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Poeta: “Sono grato a Messina, la nuova Milano squadra intelligente”

Peppe Poeta riavvolge il nastro di una stagione in casa Olimpia Milano. Il coach campano, alla prima esperienza da capo allenatore nella città meneghina, ha subito vinto lo scudetto. E in una recente intervista, non ha nascosto la sua soddisfazione per una stagione che ha regalato anche la Coppa Italia: “Sono felice. Abbiamo vinto il campionato, abbiamo vinto la Coppa e davvero non potevo chiedere di più. Ho 40 anni e di certo non mi aspettavo di diventare capo allenatore in questo modo. Il piano era diverso, ma quando Ettore Messina si è ritirato ho rispettato la sua decisione. Ho cercato di dare tutto me stesso e alla fine è andata bene. Spero che il prossimo anno possiamo fare ancora di più”.

Peppe Poeta non poteva non fare un riferimento a Ettore Messina. Era scritto nelle stelle che sarebbe stato lui l’erede del coach catanese alla guida della EA7 Emporio Armani Milano. Tuttavia questo processo è stato anticipato, anche con l’aiuto del suo veterano collega. E da parte dell’attuale capo allenatore, non manca la grande considerazione: “Ha lasciato un’eredità enorme. È stato qui sette anni e ha costruito un’organizzazione di altissimo livello. Gli sarò sempre grato perché quattro anni fa mi ha scelto come suo assistente. Poi sono andato a Brescia e quindi sono tornato. Gli sarò davvero grato per sempre”.

La nuova Olimpia Milano di Peppe Poeta

Quella che sta nascendo è una nuova Olimpia Milano. Dal canto suo, Peppe Poeta appare soddisfatto per quel che sta accadendo sul mercato. Sono infatti arrivati giocatori all’altezza del suo stile di gioco: “Ci vedo come una squadra intelligente. Penso che, se i leader staranno bene, avremo il giusto equilibrio. Saremo di nuovo degli outsider in Eurolega, questo è certo. I budget degli altri club sono enormi, quindi partiamo in seconda fila. Ma sono ottimista e guardo sempre al lato positivo. Sono contento anche che Bolmaro continuerà a crescere giorno dopo giorno. Abbiamo preso anche alcuni giocatori che non hanno mai giocato in Eurolega, come R.J. Cole e Jason Burnell. Può essere un certo rischio, ma non c’è dubbio che abbiano una grande fame”.

Il doppio impegno tra Serie A ed Eurolega è un problema da gestire. Dal canto suo Poeta crede che la EA7 Emporio Armani Milano avrà bisogno di una squadra pronta a tutto. Anche perchè le coppe europee portano via tante energie: “Il problema più grande non è la qualità. Sono stato un giocatore e so che molti cestisti di EuroCup, Champions League o dei campionati nazionali hanno la qualità per giocare in Eurolega. La sfida più grande è l’aspetto mentale. Non è una questione di abilità, ma di giocare per dieci mesi ogni due giorni, essere costante, sano e mentalmente pronto. Giochi una grande partita il martedì, non hai nemmeno il tempo di riposarti che già viaggi dall’altra parte d’Europa e in meno di 48 ore giochi un’altra gara, altrettanto importante. Questo è la parte più difficile dell’Eurolega”.

Infine Peppe Poeta ha svelato cosa cerca nella sua squadra. Servirà una EA7 Emporio Armani Milano in grado di correre sui due lati del campo. L’intensità e l’energia saranno fondamentali, sia in attacco che in difesa: “Voglio una squadra che in ogni partita scenda in campo con energia e massima dedizione. Se riesci a ottenere questo, hai già fatto metà del lavoro. Come ho detto, oggi tatticamente non puoi cambiare molto per via del ritmo delle partite. Quindi, se la tua squadra gioca dura e con grande energia, come dice sempre Šaras, sei già a metà strada verso il successo”.

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Italia-Lituania 87-84, rimonta epica e primo posto per gli azzurri

L’Italia batte la Lituania con il risultato di 87-84 e mantiene il primo posto nel girone di qualificazione ai Mondiali di basket del 2027. Quella che si è giocata ieri sera a Bologna è stata una partita epica da parte degli azzurri. Guidati in panchina ancora una volta da Marco Ramondino, i nostri hanno saputo rialzare la testa dopo essere stati a un passo dalla capitolazione. E così, nei 3 minuti finali è venuta fuori una rimonta straordinaria da parte di Gabriele Procida e compagni, capaci di ribaltare il risultato. Gli ospiti, guidati dal solito Jonas Valanciunas, sembravano ormai convinti di aver vinto, ma hanno dovuto arrendersi alla sconfitta.

Con questo successo sulla Lituania, l’Italia si è garantita il primo posto nel girone di qualificaizone ai Mondiali del 2027. Quello raccolto a Bologna è stato il quinto successo consecutivo per gli azzurri, dopo la sconfitta patita al debutto contro l’Islanda. Ora l’attesa è tutta per la seconda fase.

L’emozione di Marco Ramondino

Al termine della partita, Marco Ramondino non è riuscito a trattenere l’emozione. Il coach, che anche contro la Lituania ha sostituito Luca Banchi, ha sottolineato il grande lavoro svolto dall’Italia. Gli azzurri sono stati bravi ad adeguarsi ai continui cambi dei baltici: “Questo è il più grande onore della mia carriera. Purtroppo le condizioni che mi hanno portato ad allenare la squadra in questa finestra sono quelle che sono, ma il solco tracciato da coach Banchi è stato fondamentale. Credo che, nonostante le tante assenze, siamo riusciti a costruire questo gruppo proprio grazie al solco tracciato da coach Banchi e da Gigi Datome. E seppur con molte diversità e disomogeneità, questi ragazzi sono diventati squadra praticamente da subito. Al di là di Valančiūnas o del quintetto piccolo, la Lituania ci ha proposto veramente di tutto nel corso della partita“.

Ramondino ha ribadito la capacità degli azzurri di leggere la partita. Solo così è stato possibile dare vita alla rimonta che ha regalato la vittoria. In questo modo, l’Italia può pensare positivo per il futuro: “Credo che ogni volta i nostri ragazzi siano stati bravi a fare i giusti adeguamenti in corsa, che è poi la cosa più difficile. È chiaro, però, che questo ci ha veramente prosciugato: mentre eravamo impegnati in un corpo a corpo durissimo – con ogni giocatore che nella propria posizione doveva contrastare chili e centimetri – cercavamo anche, dal punto di vista strategico, di non mollare o di mantenere l’iniziativa. Tutto questo ci ha portato a essere sulle ginocchia negli ultimi 5-6 minuti. Alla fine questo è un gioco in cui le cose non devi solo saperle, le devi applicare. Quindi un grande plauso e grande merito ai nostri ragazzi. Dal punto di vista emotivo e della dedizione, per me è stato, facile allenare questa squadra“.

Il tabellino di Italia – Lituania

Di seguito proponiamo il tabellino di Italia – Lituania, gara valida per le qualificazioni ai Mondiali 2027.

Italia-Lituania 87-84 (22-25, 18-12, 19-24, 28-23)

Italia: Mannion* 27 (2/5, 4/8), Candi* 5 (0/1, da tre), Tonut* 10 (3/3, 1/3), Tessitori* 5 (2/8, 1/2), Ricci (0/1, 0/1), Spagnolo 14 (5/9, 4/4), Procida 9 (2/3, 1/3), Ferrari* 3 (1/2 da tre), Baldasso 6 (3/4), Rossato ne, Akele 6 (3/3), Emejuru 7 (3/5, 1/3). All: Ramondino

Lituania: Blazevic (0/1, 0/2), Normantas 5 (1/3, 1/4), Velicka (0/1 da tre), Tarolis (0/2 da tre), Radzevicius 7 (2/3, 0/1), Brazdeikis 8 (1/7, 2/2), Tubelis 25 (9/12, 0/3), Buzelis 6 (1/1, 4/4), Valanciunas 9 (2/5, 5/6), Jogela, Jakucionis 10 (2/5, 1/2), Sargiunas 14 (3/4, 2/8). All: Kurtinaitis

Tiri da due Ita 23/41, Lit 21/41; Tiri da tre Ita 7/27, Lit 6/23; Tiri liberi Ita 20/25, Lit 24/29. Rimbalzi Ita 31 (Akele 7), Lit 47 (Tubelis 12). Assist Ita 15 (Mannion 5), Lit 14 (Brazdeikis 5).

Usciti 5 falli: Akele (Italia), Jakucionis (Lituania)

Arbitri: Antonio Conde (Spagna), Valentin Oliot (Francia), Elvis Binders-Coders (Lettonia).

Spettatori: 4.508

Falli tecnici: Matas Buzelis e alla panchina Italia

Islanda-Italia 83-102, azzurri alla seconda fase delle qualificazioni Mondiali

L’Italia continua nella sua marcia di qualificazione ai Mondiali di basket del 2027. Gli azzurri sono riusciti a espugnare il parquet dell’Islanda, con il risultato di 83-102. Ed è stato un momento molto bello anche per Marco Ramondino, chiamato a sostituire ancora una volta Luca Banchi. L’assistant coach del commissario tecnico, dopo le amichevoli contro Croazia e Slovenia, ha potuto debuttare da capo allenatore anche in una gara ufficiale. E si è trattato di una gara vera, a discapito di quel che dice il risultato.

L’Islanda ha provato a giocare alla pari almeno per metà gara. La proverbiale solidità e compattezza del gruppo di coach Pedersen ha fatto sì che gli azzurri non prendessero il largo. La svolta del match è arrivata dopo il ritorno dagli spogliatoi. Con un terzo quarto debordante l’Italia ha potuto aprire quel gap che ha consentito di allungare in maniera definitiva nel punteggio.

