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SPQR Roma, Alessandro Magro presenta il club e le sue ambizioni

21 Agosto 2026

Alessandro Magro si presenta ufficialmente come head coach della BC SPQR Roma. Si tratta in un certo senso di un evento di valenza storica. Sarà lui, infatti, il capo allenatore di una delle due neonate formazioni della Capitale. Per il tecnico si tratta anche di un’occasione di rilancio, dopo l’interruzione del suo rapporto di lavoro con Napoli Basket. E riprendere le attività sul parquet in un club così ambizioso, seppur appena nato, è senza dubbio qualcosa che stimola e non poco.

Il nuovo head coach della BC SPQR Roma ha espresso le sue prime sensazioni nel giorno del raduno della squadra. Per Alessandro Magro si tratta di un momento importante, ovvero quello in cui si conosce il gruppo che verrà allenato. Quella che inizierà tra qualche settimana sarà una stagione molto importante, anche per misurare le ambizioni del club. In una lega in cui l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna fanno la voce grossa da anni, bisognerà capire dove inserire le due formazioni capitoline. Anche perché c’è anche la Maxima Roma, anch’essa molto ambiziosa.

Alessandro Magro presenta la nuova BC SPQR Roma

Alessandro Magro ha rilasciato la sua prima intervista ufficiale da capo allenatore della BC SPQR Roma. Il coach ha fatto capire quanto sia elettrizzato da questa nuova avventura. Anche perché al suo fianco ci saranno grandi professionisti: “È una sfida stimolante in una città che non ha bisogno di presentazioni. La pressione è un privilegio e rappresentare questo progetto mi riempie di orgoglio e responsabilità. Dobbiamo valorizzare i giocatori che abbiamo e aiutarli a crescere. L’allenatore deve adattarsi ai giocatori, ma alcuni valori sono imprescindibili”.

Lo staff tecnico della BC SPQR Roma è di grande qualità. Il vice sarà Edoardo Casalone, figura che negli ultimi anni ha operato all’Olimpia Milano. Gli assistant coach saranno invece. Stefan Ivanovic, Davide Bonora ed Emanuele Di Paolantonio. Richard Dalatri sarà head of performance, mentre Mattia Digno ricoprirà il ruolo di preparatore fisico. Un personaggio importante, se non altro per il lustro che darà alla società, è senza dubbio Luka Doncic. Per lui, Alessandro Magro spende parole di enorme stima: “Può dare un grande contributo, come tutti quelli che fanno parte di questo progetto”.

Identità e derby con la Maxima

Ma quali sono i capisaldi del lavoro che attende Alessandro Magro alla BC SPQR Roma? Lo stesso coach li ha voluto svelare: “Dobbiamo allenarci con qualità e disciplina, produrre una pallacanestro piacevole e riconoscibile. Vogliamo creare un’identità e provare a competere con tutti. Arriviamo in una città dove la pallacanestro di alto livello manca da tanto. Dovremmo essere una squadra che rappresenti la città, che il tifoso romano abbia piacere di venire a vedere al palazzetto. Il rapporto con il pubblico dovrà essere costruito con grande umiltà e spirito di sacrificio”.

E poi c’è il derby con la Maxima Roma, altro neonato club della Capitale in Serie A. In vista di questa doppia inedita sfida, Alessandro Magro fa capire quanto sarà importante provare a dettare legge fin da subito: “Un’altra squadra di Roma sarà un bene per la città, un valore aggiunto. Noi dobbiamo pensare a far bene e controllare la qualità del nostro lavoro”.

Sergio Scariolo alla SPQR Roma: il ruolo del coach nel nuovo club

20 Agosto 2026

La neonata SPQR Roma – anche se sul nome ci sarà ancora da parlare – ripartirà anche con l’importante aiuto di Sergio Scariolo. Il leggendario coach, reduce dalla separazione con il Real Madrid, entra a far parte del club capitolino. Il ruolo che gli è stato attribuito, almeno in via ufficiale, è quello di Special Advisor of Basketball Strategy. Si tratta di una qualifica che vuole sottolineare in particolare il fatto che il club della Capitale ha già un coach. Si tratta di Alessandro Magro, che dopo l’addio a Napoli è pronto a tuffarsi in questa nuova avventura.

