui portatori. Sassari dovrà allora trovare una serata molto pulita dai suoi esterni, in particolare da Buie e Johnson, e sperare che McGlynn riesca a portare fuori area i lunghi avversari. Se la gara resta nei binari dell’esecuzione, l’Olimpia ha un vantaggio evidente; se invece il match si allunga su fiammate e tiri rapidi, il Banco può restare agganciato più a lungo di quanto dica la classifica.