Domani sera l’Italia sarà impegnata contro la Lituania a Bologna. L’obiettivo è vincere per rafforzare il primo posto nel proprio girone. Anche perchè l’obiettivo minimo, ovvero l’accesso alla seconda fase delle qualificazioni ai Mondiali, è stato raggiunto proprio ieri sera

Le dichiarazioni di Ramondino e Mannion

Marco Ramondino si gode un altro momento storico alla guida dell’Italia. Per lui, alla prima partita ufficiale da capo allenatore degli azzurri, è arrivata anche la prima vittoria. Dalle sue parole emerge grande soddisfazione: “Su questo stesso campo, solo pochi mesi fa, l’Islanda ha fatto una grande rimonta contro la Lituania. Penso che quella sia stata la dimostrazione di quanto sia pericolosa questa squadra, considerando anche il potenziale e le tante armi a loro disposizione. Si conoscono benissimo e sono in grado di piazzare un parziale in qualsiasi momento della partita. Dal canto nostro, penso che i ragazzi abbiano offerto una prestazione solida. Al di là di qualche errore difensivo nel primo quarto credo che abbiamo fatto il nostro dovere. Abbiamo avuto il pieno controllo della gara a partire dal secondo periodo, questa è una vittoria davvero importantissima per noi“.

Anche Nico Mannion ha fatto capire l’importanza della vittoria ottenuta contro l’Islanda. L’ormai ex giocatore dell’Olimpia Milano ha sottolineato a sua volta la compattezza degli avversari di turno: “Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile. Eravamo consapevoli che c’erano tre o quattro aspetti chiave su cui dovevamo essere assolutamente sintonizzati; questo è stato il focus principale del coach. Ci ha detto che finché fossimo rimasti uniti e avessimo lottato duramente, ce l’avremmo potuta fare. Credo che all’inizio siamo partiti un po’ a rilento proprio su questi aspetti, ma nel secondo tempo abbiamo trovato una maggiore coesione e siamo riusciti a piazzare il break decisivo“.

Il tabellino di Islanda – Italia

Di seguito riportiamo il tabellino del match vinto dall’Italia sul parquet dell’Islanda.

Islanda-Italia 83-102 (25-27, 21-31, 16-26, 21-18)

Islanda: Henningsson 5 (1/3 da tre), J. Gudmundsson* 12 (2/4, 2/6), Thorbjarnarson 5 (1/1, 1/3), Fridriksson* 13 (3/5, 1/3), Atlason 5 (1/1, 1/3), K. Jonsson, Palsson* 5 (0/1, 1/5), Hermannsson* 22 (3/8, 5/6), G. Gudmundsson (0/1), Hlinason* 13 (5/6), Thrastarson 3 (0/1, 1/3), B. Jonsson. All. Pedersen

Italia: Mannion* 14 (4/7, 2/5), Candi 5 (1/2, da tre), Tonut* 15 (2/6, 2/3), Tessitori* 15 (5/7, 0/1), Ricci (0/1, 0/1), Spagnolo 13 (5/10, 1/1), Procida 9 (1/1, 2/4), Ferrari* 5 (0/1, 0/2), Baldasso 16 (5/6, 2/3), Rossato* 5 (1/1, 1/2), Akele, Emejuru 5 (1/1). All: Ramondino

Tiri da due Isl 15/28, Ita 24/41; Tiri da tre Isl 13/32, Ita 11/24; Tiri liberi Isl 14/20, Ita 21/27. Rimbalzi Isl 30 (Hlinason, Gudmundsson 6), Ita 35 (Emejuru 5). Assist Isl 22 (Hlinason, Fridriksson 6), Ita 20 (Spagnolo 7).

Usciti 5 falli: Hlinason (Islanda)

Arbitri: Yohan Rosso (Francia), Josip Jurcevic (Croazia), Zafer Yilmaz (Turchia)

Spettatori: 2.300

italia

Italia, doppia vittoria su Croazia e Slovenia con vista sui Mondiali

Due partite e due sorrisi per la nuova Italia targata Luca Banchi. Gli azzurri hanno vinto entrambe le amichevoli previste in questa fitta settimana di appuntamenti sul parquet. Il primo match è stato quasi dominato contro la Croazia, spazzata via in quel di Gorizia al termine di una prova molto convincente sul piano offensivo. Un paio di giorni dopo, la Nazionale italiana è andata a espugnare anche il parquet della Slovenia. E si è trattato di una bella soddisfazione anche per Marco Ramondino, “promosso” per l’occasione a causa dell’assenza del commissario tecnico.

Il cammino dell’Italia prosegue dunque in maniera positiva. Il tutto in vista del doppio impegno valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2027. Gli azzurri saranno di scena mercoledì prossimo in casa dell’Islanda, mentre domenica 5 luglio al PalaDozza arriverà la Lituania. L’obiettivo per gli uomini allenati dal commissario tecnico Luca Banchi è quello di mantenere l’ottima posizione nella classifica del proprio girone. Si vedrà anche quali saranno le scelte da parte del coach in vista di questi due incontri ufficiali, decisivi per l’accesso alla Coppa del Mondo del prossimo anno.

Italia, la soddisfazione di Marco Ramondino

Marco Ramondino non ha nascosto la propria grande soddisfazione per la doppia vittoria ottenuta dall’Italia. L’assistant coach ha avuto la possibilità di vivere una doppia bella serata alla guida degli azzurri. Il “vice” di Luca Banchi, al termine della partita vinta sul parquet della Slovenia, ha sottolineato l’ottimo lavoro svolto dai ragazzi. Ora la testa va ovviamente al doppio impegno valido per le qualificazioni ai Mondiali del prossimo anno: “Un’altra partita dura che aiuta a prepararci al livello di competizione che ci aspetta in Islanda e a Bologna. L’aspetto positivo stasera è stato l’atteggiamento e la partecipazione. Durante la partita, anche oggi, ci sono stati alti e bassi e dovremo sfruttare questi ultimi giorni di allenamenti per limitare il più possibile questi momenti“.

I tabellini delle partite

Di seguito proponiamo i tabellini delle amichevoli disputate dall’Italia contro Slovenia e Croazia. Le due partite erano valide come amichevoli di preparazione ai match di qualificazione ai Mondiali del 2027. Gli azzurri saranno impegnati il 1° luglio sul parquet dell’Islanda e il 5 luglio in casa contro la Lituania.

Il tabellino di Slovenia-Italia

Slovenia-Italia 83-86 (24-24, 19-30, 21-12, 19-20)

Slovenia: Padjen 6 (0/1, 2/2), Samar* 12 (4/9, 0/2), Murić* 4 (2/4, 0/4), Hrovat* 14 (3/5, 1/3), Kroflić* 11 (2/3, 2/3), Tomažić ne, Cerkvenik 9 (3/6 da tre), Ciani, Joksimović 6 (2/5, 0/1), Omić* 11 (5/7), Hrabar 9 (3/3, 0/1), Malovcič 1 (0/2 da tre). All: Sekulić

Italia: Mannion* 14 (2/3, 3/4), Candi 5 (0/1, 1/4), Tonut* 18 (3/6, 4/4), Tessitori* 12 (4/7, 0/1), Ricci 7 (1/2, 1/3), Spagnolo* (0/3, 0/1), Ferrari* 2 (1/4), Baldasso 16 (2/3, 175), Casarin 3, Rossato 3 (0/1, 1/2), Severini 3 (0/2, 1/4), Emejuru 3 (0/1). All: Ramondino

Tiri da due Slo 21/37, Ita 13/33; Tiri da tre Slo 8/24, Ita 12/28; Tiri liberi Slo 17/25, Ita 24/29; Rimbalzi: Slo 42 (14 Omić), Ita 30 (6 Emejuru); Assist: Slo 20 (6 Samar), Ita 16 (4 Mannion).

Usciti 5 falli: Hrabar (Slovenia)

Arbitri: Saso Petek (Slovenia), Mario Majkić (Slovenia), Andraž Rebeusek (Slovenia)

Spettatori: 500

Il tabellino di Italia-Croazia

Italia-Croazia 103-91 (32-24, 23-27, 26-21, 22-19)

Italia: Tonut 11 (4/6 da 2, 1/2 da 3), Spagnolo* 19 (5/11, 2/5), Procida* 7 (2/2, 1/5), Bortolani, Ferrari* 4 (2/4), Baldasso 29 (4/4, 7/11), Casarin 7 (2/3, 1/1), Rossato* 9 (0/3, 3/5), Akele 6 (3/3), Emejuru* 4 (2/2), Vincini 7 (2/3), Candi ne. All.: Ramondino

Croazia: Smith* 10 (2/8 da 2, 2/3 da 3), Jordano, Sare, Sikirić (0/2 da tre), Hezonja* 14 (3/4, 1/2), Šarić* 12 (4/9, 0/3), Gnjidić (0/1 da tre), Badžim* 11 (1/2, 3/4), Mavra 3 (1/2), Branković 2 (1/1), Škara 18 (7/7, 1/2), Božić 2 (0/3, 0/2), Radovčić 10 (5/5, 0/1), Zubac* 9 (4/5, 0/0). All: Mijatović.

Tiri da due Ita 26/41, Cro 28/46; Tiri da tre Ita 15/29, Cro 7/20; Tiri liberi Ita 6/9, Cro 14/20; Rimbalzi Ita 22 (Casarin 6), Cro 40 (Zubac 10); Assist Ita 26 (Casarin 10), Cro 20 (Smith 6).

Usciti 5 falli: Brankovic (Croazia)

Arbitri: Manuel Attard, Valerio Grigioni, Gabriele Bettini

Spettatori: 3.500

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LeBron James atleta del secolo: “Non sceglierei nessun altro”

LeBron James ha ottenuto un altro riconoscimento, l’ennesimo di una carriera a dir poco straordinaria. Il campionissimo nativo di Akron, infatti, è stato nominato come “atleta del secolo” da TIME. Il noto magazine americano ha voluto celebrare in maniera così altisonante la storia sportiva del giocatore, attualmente in forza ai Los Angeles Lakers. E così, nello stesso contesto in cui vengono celebrati sportivi influenti nel 2026 come i nostri Jannik Sinner e Andrea Kimi Antonelli, ecco che LBJ trova comunque spazio. Ed è uno spazio non di poco conto.

LeBron James, infatti, viene celebrato non solo per la sua attività sul parquet con le scarpe allacciate. I colleghi di TIME Magazine hanno voluto sottolineare il suo impegno politico e sociale lontano dai campi da basket. In ogni caso, durante la lunga intervista che ne è seguita, si è parlato in particolare del suo rapporto con la palla a spicchi.