Naturalmente, però, la grande curiosità riguarda proprio la presenza di Sergio Scariolo. La SPQR Roma, anche per fugare qualsiasi forma di dubbio, si è precipitata a redigere un comunicato ufficiale. Poche righe, che servono a confermare l’inesistenza di ingerenze tra il ruolo dell’ex ct della Spagna e il coach Magro. “Il contributo di Scariolo avrà natura esclusivamente consultiva e strategica, mentre la responsabilità della gestione tecnica quotidiana della prima squadra resterà affidata all’Head Coach Alessandro Magro e al suo coaching staff”, si legge nella nota.

Tra l’altro Sergio Scariolo ritrova Luka Doncic. Dopo averlo allenato al Real Madrid, ora lavorerà alle “dipendenze” dello sloveno, che è uno dei soci del club.

Sergio Scariolo approda alla SPQR Roma

Dunque riparte dalla Capitale il percorso in Italia di Sergio Scariolo. L’ex coach – tra le altre – di Real Madrid e Virtus Bologna si rimette in gioco con un ruolo che per lui è nuovo.

Queste le sue parole dopo l’annuncio del suo ingaggio per la SPQR Roma. “Sono felice di poter contribuire a un progetto che guarda non soltanto alla squadra, ma allo sviluppo di una cultura cestistica più ampia. Il mio ruolo sarà quello di mettere esperienza e competenze a disposizione di BC Roma, contribuendo alla riflessione sulle strategie di sviluppo tecnico, sulla crescita dei giovani e sulla costruzione di un modello sostenibile nel tempo“.

A proposito del rapporto con Alessandro Magro, le idee per Sergio Scariolo sono già molto chiare. Il coach ha riconosciuto le qualità e le skill del suo collega, che siederà sulla panchina della SPQR. Tra i due ci sarà massima collaborazione e coesione per far rendere al meglio la squadra. “Alessandro Magro e il suo staff avranno naturalmente la piena responsabilità della squadra: il mio contributo sarà esclusivamente di consulenza e confronto, all’interno di un progetto che vuole guardare al futuro. Sono e rimango un allenatore e questo continua e continuerà a essere il mio percorso professionale. In questa fase ho deciso di dedicare parte del mio tempo a questa iniziativa, alla quale mi avvicino con entusiasmo anche per i rapporti di amicizia, stima e fiducia che mi legano da molti anni ad alcune delle persone coinvolte“.

Alessandro Magro pronto a lavorare

Non potevano mancare neanche le dichiarazioni da parte di Alessandro Magro. Il primo coach nella storia della SPQR Roma si è detto pronto a dare il massimo per questa neonata realtà. L’obiettivo è quello di fare bene, per rilanciare la palla a spicchi nella Capitale: “Il nostro primo obiettivo sarà costruire fin dal raduno una squadra con identità, cultura del lavoro e senso di appartenenza, capace di rappresentare al meglio questo club e questa città“.

NBA Hall of Fame, ecco Mike D’Antoni: “Ringrazio l’Italia”

17 Agosto 2026

La NBA Hall of Fame accoglie al suo interno altri sette nuovi protagonisti. E tra questi ce n’è uno che parla italiano, seppur la sua nazionalità non sia la nostra. Stiamo parlando di Mike D’Antoni, il leggendario leader di quella Milano capace di diventare campione d’Italia, prima di portare il suo percorso cestistico in panchina. E da capo allenatore nella più importante lega di basket al mondo, ha provato a portare la sua rivoluzione sul parquet. Leggendari, seppur impossibilitati nel portare a casa un titolo, sono stati i suoi Phoenix Suns. Con Steve Nash alla regia, la squadra si distinse per il “less than 7 seconds”, ovvero le azioni veloci e svolte tutte in verticale.

Proprio questo suo modo rivoluzionario di concepire il basket, ha accresciuto la leggenda di Mike d’Antoni. Una squadra capace di attaccare in maniera rapida, sfruttando nel migliore dei modi le qualità dei singoli. E le motivazioni per l’inserimento di Mike D’Antoni nella NBA Hall of Fame spiegano chiaramente il suo apporto per il gioco. “Una figura importante nell’evoluzione del basket moderno, ha influenzato il gioco attraverso l’innovazione tramite la sua filosofia, basata su spazio, tempo e ritmo, che ha contribuito a ridefinire la strategia offensiva”, questo è quanto è stato letto durante la cerimonia tenutasi a Springfield.

