Focus Utah Jazz
Gli infortuni continuano a condizionare la stagione dei Jazz: Walker Kessler, Georges Niang, Kyle Anderson e Taylor Hendricks non saranno disponibili, riducendo la profondità nel reparto lunghi. Tuttavia, il gruppo di Will Hardy ha mostrato segnali incoraggianti, specialmente in casa, dove il ritmo lento e il controllo dei possessi hanno spesso premiato Utah.
Markkanen resta l’arma principale: viaggia a oltre 24 punti di media con ottime percentuali sia da tre che nel pitturato. Nurkic, pur in fase calante atleticamente, garantisce presenza sotto canestro, mentre George continua a crescere nella gestione del gioco.
La squadra è ancora lontana dal top livello difensivo, ma al Delta Center i Jazz riescono a limitare gli avversari a meno di 110 punti di media. Una spinta ulteriore potrebbe arrivare dal pubblico, storicamente uno dei più caldi della lega.
Focus Atlanta Hawks
Gli Hawks di Quin Snyder devono affrontare l’ennesima emergenza. Senza Trae Young, il sistema offensivo perde gran parte della sua fluidità: mancano creatività e capacità di penetrazione. In questo contesto, Porzingis è chiamato a un ruolo da protagonista assoluto, come dimostrano le ultime uscite con oltre 25 punti medi e una presenza dominante a rimbalzo.
Accanto a lui, Luke Kennard e il giovane Risacher portano pericolosità perimetrale, ma la mancanza di un playmaker vero pesa nei momenti chiave. La difesa è migliorata rispetto all’inizio della stagione, ma resta vulnerabile sui pick and roll centrali e contro lunghi mobili come Markkanen.
Atlanta proverà ad abbassare il ritmo e a sfruttare la propria fisicità interna, ma dovrà limitare le palle perse e contenere il tiro da tre di Utah per restare in partita fino al quarto periodo.
Che partita ci aspettiamo
La sfida si preannuncia fisica e a ritmo medio-basso, con entrambe le squadre che cercheranno di imporre il proprio gioco interno. Utah, spinta dal pubblico e da un Markkanen in grande forma, cercherà di allungare già nel secondo quarto sfruttando la fragilità difensiva sul perimetro di Atlanta.
Gli Hawks, privi del loro principale creatore di gioco, dovranno affidarsi all’efficacia di Porzingis e al tiro da fuori di Kennard per rimanere competitivi. Tuttavia, la sensazione è che Utah abbia più soluzioni e più continuità, soprattutto in casa, dove la gestione dei ritmi lenti può diventare un vantaggio chiave.
Attenzione anche alla fase difensiva: senza Young, Atlanta tende a far segnare meno ma fatica a produrre oltre i 110 punti.