LeBron James e il basket che è ancora un divertimento

In primis LeBron James ha parlato del suo rapporto con il basket. The Chosen One ha fatto capire di divertirsi ancora a giocare, nonostante il fisico non sia quello di un tempo. In fin dei conti, comanda la psiche: “Dipende tutto dalla testa, il corpo è una conseguenza. Quando non sarò più innamorato di arrivare all’arena cinque ore prima della partita per cominciare la mia preparazione, quando non arriverò all’allenamento due ore e mezza prima dell’inizio, allora capirò di essere finito. Perché vorrebbe dire prendere in giro il gioco. Pensate davvero che non mi stia ancora divertendo? La cosa più importante rimane la cosa più importante, ed è il mio amore per il gioco del basket. Se continuerò a giocare, rimarrà sempre la mia passione numero 1“.

In questa stagione, LeBron James sta condividendo lo spogliatoio dei Los Angeles Lakers con una persona speciale. Stiamo parlando del figlio Bronny, il quale sta facendo le prime esperienze in NBA. Dalle parole di papà LBJ, c’è tanta ammirazione per il suo erede naturale. “Di tutte le cose che ho fatto nella pallacanestro, giocare insieme a mio figlio è la migliore in assoluto“, ha detto.

Nessuno più forte di me

Si parla poi della nomina come atleta del secolo. In questo senso, LeBron James dimostra ancora una volta di avere le idee molto chiare. Secondo lui, infatti, c’è una chiara distinzione rispetto agli anni Novanta quando a dominare la scena era Michael Jordan: “Se chiedete a qualcuno che è cresciuto nell’era di MJ, vi diranno MJ. Se chiedete a qualcuno che è cresciuto nell’era di LeBron… vi diranno comunque MJ. Ma lo capisco: a ciascuno il suo. Il mio percorso è il mio percorso, io faccio quello che faccio e so cosa ho dato dal punto di vista cestistico, di ispirazione e di influenza. So di poter reggere il confronto con chiunque”.

Allo stato attuale delle cose, però, LeBron James ritiene che nessuno sia stato forte come lui. E dalle sue parole emerge anche la consapevolezza che altri illustri colleghi farebbero lo stesso ragionamento: “Non sceglierei nessuno prima di me, su questo non si discute. Ma penso che Mike direbbe la stessa cosa. Kobe, che riposi in pace, direbbe la stessa cosa. Magic uguale, Bird idem, pure Shaq, Wilt, Kareem. Nessuno di noi prenderebbe qualcun altro prima di se stesso. Ma se ci fosse un general manager che deve scegliere e noi fossimo tutti schierati davanti a lui, sarebbe difficile non prendere me“.

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Achille Polonara, ritiro dal basket giocato: il post e il palmares

Achille Polonara ha annunciato il suo ritiro dall’attività nel basket professionistico. Forse è la notizia peggiore che si potesse leggere, se si considera il lungo percorso di cure e di riabilitazione al quale si è sottoposto. Al tempo stesso, questa decisione rappresenta ancora una volta la capacità di un uomo di capire come e quando fermarsi. Anche perché, come ha manifestato in più occasioni in queste settimane, il “pupazzo” della pallacanestro italiana voleva provare a tornare quantomeno a far parte di un roster, per poi capire se c’erano le condizioni per riprendere a giocare. Tuttavia, ciò non è stato possibile, da qui è arrivata la decisione più dolorosa e lucida al tempo stesso.

L’annuncio è arrivato in maniera improvvisa, e se vogliamo imprevista. Achille Polonara ha scelto i suoi profili ufficiali sui social network per darne notizia in maniera definitiva. Una comunicazione secca, ma al tempo stesso calorosa nei confronti di tutti quelli che hanno fatto il tifo per lui. Ecco il testo del post: “Grazie a coaches, grazie ai compagni, allo staff medico di ogni squadra dove sono stato per avermi fatto sentire un BRAVO giocatore ma soprattutto un Uomo… grazie a chi mi ha insultato nei social e nei palazzetti, siete stati la mia forza!!!! Vorrei che questo momento non arrivasse mai. Ci ho provato, riprendendo gli allenamenti individuali ma capisco che è ora di dire basta al basket giocato perché non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quel che ero!! Mi mancherai palla a spicchi“.

Achille Polonara si ritira dal basket giocato

Alla base della notizia del ritiro di Achille Polonara dal basket giocato sembra esserci quasi un gioco crudele del destino. Il cestista nativo di Ancona, infatti, ha dato l’annuncio poche ore dopo la aritmetica retrocessione del Banco di Sardegna Sassari in Serie A2. Proprio la società sarda, poco prima dell’inizio della stagione, aveva messo sotto contratto il giocatore classe 1991. Una decisione forte e apprezzata tantissimo da tutto il movimento della palla a spicchi di casa nostra. E proprio nei giorni successivi alla fine del processo di riabilitazione, all’inizio del 2026, il “Pupazzo” aveva fatto base in Sardegna per tornare ad allenarsi.

Poi Achille Polonara ha deciso di spostarsi ad Avellino per proseguire gli allenamenti individuali. La società irpina non ha esitato nel dare una mano al numero 33, che ha potuto calcare il parquet del palazzetto dei “lupi” biancoverdi. Ogni tentativo possibile è stato fatto dall’ala marchigiana, sia con gli allenamenti sul campo che nell’attività aerobica. Poi, però, qualcosa si è rotto in maniera definitiva. E così, è arrivata la decisione più dolorosa: basta basket a livello professionistico.

Il palmares

Achille Polonara termina la sua carriera durata ben 13 stagioni. Ha indossato le canotte di Teramo, Varese, Reggio Emilia, Sassari, Baskonia, Fenerbahce, Anadolu Efes, Zalgiris Kaunas e Virtus Bologna. Nella sua bacheca troviamo un campionato spagnolo vinto con la squadra basca nel 2020; un campionato turco conquistato nel 2022; un campionato lituano nel 2023; lo scudetto con le Vu Nere nella passata stagione.

In aggiunta a questo ha conquistato anche due coppe nazionali, con l’Anadolu Efes nel 2022 e con lo Zalgiris Kaunas dodici mesi dopo. La sua bacheca vede anche la presenza di due Supercoppe Italiane, con Reggio Emilia nel 2015 e con la Virtus Bologna nel 2023.

Achille Polonara ha disputato anche 94 partite con la canotta della Nazionale italiana, mettendo a segno 596 punti. Ha partecipato agli Europei nel 2015 e nel 2022, ai Mondiali nel 2023 e ai Giochi Olimpici di Tokyo nel 2021. Con gli azzurri ha conquistato la medaglia d’argento agli Europei Under 20 del 2011.

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Luigi Suigo in NBA: l’azzurro eleggibile al Draft, gli scenari

Luigi Suigo potrebbe approdare in NBA ed estendere la tradizione recente dei giocatori italiani di basket nella lega più importante al mondo. Il pivot di appena 19 anni sembra aver deciso di non seguire il processo avviato – giusto per fare un nome – da Saliou Niang. L’esterno della Virtus Olidata Bologna passerà dalla NCAA, vista anche la possibilità di percepire un ingaggio importante. Il giocatore attualmente in forza alla formazione serba del Mega, invece, si è reso eleggibile per la prossima edizione del Draft.

Dunque Luigi Suigo potrebbe diventare il quarto giocatore italiano ad approdare in NBA attraverso il Draft. Il primo, come ben sappiamo, fu Andrea Bargnani che venne scelto al numero 1 dai Toronto Raptors nel 2006. Dopo di lui, fu la volta di Marco Belinelli, diciottesima scelta assoluta un anno dopo con i Golden State Warriors, e Danilo Gallinari, scelta numero 6 alla “lotteria” del 2008 con i New York Knicks. La deadline da tenere in considerazione per il centro di 221 centimetri è quella del 13 giugno. Entro questo giorno, infatti, ci sarà la possibilità di ritirare la candidatura. Tuttavia, le idee sembrano abbastanza chiare.

L’idolo dell’amore per il basket

Luigi Suigo ha parlato dei suoi primi passi nel mondo del basket. In una recente intervista per la Gazzetta dello Sport, ha fatto capire che iò papà è stato decisivo. Anche perché c’era un grande dolore da superare: “Mio papà è 2 metri, ha cominciato a giocare tardi: ha il record di velocità per uscita per falli! Mia mamma era 1.80, l’ho persa quando avevo 11 anni: a 7, per un problema che avevo ai talloni, volle che smettessi di giocare per paura che mi facessi male. Quando è morta era dicembre, a gennaio mio papà decise di iscrivermi di nuovo a basket anche per tirarmi su di morale: non potevo crederci che ricominciavo, mi ha aiutato a non pensare alla sua perdita“.

I tanti giocatori europei che sono approdati in NBA hanno segnato un altro passaggio fondamentale per Luigi Suigo. Il pivot ha fatto riferimento ai cestisti di una certa struttura fisica, ormai diventati centrali nella lega. Un nome su tutti è ovviamente quello di Nikola Jokic: “Anche per questo è stata la mia scelta. Non solo Jokic, più di una decina sono andati in Nba: Bitadze, Jovic, Zubac… Le altre opzioni erano in Serie A o all’estero. Ma ho pensato che uscire dalla comfort zone mi aiutasse a crescere come persona. E, con poco tempo per far vedere più possibile, con l’obiettivo del Draft di giugno, è stato importante sapere di avere un ruolo da titolare e più margine d’errore, che altrove non avevo“.

Luigi Suigo e il sogno di andare in NBA

Ma quindi, Luigi Suigo potrebbe approdare in NBA già dal 2006? Al momento c’è questa intenzione. In ogni caso, un occhio viene dato dal pivot anche al campinato di Serie A LBA: “Qualcosa si sta muovendo, vedo squadre che stanno cercando di far giocare i giovani come Trento dei miei amici Niang e Hassan. Credo che in futuro aumenteranno i club che danno queste opportunità. Se fai due minuti a partita non riesci ad abituarti ai corpi e alla velocità del mondo senior, me ne sono accorto al Mega: le prime partite mi sono servite a prendere le misure, attaccato da guardie diverse da quelle che trovavo in Under 19“.