Dal canto suo, Mike D’Antoni ha dimostrato di non dimenticare il suo passato. Anzi, lo ha voluto ricordare durante la cerimonia per il suo ingresso nella NBA Hall of Fame. Il riferimento all’Olimpia Milano, squadra che lo ha fatto diventare grande da giocatore, è palese: “Se sono qui è anche grazie all’Olimpia Milano. Lì ho cominciato a fare esperimenti con quintetti più piccoli e uno stile di gioco più veloce che poteva allargare le difese e creare più tiri da tre punti. Far parte della Hall of Fame significa lasciare qualcosa al basket. Nel mio caso ha significato fare in modo che il gioco fosse un po’ più veloce, un po’ più brillante e molto più divertente”.

NBA Hall of Fame, non solo D’Antoni: tutti i nuovi ingressi

Come di consueto, non c’è solo un nuovo ingresso nella NBA Hall of Fame. Oltre a Mike D’Antoni, anche altri sei protagonisti della storia recente della pallacanestro a stelle e strisce sono stati inseriti. E proprio a proposito del leggendario ex coach, troviamo anche uno dei più importanti esecutori del “less than 7 seconds”. Stiamo parlando di Amar’e Stoudemire, che proprio grazie al tecnico è stato riconosciuto come uno dei migliori “4” della lega. Uno dei giocatori più spettacolari degli ultimi vent’anni, con una carriera forse frenata dai tanti infortuni e guai fisici.

Oltre a Stoudemire, sono state inserite anche due esponenti della WNBA. Una delle due ha delle chiare origini italiane, in quanto parliamo di Elena Dalle Donne. Una vera e propria leggenda della WNBA e protagonista con la maglia di Team USA. Con lei entra nella “stanza delle leggende” anche Candace Parker. Quest’ultima, proprio al momento di effettuare il suo discorso, si è lasciata andare anche a un divertente siparietto con Allen Iverson, presente in platea.

Nella NBA Hall of Fame entrano anche Mark Few, storico coach di Gonzaga; Joey Crawford, che per oltre 40 anni è stato uno straordinario arbitro; Doc Rivers, eccezionale coach che ha legato il suo nome in particolare ai Boston Celtics.

Los Angeles Lakers, cessione record: cifra superiore a 12 miliardi

14 Agosto 2026

I Los Angeles Lakers sono finiti al centro di una nuova cessione da record. La franchigia gialloviola, infatti, per la seconda volta nel giro di un anno cambia proprietario. Al comando della società ci sono infatti Josh Kushner e Bob Iger. I due nuovi boss della compagine losangelina hanno effettuato una operazione da poco più di 12 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra che non era mai stata spesa per il passaggio di proprietà di un club della NBA.

E si tratta anche di una operazione che rischia di stravolgere i futuri equilibri della lega. Josh Kushner e Bob Iger, infatti, erano stati coinvolti in un primo momento per la creazione della futura franchigia che avrebbe avuto sede a Las Vegas. I due, però, nel frattempo hanno optato per un cambio di scenario. Così, una volta trovata la giusta occasione, hanno deciso di puntare su una realtà storica come i Los Angeles Lakers. Così, dopo aver trovato un accordo che potesse lasciare soddisfatte tutte le parti in causa, è arrivata la fumata bianca. La franchigia gialloviola ha dunque un nuovo padrone, anzi due.

Los Angeles Lakers, cessione della franchigia: è record NBA

È dunque durato poco meno di un anno il precedente interregno di casa Los Angeles Lakers. Destò non poco scalpore il passaggio di consegne della famiglia Buss, storica proprietaria della franchigia. La decisione di cedere il team a Mark Walter lasciò un segno profondo per la tradizione di tutta la lega. In ogni caso, la gestione del proprietario uscente è durata meno di quanto ci si potesse aspettare. A quanto pare, Josh Kushner e Bob Iger sono stati particolarmente convincenti nei confronti del loro predecessore. E con una offerta superiore a 12 miliardi di dollari, vorremmo ben vedere…

Scopriamo però qualcosa di più sui due nuovi proprietari dei Los Angeles Lakers. Josh Kushner ha 41 anni ed è uno degli imprenditori di punta negli Stati Uniti nel settore della tecnologia. Ha fondato ed è attualmente il CEO di Thrive Capital, una società di venture capital che ha sede a New York. Tra le altre sue iniziative c’è anche Oscar Health, compagna assicurativa sanitaria di cui è co-fondatore, vicepresidente e membro del Consiglio di Amministrazione. Il suo patrimonio è sconfinato, come si può intuire dalla facilità con cui ha puntato sui Los Angeles Lakers. E la sua mentalità è sempre stata quella di un illuminato uomo d’affari, sempre pronto alla ricerca della giusta occasione.