Chi è il più grande idolo di Luigi Suigo? Il primo nome che viene fatto dal pivot non è quello di un suo “collega” di ruolo. Poi, però, ci sono altri lunghi che stanno facendo grandi cose in NBA: “Il primo, da piccolo, James Harden: mi faceva impazzire vederlo segnare in step back, al campetto provavo a emularlo e così ho imparato a farlo. Anche pensando al giocatore che sarei voluto essere, a 14 anni sognavo di diventare come Giannis ma con più tiro. Poi è spuntato Wembanyama! Guardo sempre a Jokic per come si muove in post basso e per il resto a Wemby e Porzingis: il giocatore con caratteristiche più vicine a me, per studiare come gioca, imparare, ripetere“.

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Eurolega, quarti di finale: vincono le big, sorpresa Panathinaikos

Scattano i quarti di finale di Eurolega. La fase finale della competizione, che si chiuderà con la Final Four in programma ad Atene, prende il via con tante aspettative e soprattutto con un trasporto tecnico e di pubblico senza precedenti. E anche in questa situazione, non sono mancate le sorprese. In particolare quella che è arrivata da Valencia, dove i padroni di casa hanno ceduto il passo al fotofinish al Panathinaikos. Per il resto, i pronostici sono stati rispettati in maniera chiara. Vittoria per la prima testa di serie, ovvero l’Olympiacos che ha avuto la meglio con un netto +21 ai danni del Monaco.

Belle anche le vittorie ottenuta dal Real Madrid e dal Fenerbahce. I blancos sono riusciti ad avere la meglio sull’Hapoel Tel Aviv al termine di una partita tirata. Un po’ meno complicata, invece, è stata la pratica che i turchi hanno dovuto sbrifare per sconfiggere lo Zalgiris Kaunas.

Non c’è però tempo per respirare. Già questa sera, infatti, si torna in campo per disputare gara2, che si giocherà a parquet invertiti rispetto al primo atto.

Il racconto di gara1

L’Olympiacos ha avuto vita facile contro l’As Monaco. I greci, che hanno concluso la regular season al primo posto, hanno potuto giocare contro la squadra proveniente dai play-in. Ed è stata di fatto una passerella per i padroni di casa, i quali hanno avuto delle complicazioni solo in avvio di gara1. Poi è arrivato l’allungo definitivo, grazie alla serata propizia al tiro di Sasha Vezenkov. 20 i suoi punti con un 9/14 dal campo a dir poco notevole. Thomas Walkup ispira con ben sette assist, mentre dall’altra parte non bastano i 19 punti con 7 assist per Mike James.

Buon successo anche per il Real Madrid, che ha saputo vincere il primo atto della sfida contro l’Hapoel Tel Aviv. I blancos si sono resi protagonisti di un match a due facce. Il dominio da parte dei padroni di casa è stato totale nella prima metà, con un risultato complessivo di 48-33 con cui si è tornati negli spogliatoi. Gli israeliani, pungolati nell’orgoglio, si sono rifatti sotto in maniera importante, soprattutto nel quarto periodo. La rimonta, però, non si è completata. Top scorer per i madrileni Facundo Campazzo con 21 punti e sei triple da urlo. Dall’altra parte non bastano i 25 punti di Antonio Blakeney.

Bella vittoria per il Fenerbahce, che mantiene il fattore campo contro lo Zalgiris Kaunas. I detentori del titolo riescono a scavare il solco decisivo nel secondo quarto, in cui tengono ad appena 9 punti gli avversari. I lituani, dal canto loro, confermano di essere una squadra che molla mai e tentano il rientro nella seconda metà di gara. Il match, però, non riesce a diventare punto a punto nonostante i 24 messi a segno da Nigel Williams-Goss. Dall’altra parte, infatti, c’è un clamoroso Tarik Biberovic che ne mette a segno 26 e di fatto indirizza la partita dalla parte dei padroni di casa.

Infine ecco l’unico upset di gara1. Il Valencia Basket viene sorpreso in casa da un Panathinaikos molto concentrato e capace di limitare le armi offensive dei padroni di casa. Gli spagnoli vanno preso in difficoltà in fase realizzativa, tirando malissimo soprattutto da tre (6/33 totale). Montero e Taylor stavolta non trascinano come di consueto, mentre dall’altra parte pesano i 21 punti messi a segno da Kendrick Nunn. Gara2 in quel di Atene rischia di diventare già un esame senza appello per la seconda forza della regular season.

Eurolega, i risultati di gara1 dei quarti di finale

Olympiacos (1) – As Monaco (8) 91-70
Valencia (2) – Panathinaikos (7) 67-68
Real Madrid (3) – Hapoel Tel Aviv (6) 86-82
Fenerbahce (4) – Zalgiris Kaunas (5) 89-78

bargnani

Bargnani risponde a Gravina: “Professionismo non si misura con i soldi, calcio in deficit”

Andrea Bargnani prende le difese dello sport italiano e passa al contrattacco contro Gabriele Gravina. Il nuovo Executive Advisor della LBA ha voluto replicare al presidente FIGC, il quale ha avanzato un avventuroso confronto tra il calcio e le altre discipline sportive in Italia. Secondo il numero uno della Federcalcio, infatti, la disciplina che presiede è da considerare professionistica, a differenza delle altre che sarebbero da considerare dilettantistiche o addirittura dipendenti dallo Stato.

Bargnani risponde a Gravina

E così, con un lungo post pubblicato su Linkedin, Andrea Bargnani non ha perso l’occasione per replicare. Le sue sono parole che non vanno a entrare nel merito dei risultati sul campo. La premessa, in questo senso, è fondamentale: “Le parole del presidente FIGC Gravina dopo l’eliminazione di ieri (martedì, ndr) mi hanno colpito. E non riesco a non dirlo. Sul risultato sportivo dei miei colleghi non mi pronuncio, lo sport è imprevedibile e gli episodi decidono le partite, lo so bene. Ho deluso anch’io le aspettative in gironi di qualificazione con la nazionale di basket, e so cosa significa essere dentro ad un “tritacarne””.

Poi si entra nel merito delle dichiarazioni rilasciate martedì sera da Gravina. In questa ottica, la prima scelta del Draft NBA 2006 ha snocciolato alcuni numeri. Questi, più delle parole, fanno la differenza: “La figura apicale del nostro sport nazionale ha giustificato le difficoltà nel calcio anche dicendo che “il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici”, ma la massima espressione di questo “professionismo” ostentato ieri, la Serie A, ha chiuso l’esercizio 2025 con un buco di oltre mezzo miliardo di euro (-531.241.500 euro per l’esattezza)… quindi mi verrebbe subito da chiedere: quando, come e dove si manifesta tutto questo professionismo?“.

Rispetto per le altre discipline

Bargnani ha poi riportato la sua esperienza in NBA. Allenandosi e giocando negli Stati Uniti, il suo punto di vista sul mondo dello sport è cambiato. Ecco allora una testimonianza fedele dei suoi anni nella lega: “Io ho giocato in NBA, la lega sportiva più professionistica al mondo, benchmark di qualsiasi sport sul Globo. Non mi sono mai sentito più atleta, più professionista, di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno. Una regola non scritta dello sport, una delle più basilari, dice che il professionismo non lo misuri dallo stipendio. Lo misuri dalla dedizione, dal sacrificio, dal fatto che non hai un secondo lavoro e ti alleni tutta la vita per fare quello che sei. Quindi, su questo tema, guadagnare 10 milioni di dollari a stagione in NBA o 2.000 euro alle Fiamme Oro con l’atletica leggera non cambia il livello di professionismo. Anzi, per esperienza diretta, conoscendo tutti i colleghi dei vari sport, chi fa atletica leggera o sci nella maggior parte dei casi si allena molte più ore di una star NBA, e questo è un fatto“.

Infine Bargnani ha lanciato una frecciatina non di poco conto nei confronti di chi guida lo sport in Italia. La sua sensazione è quella di vedere una governance poco attenta a quel che succede. Uomini poco propensi all’evoluzione e a seguire il passo dei tempi che cambiano: “A livello normativo e legislativo ci sono distinzioni nette tra professionismo e dilettantismo, certo, ma sono anche figlie di strategie e/o politiche… ed è tutto un altro discorso. Per inciso: la nostra nazionale di pallavolo, campione del mondo in carica sia maschile che femminile, non sarebbe “professionistica” secondo questa logica. Chiamarli dilettanti richiede un “””coraggio””” che non ho. Il problema non è il risultato di ieri sera. Il problema in alcuni casi è chi guida i nostri sport, e con quale spessore/know-how“.

Torna l’Half Million su iPoker: il 29 marzo in palio mezzo milione GTD!

Dopo il successo dello scorso 4 gennaio, il network iPoker è pronto a calare nuovamente l’asso: domenica 29 marzo 2026 torna il torneo di poker online più ricco del circuito, con un montepremi garantito da mezzo milione di euro. Roba da segnare con un doppio cerchio sullo schedule di ogni poker player italiano!

La prima storica edizione dell’Half Million di inizio anno ha segnato numeri da record per il network: 2.449 ingressi, garantito distrutto e una prima moneta da 52.962€ andata al vincitore “8JV8”. Mai, prima di questo torneo, si sono raggiunte cifre simili su iPoker punto-it, e ora siamo pronti al secondo round.

I dettagli dell’Half Million: Struttura e Giocabilità

Il buy-in è fissato a €250, il massimo disponibile in Italia, che lo qualifica come evento d’élite del palinsesto. Il format scelto è nuovamente Mystery Bounty, l’ultimo trend pokeristico, che aggiunge l’imprevedibilità delle taglie misteriose alla solida struttura tecnica del torneo, rendendola un’opportunità per giocatori di ogni livello tecnico.

Lo stack di partenza è di 100.000 gettoni, bui iniziali a 150/300 e ante 30, e da livelli fissi di 20 minuti per garantire la massima espressione di gioco. Si gioca in modalità Freezeout, senza alcuna possibilità di re-entry. Uno shot, un’opportunità.

Lo shuffle up and deal è programmato alle 21:00 di domenica 29 marzo. Il torneo andrà in pausa a notte inoltrata per riprendere con il Day 2 di lunedì 30 marzo, e la late registration sarà disponibile fino a quel momento, per la precisione al 21° livello.

La strada verso l’Half Million: tutti i Satelliti

Lottomatica, Goldbet, Planetwin365 e le altre room del circuito mettono a disposizione diverse possibilità di accedere al torneo dei tornei senza versare l’intero buy-in.

  • Satelliti Diretti e Mega Sat: I classici satelliti disponibili sulla piattaforma prevedono buy-in da 20€ con un numero garantito di ticket che spazia da 2 a 8. E proprio domenica 29 marzo, tra le 15:55 e le 18:55, si giocheranno quattro Mega Satelliti con la bellezza di 65 ticket garantiti complessivi.
  • Satelliti Flight Step: La soluzione preferita da chi vuole partire dal basso e minimizzare le spese. Con un buy-in di soli 5€, i Sat Flight Step sono strutturati su due giornate. Ogni sera sono previsti fino a tre Day 1: i giocatori possono partecipare più volte e passare al Day 2 con lo stack migliore. Il montepremi garantito per questi eventi è di cinque ticket.
  • Freeroll di Qualificazione: I giocatori con livello VIP 1-2-3 troveranno in lobby un freeroll dedicato ogni settimana alle 17:00. In palio ci sono 500€, che si traducono in due ticket gratuiti per i più bravi e fortunati.
  • Twister Speciali: Gli amanti del format Sit&Go a montepremi casuale hanno a disposizione due edizioni speciali dedicate all’Half Million. Il Twister da 4€ offre l’1,1% di probabilità di trovare il ticket, mentre la versione da 12,50€ alza le chance di aggiudicarsi il pass al 4,4%.
  • Missioni Dedicate: Il network promette di proporre nuovamente delle missioni a step per vincere l’iscrizione, così come è stato fatto nella prima edizione. I requisiti esatti verranno comunicati nelle rispettive lobby, quindi fate attenzione!

Le room dove giocare l’Half Million

Per schierarsi ai tavoli di questo evento storico è sufficiente avere un conto attivo sul network iPoker. Ti rimandiamo a scoprire direttamente nella lobby torneo e satelliti. Ecco le poker room affiliate:

Paul Matiasic trieste roma brescia

Trieste, Matiasic verso il disimpegno: c’entra il possibile ingresso a Roma?

Siamo pronti a vivere un nuovo e clamoroso colpo di scena per quelle che sono le sorti di diverse realtà del basket italiano. Tutto ruota intorno a una città e a un sodalizio pronto a rinascere, ovvero quello di Roma. Come abbiamo ricostruito nelle scorse settimane, infatti, la Capitale è pronta a tornare nel giro della palla a spicchi di casa nostra, e di farlo ai suoi massimi livelli. La Serie A, con ogni probabilità, ritroverà nella stagione 2026-27 una squadra capitolina dopo diversi anni di assenza. Tuttavia, a differenza di quanto si è vociferato e scritto nei giorni scorsi, qualcosa sembra essere cambiato. La strada, tracciata, infatti, non è quella che parte da Cremona, bensì da Trieste.

Gli ultimi avvenimenti nella città giuliana, infatti, starebbero togliendo il sonno agli appassionati. E tutto dipende dalla figura di Paul Matiasic. Stiamo parlando di un noto uomo d’affari americano, che da qualche anno è anche il patron della Pallacanestro Trieste. Tuttavia, l’imprenditore avrebbe deciso di passare la mano e di disimpegnarsi dalla gestione del club. Una decisione che, presa singolarmente, è già di suo molto pesante, se consideriamo l’ascesa che il club ha vissuto e sta vivendo fin dal suo avvento. Ma volendo fare una analisi un po’ più approfondita, ci rendiamo conto che c’è un forte legame tra lo statunitense e Roma.

Paul Matiasic lascia la Pallacanestro Trieste: titolo a Roma?

Il disimpegno annunciato da Paul Matiasic dalla Pallacanestro Trieste, infatti, non sarebbe un fatto fine a se stesso. L’imprenditore americano avrebbe volto il proprio sguardo alla Capitale, ma non da pochi giorni. Quello che sta per diventare l’ex patron della formazione giuliana avrebbe già avviato i primi contatti con alcune realtà e maestranze di spicco in quel di Roma. In primis il sindaco Roberto Gualtieri, con il quale ci sarebbe stato più di un incontro. Alla base di tutto, oltre alla probabile illustrazione di un progetto sportivo, ci sarebbe anche la forte volontà di “mettere le mani” sul PalaTiziano.

Non c’è dubbio sul fatto che Roma abbia un potenziale decisamente più forte rispetto a Trieste. In primis perché si parla ormai da tanto tempo della possibilità che la futura “franchigia” capitolina rientrerà nel progetto NBA Europe. E poi ci sono anche questioni di indotto, di giro di affari e di “fan base” che potrebbero fare tutta la differenza del mondo. Ecco come si spiega l’intenzione di Paul Matiasic di lasciare il timone della Pallacanestro Trieste.

In ogni caso, bisognerà sconfiggere la cordata guidata da Don Nelson che vorrebbe portare a Roma il titolo attualmente in possesso della Vanoli Cremona.

La rabbia della Regione Friuli Venezia Giulia

A fronte di questa situazione che riguarda da vicino la Pallacanestro Trieste e la comunità giuliana, anche la politica ha deciso di puntare i piedi. E almeno per il momento, lo ha fatto sotto forma di comunicazioni ufficiali. La prima è arrivata da quella che è senza dubbio la voce più autorevole, ovvero quella di Massimiliano Fedriga.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia ha diffuso un comunicato in cui ha espresso tutta la contrarietà, sua e dell’intera giunta. Fedriga reclama rispetto per Trieste, per la squadra di pallacanestro e per tutta la regione. “L’amministrazione regionale – si legge nella nota – non può che ritenere inverosimili le indiscrezioni di stampa relative al possibile trasferimento in altra sede del titolo sportivo di Serie A della Pallacanestro Trieste, unitamente al diritto a partecipare alla Basketball Champions League. Se viceversa questa ipotesi dovesse corrispondere a realtà ci troveremmo infatti di fronte ad una grave mancanza di rispetto nei confronti di un intero territorio e delle sue istituzioni che hanno prima accolto e poi sostenuto – finanziariamente e non solo – la nuova proprietà“.

Non possiamo fare altro che attendere le prossime puntate di una vicenda che sta tenendo il basket italiano con il fiato sospeso.

achille polonara

Polonara: “Sono pronto a tornare, ecco quando sarò in campo”

Conduzione di Gianluca Gazzoli durante le Final Eight di Coppa Italia a Torino

Achille Polonara è tornato a parlare del suo tanto atteso ritorno in campo. Il giocatore marchigiano ha presentato nei giorni scorsi il suo libro, dal titolo “Il mio secondo tempo. Una storia di basket, una storia di vita”. L’occasione è coincisa con la disputa delle Final Eight Frecciarossa di Coppa Italia, vinta dalla EA7 Emporio Armani Milano. E così, sotto la conduzione di Gianluca Gazzoli, il “pupazzo” del basket italiano ha fatto il punto della situazione. Si è parlato tanto delle sue condizioni di salute, ma anche sulla voglia matta di tornare a giocare.

Achille Polonara e la vicinanza del mondo del basket

In primis Achille Polonara ci ha tenuto a ribadire la grande vicinanza del basket italiano nei suoi confronti. Più di tutti è stata la Dinamo Sassari a provare a dargli una mano. L’offerta del contratto è stata decisiva: “Mi sono arrivati messaggi da tutto il mondo del basket e mi ha aiutato molto. Poi è arrivata l’offerta da Sassari e ringrazio il presidente Sardara per avermi fatto sentire ancora un giocatore nel momento in cui stavo combattendo, aiuta ad affrontare le cose in maniera diversa. Il mio obiettivo fino a questa estate era solo la salute, il basket era passato in secondo piano. Dopo aver firmato con Sassari è diventato tornare presto a Sassari e tornare presto in squadra. Ho esagerato un po’, ho detto che entro il 20 marzo potrei essere in campo… magari inizio ad allenarmi”.

Ma cosa succede quando arriva una notizia come quella del tumore? Achille Polonara ha fatto capire come è riuscito a gestire quei momenti. Il supporto della famiglia è stato fondamentale per lui: “In quel momento ti passano tanti pensieri molto brutti per la testa. Nonostante fossi felice per la vittoria dello scudetto il basket passa in secondo piano. Dopo il problema che avevo affrontato pensavo per un po’ di essere a posto. Anche spiegare ai bambini cos’hai, perché sei sempre in ospedale, perché perdi i capelli… ho provato tanta tristezza e ho pensato di farla finita. Però non mi pareva giusto che crescessero senza il padre e col pensiero che non avessi combattuto fino all’ultimo. Sono riuscito con l’aiuto di Erika a pensarci bene, e a combattere”.

Ritorno in campo: c’è una data!

Achille Polonara ha svelato anche quali sono stati i giorni più duri per lui. Uscire dal coma e dover fare i conti con un corpo che non riconosci è davvero difficile. Lui lo racconta così: “Il periodo più difficile è stato il post coma, i primi giorni in cui mi sono svegliato sono stati tragici perché ero in uno stato confusionario. Non mi ricordavo le cose semplici come la data di nascita di mia figlia e mia moglie era incredula. Al compleanno mi hanno fatto una festa a sorpresa con tante persone che mi volevano bene e lì c’è stato il clic. Forse anche per il fatto che i miei figli sono tornati a Bologna“.

Quando tornerà in campo Achille Polonara? Ci pensa lo stesso atleta marchigiano a fissare la data: “Ho già detto che rientrerò quando giocheremo a Milano il 22 marzo”.

A dargli la possibilità di giocare ci sarà un marchingegno. Achille Polonara svela di cosa si tratta e come funziona: “Si chiama ombrellino, chiudono un foro nel cuore. Dopo quello che ho passato è una passeggiata“.

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Italia, i nuovi convocati di Banchi: in 24 per le sfide alla Gran Bretagna

Sono arrivati i nuovi convocati di Luca Banchi in qualità di nuovo commissario tecnico dell’Italia. Il coach della nostra Nazionale ha chiamato ben 24 giocatori per quelle che saranno le prime sfide del nuovo corso azzurro. Un gruppo molto folto che si ritroverà ad affrontare un doppio match contro la Gran Bretagna, nell’ambito delle qualificazioni ai Mondiali del 2027. Il primo match contro la compagine britannica si giocherà sul parquet di Newcastle upon Tyne. Il primo confronto è datato 27 febbraio alle ore 20.30. Il 2 marzo alle ore 19.30, invece, le due compagini si affronteranno in quel di Livorno.