Bob Iger, invece, di anni ne ha ben 75. Stiamo parlando di uno dei personaggi più importanti su scala mondiale nel settore dell’intrattenimento. Per circa un quarto di secolo è stato amministratore delegato della The Walt Disney Company. Il primo mandato si è svolto dal 2005 al 2020, poi ce n’è stato un secondo da novembre 2022 a marzo di quest’anno. Attualmente ricopre il suolo di Senior Advisor in Disney e fa ancora parte del consiglio di amministrazione dell’intera compagnia. Sotto la sua gestione, l’azienda è diventata un vero e proprio colosso. È sua la regia delle acquisizioni di marchi come Pixar, Marvel, Lucasfilm e 21st Century Fox. Inoltre ha contribuito al lancio di Disney+, la piattaforma streaming in cui poter vedere centinaia di titoli tra film e cartoni animati.

Russell Westbrook, si ritira il re delle triple doppie in NBA

13 Agosto 2026

Russell Westbrook ha annunciato il proprio ritiro dal basket professionistico. Arriva alla sua conclusione, dunque, la carriera di uno dei giocatori più bizzarri dell’ultimo quarto di secolo in NBA. Uno di quei cestisti che rientra in quella categoria di talenti sconfinati, che però non hanno avuto la fortuna di portare a casa un anello. Per l’uomo nativo di Long Beach in California restano 18 anni a dir poco intensi, con momenti di picco clamorosi misti a brevi ma significativi periodi di anonimato. Alla fine dei conti, però, il lascito dell’estroso playmaker classe 1988 resta fortissimo nella lega e nel basket in generale.

Proviamo a ripercorrere la carriera di Russell Westbrook dopo il suo ritiro, ma scopriamo anche le reazioni dei social e degli ex colleghi.

Ritiro Russell Westbrook, una carriera incredibile in NBA

Russell Westbrook, dopo aver ben figurato con la canotta di UCLA al college, viene scelto molto presto. Nel Draft NBA del 2008, infatti, i Seattle Supersonics lo chiamano con il pick numero 4. Come ben sappiamo, molto presto questa franchigia effettuerà il trasloco e si trasformerà in Oklahoma City Thunder. Ed è qui che, per diversi anni, accadrà la magia. Un periodo durato per ben 11 stagioni, in cui il numero 0 ha ridisegnato i confini del ruolo del playmaker.

Russell Westbrook è riuscito a stabilire un record incredibile della NBA. Le sue doti di palleggio, unite alla lettura di gioco e a un atletismo fuori dal comune per un giocatore del suo tonnellaggio, lo hanno portato a mettere a segno ben 209 triple doppie. Mai nessuno ha fatto come lui, né prima né soprattutto dopo. E la sensazione è che un giocatore come quello atterrato in NBA nel 2008 debba ancora arrivare, ammesso che arrivi.

Agli Oklahoma City Thunder, Russell Westbrook vincerà un titolo di MVP nel 2017. Quella formazione clamorosa, che annoverava anche Kevin Durant e James Harden, aveva tutte le carte in regola per ambire all’anello. Peccato che in quel periodo un altro tridente da sogno, quello dei Miami Heat composto da LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh, era di fatto inarrestabile.

Nel 2019 Russell Westbrook provo a cambiare le cose. Da quell’anno in poi, però, avvenne un vero e proprio giro degli States che non portò nulla di proficuo per il palmares. Nell’ordine Houston Rockets, Washington Wizards, le due squadre di Los Angeles una dietro l’altra, Denver Nuggets e infine Sacramento Kings. Le uniche soddisfazioni arrivarono con il Dream Team. Un titolo mondiale nel 2010 e l’oro olimpico di Londra 2012 sono emozioni che il numero 0 porterà per sempre con sé.

La reazione alla notizia del ritiro

Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo del basket alla notizia del ritiro di Russell Westbrook. Uno degli acerrimi avversari sul parquet, ovvero LeBron James, ha invocato un immediato inserimento nella Hall of Fame. Altri giocatori come Kyle Lowry e Donovan Mitchell hanno espresso gratitudine per quanto fatto in 18 anni di carriera. C’è invece chi, come Dwight Howard, lo ha inserito tra le tre migliori point guard di sempre in NBA.

Trae Young bada decisamente al sodo e parla di Russell Westbrook come di una leggenda assoluta. A proposito di rivali, ecco le parole di Pau Gasol: “Certe carriere non hanno bisogno di troppe parole. Congratulazioni, Russell”.