Entrambe le partite tra Italia e Gran Bretagna si potranno vedere sia su DAZN che sui canali di Sky Sport.

Italia, i convocati di Banchi per le sfide alla Gran Bretagna

Scopriamo ora nel dettaglio chi sono i 24 giocatori convocati da Luca Banchi per la doppia sfida tra Italia e Gran Bretagna. Il gruppo, come stiamo per scoprire, si comporrà a scaglioni.

Marco Spissu (Casademont Saragozza), Amedeo Della Valle (Germani Brescia), Nico Mannion (EA7 Emporio Armani Milano), Leonardo Candi (Umana Reyer Venezia), Stefano Tonut (EA7 Emporio Armani Milano), Diego Flaccadori (EA7 Emporio Armani Milano), Elisee Assui (Openjobmetis Varese), Amedeo Tessitori (Umana Reyer Venezia), Giampaolo Ricci (EA7 Emporio Armani Milano), Gabriele Procida (Real Madrid), Saliou Niang (Virtus Olidata Bologna), Giordano Bortolani (Acqua San Bernardo Cantù), Francesco Ferrari (Virtus Olidata Bologna), Tommaso Baldasso (Bertram Tortona), Luigi Suigo (Mega Superbet Basket), Davide Casarin (Vanoli Cremona), Andrea Calzavara (Apu Old Wild West Udine), Leonardo Totè (Guerri Napoli), Momo Diouf (Virtus Olidata Bologna), Giovanni Veronesi (Vanoli Cremona), Sasha Grant (Vanoli Cremona), Nicola Akele (Virtus Olidata Bologna), Luca Vincini (Banco di Sardegna Sassari), John Petrucelli (Galatasaray).

Un gruppo che si comporrà in varie fasi

Il raduno della Nazionale in vista della doppia sfida contro la Gran Bretagna prenderà il via il 23 febbraio. Lunedì si riuniranno i primi giocatori convocati da Luca Banchi, ma non tutti. Stiamo parlando di Giordano Bortolani, Davide Casarin, Andrea Calzavara, Amedeo Della Valle, Sasha Grant, John Petrucelli, Marco Spissu, Luigi Suigo, Amedeo Tessitori, Giovanni Veronesi e Luca Vincini. Poi sarà la volta dei cestisti impegnati con le rispettive squadre nelle sfide di Eurolega e delle altre coppe europee.

Nel frattempo, sono stati eletti alcuni giocatori giovani che si uniranno agli azzurri per alcune sedute di allenamento. Si tratta di Charles Atamah, Leonardo Marangon, Cheickh Niang e Luca Possamai. Atamah e Marangon sono Campioni d’Europa Under 20 in carica mentre Cheickh Niang, fratello minore di Saliou, farà parte della Nazionale Under 18 che questa estate giocherà l’Europeo di categoria a Trento e Rovereto. Infine Luca Possamai, Centro classe 2001 di 212 centimetri, ha partecipato al mini raduno di giocatori di Serie A2 lo scorso ottobre.

Questi quattro atleti svolgeranno con l’Italia gli allenamenti del 23 e del 24 febbraio.

Il Gruppo D delle qualificazioni ai Mondiali del 2027 non è iniziato in maniera perfetta per l’Italia. Gli azzurri hanno infatti perso la prima partita, giocata a Tortona contro l’Islanda, con il risultato di 76-81. Pochi giorni dopo, però, è arrivata la storica vittoria di Klaipeda sul parquet della Lituania. Su questa falsariga gli azzurri cercheranno di portare a casa un doppio successo contro la Gran Bretagna. L’obiettivo è quello di conquistare un posto per la seconda fase della corsa alla competizione iridata.

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NBA All Star Game 2026, i convocati ufficiali delle due squadre

È stata svelata la composizione delle due formazioni che si daranno battaglia nella grande partita con cui si concluderà l’edizione 2026 degli NBA All Star Game. Come ben sappiamo, questo evento è ormai diventato un vero e proprio campionario di stelle. E forse mai come quest’anno il basket camminerà a braccetto con il glamour e con le grandi firme. Anche perché la prossima edizione si svolgerà in quel di Los Angeles, con lo Staples Center pronto a vestirsi a festa per ospitare il Gotha della palla a spicchi mondiale. Non ci giriamo troppo intorno: per una settimana in California ci sarà il centro nevralgico della pallacanestro, con i nomi più importanti in circolazione.

La conferma arriva proprio dalla composizione dei due roster che si affronteranno nell’evento finale. La data da segnare sul calendario è quella del 15 febbraio. Ma occhio, perché da quest’anno è cambiato il format. Non si giocherà più una sola partita tra le formazioni delle due Conference, o in una selezione tra cestisti statunitensi e del resto del mondo. Le squadre che si verranno a formare saranno ben tre, con otto giocatori ciascuna. E fino all’ultimo minuto ci sono stati dei colpi di scena.

Il nuovo format

Da quest’anno, come abbiamo già accennato, il programma della parata delle stelle della NBA si comporrà di ben quattro partite. Di fatto, queste andranno a formare il minutaggio di una gara intera. La presenza di tre selezioni diverse porterà dunque allo svolgimento di un triangolare. Il gruppone di cestisti americani è stato diviso in due squadre da 8 giocatori ciascuna, la USA Stars e la USA Stripes. E poi sono stati selezionati i migliori 8 cestisti stranieri che comporranno il Team World.

Quest’ultima squadra affronterà il team USA Stars nella prima mini-partita. Dopodiché scenderà sul parquet di Los Angeles il team USA Stripes. La prima sfida sarà contro la vincente del primo incontro, poi tornerà in campo la perdente del “quarto” inaugurale. Dopodiché verrà stilata una classifica, dalla quale verranno estrapolate le due compagini che giocheranno la finalissima. Tutti gli incontri si svolgeranno sulla durata di 12 minuti.

NBA All Star Game 2026, i convocati e le tre squadre

Scopriamo allora chi andrà a comporre i roster delle tre formazioni, in vista della gara principale della NBA All Star Game 2026.

Western Conference

Titolari: Stephen Curry (Golden State Warriors), Luka Doncic (Los Angeles Lakers), Shai Gilgeous Alexander (Oklahoma City Thunder), Nikola Jokic (Denver Nuggets), Victor Wembanyama (San Antonio Spurs). Riserve: Deni Avdija (Portland Trail Blazers), Devin Booker (Phoenix Suns), Kevin Durant (Houston Rockets), Anthony Edwards (Minnesota Timberwolves), Chet Holmgren (Oklahoma City Thunder), LeBron James (Los Angeles Lakers), Jamal Murray (Denver Nuggets), Kawhi Leonard (Los Angeles Clippers).

Eastern Conference

Titolari: Jaylen Brown (Boston Celtics), Jalen Brunson (New York Knicks), Cade Cunninghanm (Detroit Pistons), Tyrese Maxey (Philadelphia 76ers). Riserve: Scottie Barnes (Toronto Raptors), Jalen Duren (Detroit Pistons), Jalen Johnson (Atlanta Hawks), Donovan Mitchell (Cleveland Cavaliers), Norman Powell (Miami Heat), Pascal Siakam (Indiana Pacers), Karl-Anthony Towns (New York Knicks)

Tra i convocati Kawhi Leonard è stato selezionato in prima persona dal Commissioner della NBA Adam Silver. Il giocatore dei Los Angeles Clippers è stato chiamato al posto dell’infortnto Giannis Antetokounmpo. Da qui sono state composte le tre squadre, che vi proponiamo di seguito.

USA Stars: Barnes, Booker, Cunningham, Duren, Edwards, Holmgren, Johnson, Maxey.

USA Stripes: Brown, Brunson, Curry, Durant, James, Leonard, Mitchell, Powell.

Team World: Gilgeous-Alexander, Murray, Doncic, Avdija, Siakam, Jokic, Wembanyama, Towns.

lebron james

LeBron James torna a Cleveland e si commuove: “Ritiro possibilità concreta”

LeBron James ha vissuto con ogni probabilità la serata più forte e più intensa nella sua carriera, almeno dal punto di vista umano. Il campione nativo di Akron è tornato a giocare a casa sua, seppur da avversario. Insieme ai suoi Los Angeles Lakers, nella notte appena trascorsa, ha affrontato i Cleveland Cavaliers. La squadra che gli ha dato i natali dal punto di vista cestistico, ma anche la più bella soddisfazione con le scarpette allacciate, con quel titolo vinto nel 2016 ai danni dei Golden State Warriors degli “Splash Brothers” Steph Curry e Klay Thompson. E i ben informati, dopo la sirena finale del match, si sono affrettati a sostenere che questa sarebbe stata l’ultima volta di LBJ in Ohio da giocatore. Non sono in pochi, infatti, a credere che al termine della stagione “The Chosen One” annuncerà il ritiro dall’attività agonistica.

E lo stesso LeBron James, dal canto suo, non ha confermato né smentito questi rumors. Anzi, al termine della partita ha fatto capire che è una possibilità che sta tenendo in alta considerazione. Un modo, che nasce dalla sua capacità di far parlare di sé, per scuotere l’intero ambiente della NBA.

LeBron James, commozione per il video dei Cleveland Cavaliers

La lunga notte che ha segnato il ritorno di LeBron James a Cleveland da avversario, ha preso il via poco prima della palla a due. I Cavaliers, infatti, hanno preparato e poi mostrato al palazzetto un video che inneggiava al proprio figlio più celebre. 70 secondi in cui ci si è soffermati in particolare su una partita. Correva l’anno 2007 ed LBJ si rese protagonista di una prestazione epocale: con 25 punti realizzati uno dietro l’altro, trascinò la squadra dell’Ohio alla vittoria sui Detroit Pistons, che all’epoca dei fatti erano la miglior compagine della Eastern Conference.

Il video termina con l’urlo “Cleveland, this is for you” pronunciato dal Prescelto dopo aver vinto il titolo del 2016. E alla fine le telecamere indugiano sul protagonista più atteso, che poco prima di scendere in campo non riesce a trattenere la commozione. Un momento di forte impatto empatico, di fronte al quale anche un uomo tradizionalmente “freddo” come James non si è saputo trattenere.

Poi c’è stata la partita tra Cleveland Cavaliers e Los Angeles Lakers. Ed è qui che le emozioni hanno lasciato spazio a quella che, almeno per il momento, è una netta differenza di valori in campo. La squadra dell’Ohio non ha avuto pietà del proprio ex campione, vincendo con il risultato di 129-99. Niente da fare per i gialloviola, tra le cui fila ha spiccato il solo Luka Doncic, autore di 29 punti. James ha chiuso con 11 punti, tirando 3/10 dal campo e 0/3 da tre in 27 minuti.

Ipotesi ritiro a fine stagione?

Dopo la fine della partita, LeBron James si è fermato a parlare con alcuni giornalisti che hanno seguito il match. E così, dalla pancia della Rocket Arena di Cleveland, si inizia a parlare del possibile ritiro del Prescelto.

Una ipotesi che lo stesso LBJ non ha voluto smentire del tutto. Le sue parole, come è spesso accaduto, suonano quasi come una sentenza definitiva su questo argomento. “Sto solo cercando di vivere ogni istante e di non dare nulla per scontato, perché potrebbe davvero essere così. Ovviamente non ho ancora preso una decisione sul futuro, ma è una possibilità concreta“.

A proposito del video emozionale che è stato trasmesso prima della palla a due, James si è espresso così: “Non me l’aspettavo. È stato bellissimo. Quel momento lo ricordo come fosse ieri“.

virtus bologna zalgiris eurolega

Eurolega, ventiquattresima giornata: Milano cede allo Zalgiris, Virtus battuta dalla Stella Rossa

La ventiquattresima giornata della prima fase di Turkish Airlines EuroLeague si rivela ancora una volta deludente per le formazioni italiane, che chiudono questo turno con due sconfitte. Decisamente più pesante quella rimediata dalla EA7 Emporio Armani Milano, la quale cede in casa contro uno Zalgiris Kaunas che si è rivelato più quadrato sul parquet. Ancora una caduta tra le mura amiche per la Virtus Olidata Bologna. I campioni d’Italia in carica hanno ceduto il passo alla Stella Rossa Belgrado al termine di un match ad alto punteggio.

Dopo le prime ventiquattro giornate della prima fase di Turkish Airlines EuroLeague, entrambe le formazioni italiane vedono complicarsi e non poco la caccia alle prime sei posizioni della classifica, quelle che portano direttamente ai quarti di finale. La Virtus Olidata Bologna e la EA7 Emporio Armani Milano hanno fin qui ottenuto undici vittorie e tredici sconfitte, ritrovandosi appaiate con il Dubai Basketball. Uno score che al momento tiene sia le Vu Nere che i biancorossi a tre vittorie di distanza dalla zona che vale i play-in. Una situazione che complica e non poco le cose, anche se mancano ancora 14 giornate per invertire il trend.

Il racconto delle partite di Olimpia Milano e Virtus Bologna

Il turno numero 24 di Eurolega, come abbiamo già scritto in maniera abbondante, ha regalato un due sconfitte alle formazioni di casa nostra.

Cominciamo il nostro racconto con la caduta della EA7 Emporio Armani Milano che non è riuscita a tenere il passo dello Zalgiris Kaunas. Ancora costretta al trasloco all’Allianz Cloud per l’indisponibilità del Forum, la formazione allenata da Peppe Poeta ha giocato una buona gara per circa tre quarti. Le cose sembravano funzionare nella maniera giusta, ma nel quarto periodo è arrivato il tanto temuto blackout. I lituani hanno alzato i giri del motore in difesa, concedendo ai padroni di casa appena 15 punti negli ultimi 10 minuti di gioco. E così, spinti anche dai 25 punti di un Sylvain Francisco in stato di grazia, la squadra di coach Tomas Masiulis ha espugnato l’Italia. Dall’altra parte Shevon Shields segna 27 punti, ma non può bastare a una squadra che colleziona ben 17 palle perse a fronte di soli 16 assist.

Ancora una sconfitta tra le mura amiche, come abbiamo già scritto, per la Virtus Olidata Bologna. Questa volta è la Stella Rossa Belgrado a fare festa in un PalaDozza che non riesce ancora a gioire con la propria squadra. Gli uomini allenati da Dusko Ivanovic non sono riusciti ad arginare una squadra capace di segnare ben 102 punti. A pesare nell’economia della partita è però un terzo quarto pessimo per le Vu Nere nella metà campo offensiva: uno score parziale di 16-25 che alla lunga risulterà decisivo. I serbi mandano ben sei giocatori in doppia cifra con i 15 punti di Jordan Nwora e la doppia doppia da 12 punti e 10 rimbalzi per Ebuka Izundu. Dall’altra parte non bastano i 21 punti di un Momo Diouf che cattura anche 9 rimbalzi.

Eurolega, risultati e classifica dopo la ventiquattreesima giornata

Di seguito proponiamo i risultati della ventiquattresima giornata della prima fase di Eurolega, con la nuova classifica.

Anadolu Efes Istanbul – Olympiacos 68-74

Maccabi Tel Aviv – Panathinaikos 75-71

EA7 Emporio Armani Milano – Zalgiris Kaunas 82-86

Bayern Monaco – Valencia Basket 93-89

Real Madrid – AS Monaco 90-78

Paris Basketball – Dubai Basketball 79-99

Fenerbahce – Baskonia Vitoria Gasteiz 84-71

Virtus Olidata Bologna – Stella Rossa Belgrado 93-102

Partizan Belgrado – Hapoel Tel Aviv 104-101

ASVEL Villeurbanne – Barcellona 91-98

CLASSIFICA: Hapoel Tel Aviv e Fenerbahce 16-7, Real Madrid e Barcellona 16-8, Olympiacos 15-8, AS Monaco e Valencia Basket 15-9, Zalgiris Kaunas, Panathinaikos e Stella Rossa Belgrado 14-10, Virtus Olidata Bologna, EA7 Emporio Armani Milano e Dubai Basketball 11-13, Maccabi Tel Aviv 10-14, Bayern Monaco 9-15, Baskonia Vitoria Gasteiz e Partizan Belgrado 8-16, Paris Basketball 7-16, Anadolu Efes Istanbul e ASVEL Villeurbanne 6-18.

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Eurolega, diciottesima giornata: Milano e Virtus Bologna battute al fotofinish da Dubai e Olympiacos

La diciottesima giornata della prima fase di Turkish Airlines EuroLeague si è resa ancora una volta dolorosa per i colori italiani. Sia la EA7 Emporio Armani Milano che la Virtus Olidata Bologna, infatti, sono uscite con le ossa rotte da questo turno. I biancorossi sono stati sconfitti nella prima storica partita da loro giocata in quel di Dubai, contro la formazione locale. Rimonta di tutto cuore, ma alla fine dei conti incompleta per la Virtus Olidata Bologna, la quale non riesce a chiudere l’opera contro l’Olympiacos dopo 30 minuti in sofferenza.

Dopo le prime diciotto giornate della prima fase di Turkish Airlines EuroLeague entrambe le formazioni italiane hanno comunque ancora buone possibilità di agguantare le prime sei posizioni della classifica, quelle che portano direttamente ai quarti di finale. La EA7 Emporio Armani Milano si trova esattamente a ridosso della zona play-in, in attesa di capire come si concluderà il recupero tra Olympiacos e Fenerbahce. Appena sotto, una posizione più in giù, troviamo la Virtus Olidata Bologna. Tutte e due, comunque, possono continuare a covare legittime ambizioni di qualificarsi almeno tra le migliori 10 della competizione.

Il racconto delle partite di Milano e Virtus Bologna

Il turno numero 18 di Eurolega è stato spezzato in due dalle feste di Natale. E così è scesa in campo per prima, martedì 23, la EA7 Emporio Armani Milano. Il viaggio negli Emirati Arabi per affrontare il Dubai Basketball si è rivelato amaro per i biancorossi, sovrastati dalla grande produzione offensiva dei padroni di casa. Il grande protagonista della serata è stato Dwyane Bacon, autore di 25 punti a cui ha aggiunto 8 rimbalzi. Abbastanza silente, invece, il grande ex Abi Abass che ha realizzato 6 punti. In casa Olimpia cinque giocatori in doppia cifra e discrete percentuali soprattutto al tiro da tre, ma non bastano. Arriva dunque la seconda sconfitta in Europa per coach Peppe Poeta.

Serata per cuori forti, invece, al PalaDozza. La Virtus Olidata Bologna per quasi tre quarti di gioco soccombe alla forza d’urto dell’Olympiacos, che sembra avere la vittoria decisamente in mano. Le Vu Nere, però, sfoderano un quarto periodo da sogno e si attaccano, con la possibilità di avere anche la palla per pareggiare. Tuttavia, dopo anche una decisione arbitrale sfavorevole (niente violazione di 5 secondi sull’ultima rimessa dei greci) non arriva la rimonta. E così vincono gli ospiti, che vantano un Tyler Dorsey da 23 punti a cui si aggiungono i 21 di Evan Fournier. Dall’altra parte il top scorer è Luca Vildoza con 17 punti, ma da sottolineare la grande prova di Momo Diouf (12 punti ma tanta intensità).

Eurolega, risultati e classifica dopo la diciottesima giornata

Di seguito proponiamo i risultati della diciottesima giornata della prima fase di Eurolega, con la nuova classifica.

Dubai Basketball – EA7 Emporio Armani Milano 99-92

Fenerbahce – Barcellona 72-71

Zalgiris Kaunas – Panathinaikos 85-92

Bayern Monaco – Hapoel Tel Aviv 72-82

Valencia Basket – Baskonia Vitoria Gasteiz 91-81

Paris Basketball – Stella Rossa Belgrado 102-92

ASVEL Villeurbanne – Anadolu Efes Istanbul 103-99

Partizan Belgrado – Maccabi Tel Aviv 87-112

AS Monaco – Real Madrid 100-95

Virtus Olidata Bologna – Olympiacos 94-97

CLASSIFICA: Hapoel Tel Aviv 13-5, Valencia, Panathinaikos e Barcellona 12-6, Fenerbahce* 11-6, AS Monaco 11-7, Olympiacos* 10-7, Zalgiris Kaunas, Stella Rossa Belgrado e Real Madrid 10-8, EA7 Emporio Armani Milano e Dubai Basketball 9-9, Virtus Olidata Bologna e Maccabi Tel Aviv 8-10, Paris Basketball, Baskonia Vitoria Gasteiz, Anadolu Efes Istanbul e Partizan Belgrado 6-12, Bayern Monaco e ASVEL Villeurbanne 5-13.