LeBron James annuncia: uscirà documentario sulla sua carriera

11 Agosto 2026

LeBron James continua a far parlare di sé, e non potrebbe essere altrimenti. Anche a 41 anni suonati e con quasi un quarto di secolo trascorso su tutti i parquet della NBA, il campione di Akron offre sempre spunti di discussione e argomenti da affrontare con estrema attenzione. Dopo averci portato con sé per quasi tutta l’estate prima di annunciare la sua scelta di approdare ai Philadelphia 76ers, la stella nativa dell’Ohio svela un ulteriore retroscena sulla sua vita. Verrà infatti realizzato un documentario sulla carriera (e non solo) del “Prescelto”.

Si tratterà di un’opera cinematografica che consentirà di ripercorrere tutti gli anni in cui The Chosen One è stato professionista. Il documentario sulla vita e sulla carriera di LeBron James naturalmente è ancora solo nella testa dei produttori. In ogni caso, il fatto che se ne inizi a parlare è un importante punto di partenza. Anche perché tutti sanno quanto il mondo del basket abbia dato al campione di Akron, e soprattutto viceversa. E poi questa produzione porta già con sé un primo elemento controverso, come da tradizione nella vita di LBJ. Una serie di indiscrezioni svelate dai media su questa opera, che in un primo momento erano state smentite, per poi essere confermate dal diretto interessato.

In ogni caso, sono già partiti i primi rumors ed è nato in maniera inevitabile il tam tam sui social. Non bisogna girarci troppo intorno: un documentario sulla vita e sulla carriera di LeBron James lo aspettano in tanti, negli Stati Uniti e in ogni parte del mondo. Il semplice fatto che sia stato preannunciato, con il sigillo dato dal diretto interessato, rende il tutto ancor più succulento.

LeBron James, in arrivo il documentario sulla vita e sulla carriera

I primi a rendere pubblica una indiscrezione sulla produzione di un documentario sulla carriera di LeBron James erano stati i colleghi di ESPN. Una decina di giorni fa se ne era iniziato a parlare, in particolare sui profili social della TV americana. The Chosen One, però, si era premurato a far smentire questo rumor dai suoi collaboratori più vicini. Tuttavia, sono passati pochi giorni prima che si passasse dalla smentita alla conferma di queste voci. E a farlo, non poteva che essere proprio LeBron James in prima persona.

Il nuovo giocatore dei Philadelphia 76ers è stato ospite del The Boardroom Talks. Si tratta di uno dei podcast legati allo sport a stelle e strisce più interessanti. E in questo contesto, LeBron James ha voluto confermare la produzione di un documentario sulla sua carriera nel basket. “Sto preparando un documentario davvero forte. Quando sarà finito, sarà qualcosa di elettrizzante”, ha dichiarato la stella nata in Ohio. Naturalmente, l’ex giocatore dei Los Angeles Lakers non ha voluto diffondere nessun dettaglio relativo a questa opera.

Non si sa ancora nulla in primis sulla data in cui prenderanno il via le riprese. Dopodiché resta il mistero anche sull’uscita del documentario, ma anche sul formato che verrà seguito. Ci sono alcune opere, come ad esempio “The Last Dance”, che potrebbero dare un esempio sulla composizione. In ogni caso, da un personaggio mai banale come LeBron James ci aspettiamo i fuochi d’artificio.

Italia, inizia a Folgaria il Training Camp: i convocati del ct Banchi

10 Agosto 2026

Torna sul parquet la Nazionale, in uno degli ultimi impegni prima che prenda ufficialmente il via la stagione 2026-27. L’Italia si è infatti radunata in quel di Folgaria, nel tradizionale Training Camp di inizio agosto. I ragazzi convocati dal commissario tecnico Luca Banchi staranno insieme per le prossime due settimane. L’obiettivo è quello di preparare i prossimi appuntamenti ufficiali. Gli azzurri, infatti, giocheranno un paio di appuntamenti amichevoli prima di tornare ad affrontare le sfide valide per le qualificazioni ai Mondiali del prossimo anno.

Italia, i giocatori convocati per il Training Camp

A partire dalla giornata di oggi, ci saranno solo sei giocatori a disposizione. Si tratta di Matteo Spagnolo, Sal Niang, Francesco Ferrari, Tommaso Baldasso, Nicola Akele e John Petrucelli. Questi saranno gli unici atleti che si alleneranno insieme fino al 13 agosto, relativamente a quelli che parteciperanno agli impegni ufficiali. A partire dalla giornata successiva, invece, si aggregheranno Riccardo Rossato e Leonardo Candi.

Per rinfoltire il gruppo di giocatori con i quali effettuare i primi allenamenti, Luca Banchi h deciso di chiamare nove ragazzi. Si tratta di Filippo Gallo, Alfredo Boglio, Stefano Conte, Matteo Gherardini, Marco Restelli, Riccardo Salvioni, Willis Tio Tiagande, Lorenzo Vanin e Mauro Zacchigna. Dopodiché, sarà la volta dei titolari, ovvero quelli che affronteranno le sfide che contano davvero.

Tra gli assenti della prima ora spiccano Gabriele Procida e Alessandro Pajola. Il giocatore del Real Madrid sarà disponibile solo a partire dal 22 agosto e solo in caso di necessità. La nuova guardia del Partizan Belgrado, invece, deve ancora completare il proprio percorso riabilitativo.

A partire dalla vigilia di Ferragosto, il gruppo a disposizione di Luca Banchi assumerà la sua forma definitiva. Si aggregheranno al gruppo, infatti, tutti gli altri giocatori convocati per l’Italia. Stiamo parlando di Leonardo Candi, Nico Mannion, Stefano Tonut, Niccolò Melli, Simone Fontecchio, Darius Thompson, Amedeo Tessitori, Giampaolo Ricci e Giovanni Emejuru.

Gli impegni della Nazionale

Ricordiamo che il Training Camp in programma a Folgaria sarà il primo passo verso un intenso mese di agosto per l’Italia. Gli azzurri saranno protagonisti di una nuova edizione della Trentino Basket Cup. La Nazionale allenata dal commissario tecnico Luca Banchi se la vedrà con l’Estonia, nella sfida in programma sabato 22 agosto alla BTS Arena di Trento. Si tratterà del consueto test per capire le condizioni dei giocatori, anche se non ci sarà ancora la forma definitiva del roster, prima della tanto attesa scrematura. Anche perchè, dopo il test in terra trentina, si tornerà a fare sul serio e si giocheranno partite dal peso specifico non indifferente.

Alla fine del mese di agosto, infatti, si giocheranno le due partite ufficiali che tutta l’Italia del basket ha atteso in queste settimane. Stiamo parlando dei primi due match, validi per la seconda fase di qualificazione ai Mondiali del 2027. La prima sfida è quella in programma il 28 agosto, quando allo SKPC di Mejdan gli azzurri se la vedranno con la Bosnia Erzegovina. Tre giorni dopo, il 31 agosto, a Pesaro ci sarà la sfida molto importante contro la Serbia. Dopo il match della Vitrifrigo Arena, arriverà il “rompete le righe”.

Luis Scola e i piani di Varese: NBA Europe col supporto di RedBird

7 Agosto 2026

Luis Scola ha fatto capire in maniera chiara quali sono i progetti per la Pallacanestro Varese per gli anni a venire. Uno dei club più prestigiosi del basket italiano sta cercando di rilanciarsi. Una idea che non può non partire dal palcoscenico nazionale, ma che non sembra volersi porre alcun limite. E come ribadito dal leggendario ex giocatore argentino, arrivato in biancorosso un paio di anni fa, le intenzioni sono quelle di fare molto bene nell’immediato futuro e a lungo termine. Magari strizzando l’occhio a NBA Europe, che sembra attirare più di un “cliente” nel nostro Paese. Il tutto con il supporto di un fondo come RedBird che ha già fatto bene nello sport, alla guida del Milan.

Luis Scola ha parlato di tutti questi argomenti in una lunga intervista rilasciata per la Gazzetta dello Sport. Ai microfoni del quotidiano rosa, il dirigente ha fatto capire che la Pallacanestro Varese punta a spiccare il volo.

Gli obiettivi di Luis Scola e Varese

In primis Luis Scola ha parlato delle ambizioni della Pallacanestro Varese in ambito nazionale. L’obiettivo è quello di inserirsi nella lotta tra le grandi. La costruzione del roster e la solidità societaria suggeriscono queste ambizioni: “Vogliamo giocare un ruolo importante. Credo che riusciremo a essere protagonisti di questo futuro. A parte gli ultimi anni, Varese lo è sempre stata: una delle realtà più importanti del basket europeo. Siamo contenti della posizione in cui siamo: non siamo ancora protagonisti ma immaginiamo di poterlo essere a tutti i livelli in un futuro medio o anche lungo“.

E poi ci sono gli stimoli dati dalla possibilità di tornare a farsi valere anche all’estero. Luis Scola fa capire che la Pallacanestro Varese strizza l’occhio alle coppe europee. E poi c’è il sogno NBA Europe… “Quando sono arrivato, Varese cercava il modo per tornare grande: 50 anni fa si chiamava Coppa dei Campioni, oggi Eurolega, domani si chiamerà NBA Europe. Noi vogliamo essere protagonisti. Come società ambiziosa guardiamo al punto più alto. La prossima fase del progetto? La spinta che abbiamo dato per questa stagione. Non vogliamo dare un numero agli obiettivi, che siano essi arrivare quinti, primi o sesti“.

I rapporti con RedBird e l’ipotesi NBA Europe

La Pallacanestro Varese ha stretto un grande rapporto con RedBird. Il fondo, già proprietario del Milan, sta investendo in maniera importante anche nel basket. Luis Scola sottolinea l’importanza di questa presenza nel club: “Dal primo giorno in cui siamo arrivati a Varese lavoriamo per coinvolgere imprenditori, fondi, investitori italiani e dall’altro lato del mondo, è una costante evoluzione. Non è un segreto che abbiamo un rapporto molto forte con RedBird, abbiamo parlato tante volte, Ammiriamo il lavoro che fanno a livello imprenditoriale e sportivo col Milan e non solo. Sappiamo che RedBird è molto entusiasta di investire in Italia, nello sport e in Lombardia. Noi facciamo sport in Lombardia e vogliamo crescere, queste sono le premesse per una partnership vincente. Poi quello che si dice nelle riunioni resta nelle riunioni, sono cose private“.

Si torna a parlare di NBA Europe alla fine dell’intervista. Luis Scola ammette che la Pallacanestro Varese ci sta pensando. La speranza è quella di riuscire a entrare in futuro in questo torneo: “Siamo molto tifosi di NBA Europe, ma abbiamo investito da prima dell’annuncio dell’arrivo della NBA e ci saremo dopo anche se questo non andasse a buon fine: il nostro impegno con Varese e con la pallacanestro italiana rimane al di là di NBA Europe. Sicuramente qualcosa si è accelerato e lo farà ancora di più in futuro“.

Petrucci apre alle riforme: anche la Serie A2 verso il professionismo?

6 Agosto 2026

Gianni Petrucci torna a parlare a 360 gradi dello stato di salute del basket italiano. Il presidente della federazione ne ha parlato in una lunga intervista per la Gazzetta dello Sport. Non si esclude che presto la palla a spicchi di casa nostra apra a nuove riforme. Anche perché gli interessi di questo sport a livello internazionale stanno cambiando in maniera radicale: “Qualsiasi riforma sarà fatta in accordo con la società, sono loro che mettono i soldi. È innegabile, basta guardarsi intorno, che lo sport italiano ed europeo sta cambiando. L’arrivo della NBA racconta l’interesse che c’è a investire in Europa, solo chi è contro ai cambiamenti può pensare che Petrucci o Gherardini abbiano la forza di bloccare qualcosa“.

Giovani italiani nelle università Usa? Petrucci approva

Uno dei temi dell’intervista riguarda i tanti giovani italiani che lasciano l’Europa per andare negli Stati Uniti. Una prospettiva interessante, anche per potersi misurare con la NCAA. Petrucci, in questo senso, non vede grossi problemi per il movimento: “Un figlio che viene richiesto da un’università dove si gioca a basket e si studia non può essere una minaccia. Il basket è nato nelle università. Noi abbiamo più di 40 ragazzi al college, so benissimo che le società sono penalizzate, ma tutta Europa è penalizzata: nessuno ha la forza di bloccare la libera volontà di un ragazzo di andare ad acculturarsi da ogni punto di vista in un’università. Poi tornano più forti“.

Tornando alla necessità di inserire delle riforme, Petrucci ha voluto sfogliare l’album dei ricordi. Con lui alla presidenza, il basket italiano ha portato tante novità. E non è ancora finita, in base alle sue parole: “Se io dicessi le mie idee e poi qualunque società si ritenesse lesa, apriti cielo. Mi si deve riconoscere il saper vivere, per cui ho le mie idee ma non le dico adesso. Ma ricordo che il basket è da sempre apripista di novità: la creazione di A1 e A2, gli sponsor insieme al ciclismo, i playoff con tutte le critiche che sono arrivate dal mondo del calcio. Che poi li ha inseriti in tutte le categorie tranne la Serie A“.

La Serie A2 verso il professionismo?

Una delle possibili riforme del basket italiano riguarda il passaggio della Serie A2 a una dimensione professionista. Si tratta di un passaggio che Gianni Petrucci valuta. Anche perché i club potrebbero trarne vantaggi: “È una delle ipotesi, anche perché l’intesa deve essere tra FIP e le due leghe maschili. È tutto possibile ma non c’è nulla che non si possa fare anche con l’accordo delle società. Il professionismo? Saranno gli imprenditori a dire se saranno disponibili e le leghe a compulsarlo, non possiamo imporlo noi”.

Infine Gianni Petrucci ha parlato del destino di Brescia e di Cremona. I due club sono spariti dalla Serie A, con i titoli ceduti ad altrettanti nuovi club di Roma. Il presidente della Fip, però, non vuole fare drammi: “Quelle di Brescia e Cremona non sono sparizioni, oggi fanno i campionati. Di Brescia ho seguito da vicino la ripartenza, la Federazione ha collaborato perché non sparisse ed è diventata una bella realtà”.

Napoli Basket, Rizzetta rilancia. E si parla anche di nuovo palasport

5 Agosto 2026

Matt Rizzetta spinge senza mezzi termini sulla Napoli Basket. Il patron ha parlato durante la presentazione della nuova stagione del club partenopeo. Si ripartirà con diverse novità ma anche con certezze di spessore. A partire dal coach, che sarà anche per il 2026-27 Jasmin Repesa. Il tutto per fare bene in Serie A, ma anche in Europa: “Abbiamo deciso di investire e di puntare fortemente su questa rosa e su questa stagione. Ci sono tutti gli ingredienti e i presupposti per fare bene, ci aspetta un’annata importante, difficile perché la concorrenza sta investendo. Noi quest’anno saremo molto ambiziosi, ma con i piedi per terra, mantenendo un profilo basso perché vogliamo raggiungere altissimi livelli ma vogliamo farlo con massima umiltà“.

Napoli Basket, la fame di Matt Rizzetta

Dalle parole di Matt Rizzetta viene fuori tutta la voglia di vedere Napoli Basket in lotta con le big. Gli investimenti fatti e il calore dei partenopei possono essere due ingredienti fortissimi. Poi, però, la parola passerà al parquet: “Siamo tutti uniti e motivati per non sfigurare, anzi per fare benissimo anche a livello continentale. Vogliamo fare un campionato di altissimo livello, senza proclami inutili: vogliamo dimostrare sul campo, e anche fuori dal campo, la nostra bravura, la nostra forza e anche il nostro spirito di miglioramento. Dalla nostra prima annata di gestione abbiamo capito e imparato tantissimo: il mio obiettivo è far veder che questa è una società che vuole crescere, questa sarà un’annata di grandissima crescita“.

Matt Rizzetta ha fatto capire di non aver mai avuto dubbi sulla possibilità di investire a Napoli. La piazza, come si vede con il calcio, risponde sempre presente. L’augurio è quello di vedere sempre il palasport pieno: “Ho sempre creduto fortemente nel popolo napoletano. Qui a Napoli quando porti avanti un progetto serio, il popolo ti sostiene e mi fa piacere, ma voglio meritare la loro fiducia vincendo sul campo e fuori. Alla fine tireremo le somme, spero a giugno, e vedremo dove questa squadra si collocherà nella storia cestistica della città“.

Il progetto del nuovo palazzetto dello sport

Proprio il palazzetto dello sport è uno dei temi più caldi. Matt Rizzetta vorrebbe regalare una nuova casa alla Napoli Basket. Il progetto sta andando avanti in maniera importante: “Stiamo portando avanti questo progetto con tutte le nostre forze, in piena sintonia e condivisione con il Comune di Napoli, che ci ha dato la massima disponibilità. Naturalmente ci sono dei passaggi tecnici e burocratici da superare. Noi siamo convintissimi di farcela alla fine. Napoli, oltre a una squadra di basket capace di rappresentare la città in maniera importantissima a livello europeo, merita anche un palazzetto di primissimo livello”.

Si parla poi di una possibile sinergia con la squadra di calcio. Matt Rizzetta ha speso parole al miele per Aurelio De Laurentiis. Questo tipo di progetto, però, non è ancora maturo: “Ho un immenso rispetto per De Laurentiis, abbiamo un rapporto molto positivo. Io ci sono, se ci sarà opportunità nel futuro, valuteremo a mente fredda. Lui sa dove trovarmi nel caso in cui volesse un giorno sedersi di nuovo intorno al tavolo. C’è massimo rispetto tra noi, sto imparando molto da lui su vari aspetti”.