* una partita in meno

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Serie A, Virtus Bologna batte Brescia e la aggancia in testa: risultati e classifica della 12a giornata

La dodicesima giornata del campionato di Serie A LBA offre nuovi cambi di scenario grazie a risultati che hanno portato a qualche cambiamento negli equilibri del torneo. Ne consegue una classifica che cambia ancora una volta relativamente poco, tra realtà solide che rimangono in alto e altre squadre che spingono per inserirsi nella lotta di testa.

La notizia più importante di questo weekend arriva senza dubbio dal PalaDozza, dove la Virtus Olidata Bologna batte la Germani Brescia e la aggancia al primo posto in classifica. Arriva dunque la seconda sconfitta stagionale per la Leonessa, al cospetto di una grande squadra. Vincono e convincono la Umana Reyer Venezia e la EA7 Emporio Armani Milano, rispettivamente al terzo e al quarto posto in classifica. Arriva invece una pesante batosta per la Trapani Shark, che cede di schianto sul parquet del Banco di Sardegna Sassari e trema per eventuali nuove penalità.

Scopriamo ora nel dettaglio come sono andate le cose nell’undicesima giornata del massimo campionato di basket italiano.

Virtus Bologna batte Brescia nel big match

Il big match della giornata numero 12 di Serie A LBA premia la Virtus Olidata Bologna. C’era grande attesa per la sfida contro la Germani Brescia, che era anche il remake della scorsa finale scudetto. I detentori del titolo hanno sfoderato una grande prestazione davanti al proprio pubblico, facendo stropicciare gli occhi ai tifosi. Nel match vinto con il risultato di 86-76 spicca la prestazione di Alessandro Pajola e Carsen Edwards: l’azzurro realizza 17 punti, aggiunge 4 rimbalzi e altrettanti assist; l’americano ne mette 16, con quattro triple pesantissime per l’esito dell’incontro. Alla Leonessa non basta l’ormai classico ventello di Amedeo Della Valle che realizza 20 punti. Lo affianca un Jason Burnell da 19 punti e 8 rimbalzi, ma gli ospiti pagano una serata storta al tiro pesante (7/33 con i piedi dietro l’arco).

Bel weekend anche per Umana Reyer Venezia ed EA7 Emporio Armani Milano. I lagunari hanno ragione di una Guerri Napoli in crescita, ma costretta a capitolare al Taliercio. Il protagonista assoluto della domenica veneziana è Kyle Wiltjer: 27 punti, 6 rimbalzi e 4 assist per il mattatore della squadra di coach Spahija. Dall’altra parte stesso bottino per Aamir Simms e 24 punti per Rasir Bolton, ma il resto della squadra delude. Successo, come scritto prima, anche per l’Olimpia che vince il derby contro l’Acqua San Bernardo Cantù. Le fatiche di Eurolega si fanno sentire ma i biancorossi giocano bene in attacco, trascinato da un Josh Nebo che mette 22 punti e aggiunge 12 rimbalzi. Giornata in ufficio per Armoni Brooks: 16 punti con 5/12 dal campo.

Chiudiamo con la questione Trapani Shark. I siciliani perdono nettamente sul parquet del Banco di Sardegna Sassari in mezzo all’emergenza. Fuori per influenza Petrucelli e Hurt oltre a un Riccardo Rossato ai box da giorni ma comunque a referto per evitare problemi di natura disciplinare. Ora, però, l’attesa è tutta per il pronunciamento del Tar sui punti di penalizzazione e la questione fiscale.

Serie A LBA, risultati e classifica della 12a giornata

Di seguito proponiamo i risultati della dodicesima giornata di Serie A LBA di basket.

Acqua San Bernardo – EA7 Emporio Armani Milano 89-94

Banco di Sardegna Sassari – Trapani Shark 102-78

Umana Reyer Venezia – Guerri Napoli 106-96

Apu Old Wild West Udine – Nutribullet Treviso 86-79

Vanoli Cremona – Bertram Tortona 71-76

UNA Hotels Reggio Emilia – Dolomiti Energia Trentino 77-68

Openjobmetis Varese – Pallacanestro Trieste 84-69

Virtus Olidata Bologna – Germani Brescia 86-76

CLASSIFICA: Germani Basket Brescia e Virtus Olidata Bologna 20, Umana Reyer Venezia 18, Bertram Tortona ed EA7 Emporio Armani Milano 16, Trapani Shark (-5) 15, Pallacanestro Trieste 23, Guerri Napoli, Vanoli Cremona e Dolomiti Energia Trentino 10, Apu Old Wild West Udine, Openjobmetis Varese e Banco di Sardegna Sassari 8, Acqua San Bernardo Cantù e UNA Hotels Reggio Emilia 6, Nutribullet Treviso 4.

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Serie A, Milano batte Bologna e Brescia è prima da sola: risultati e classifica della 10a giornata

L’undicesima giornata del campionato di Serie A LBA offre diversi colpi di scena, anche grazie a un calendario che si è divertito a mescolare un po’ le carte. Ne consegue una classifica che cambia ancora una volta relativamente poco, tra realtà solide che rimangono in alto e altre squadre che spingono per inserirsi nella lotta di testa.

La notizia più importante di questo weekend arriva senza dubbio da Assago, dove la EA7 Emporio Armani Milano ha la meglio sulla Virtus Olidata Bologna nella grande classica del basket di casa nostra. Ne consegue che ora c’è una sola capolista, ovvero la Germani Basket Brescia, che batte nel derby lombardo la Openjobmetis Varese. Sconfitta un po’ a sorpresa per la Umana Reyer Venezia sul parquet della Dolomiti Energia Trento, mentre la Trapani Shark non smette più di stupire e vince anche in condizioni pessime contro la Apu Old Wild West Udine.

Scopriamo ora nel dettaglio come sono andate le cose nell’undicesima giornata del massimo campionato di basket italiano.

Serie A LBA, risultati e classifica della 11a giornata

Il big match della giornata numero 11 di Serie A LBA premia la EA7 Emporio Armani Milano, che vince il big match contro la Virtus Olidata Bologna. La sfida tra le due italiane che ci rappresentano in Eurolega sorride alla squadra di coach Peppe Poeta. Al termine di una partita a basso punteggio, ci pensa un super Armoni Brooks a decidere la contesa con i suoi 23 punti conditi da 5 assist e altrettanti rimbalzi. Dall’altra parte quattro giocatori in doppia cifra, con Luca Vildoza e Saliou Niang che provano a trascinare le Vu Nere, senza però riuscirci.

Ne consegue che la Germani Basket Brescia è ora la capolista solitaria del campionato. La formazione guidata da Matteo Cotelli supera la Openjobmetis Varese in un derby lombardo ad alto punteggio. A decidere il match sono stati i “piccoli” di casa Leonessa: 23 punti per Amedeo Della Valle, 21 per Nikola Ivanovic. Dall’altra parte, agli ospiti non bastano cinque giocatori in doppia cifra con Ike Iroegbu che ne mette 17.

Chiudiamo il nostro cammino del fine settimana con la sconfitta della Umana Reyer Venezia e con l’ennesima grande vittoria per la Trapani Shark. I lagunari escono battuti dal parquet della Dolomiti Energia Trentino, con DJ Stewart che fa il bello e il cattivo tempo con 19 punti. È quasi commovente invece la prestazione fornita dai siciliani, i quali spazzano via la Apu Old Wild West Udine davanti al proprio pubblico. Senza un coach in panchina (l’allenatore giocatore lo fa Petrucelli) e con 8 giocatori a referto, avviene una spazzolata clamorosa con J.D. Notae top scorer (16 punti)

Di seguito proponiamo i risultati dell’undicesima giornata di Serie A LBA di basket.

Pallacanestro Trieste – UNA Hotels Reggio Emilia 92-82

Dolomiti Energia Trento – Umana Reyer Venezia 96-90

Trapani Shark – Apu Old Wild West Udine 91-73

Bertram Tortona – Banco di Sardegna Sassari 118-113

Germani Basket Brescia – Openjobmetis Varese 102-94

Guerri Napoli – Vanoli Cremona 102-76

Nutribullet Treviso – Acqua San Bernardo Cantù 86-81

EA7 Emporio Armani Milano – Virtus Olidata Bologna 74-63

CLASSIFICA: Germani Basket Brescia 20, Virtus Olidata Bologna 18, Umana Reyer Venezia 16, Trapani Shark (-5) 15, Bertram Tortona ed EA7 Emporio Armani Milano 14, Pallacanestro Trieste 12, Guerri Napoli, Vanoli Cremona e Dolomiti Energia Trento 10, Apu Old Wild West Udine, Openjobmetis Varese, Banco di Sardegna Sassari e Acqua San Bernardo Cantù 6, Nutribullet Treviso e UNA Hotels Reggio Emilia 4.

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Danilo Gallinari lascia il basket: “Il viaggio non finisce, cambia la destinazione”

Danilo Gallinari ha annunciato il proprio ritiro dal basket giocato a livello professionistico. Il campione nativo di Sant’Angelo Lodigiano slaccia in via definitiva gli scarpini da pallacanestro all’età di 37 anni. La sua è stata una carriera incredibile, che lo ha visto spiccare il volo fin da giovane, fino a raggiungere l’apice con l’approdo in NBA. Il suo passaggio nella lega a stelle e strisce all’età di 20 anni, le esperienze con Denver Nuggets e New York Knicks su tutte. In mezzo tante notte agrodolci con la canotta della Nazionale.

Ora Danilo Gallinari è da considerare a tutti gli effetti un ex giocatore di basket.

La lettera di addio di Danilo Gallinari al basket

Non ricordo quando sei entrato davvero nella mia vita, forse il giorno in cui ho sentito la palla rimbalzare per la prima volta o forse quando ho capito che oltre quel suono c’era qualcosa in più.

Sei stato un sogno, un rifugio, una sfida continua. Mi hai fatto crescere e diventare grande, mi hai fatto cadere, mi hai rialzato e mi hai insegnato a non smettere mai di crederci e di provarci. Insieme abbiamo vissuto momenti che sono diventate istantanee nel mio album dei ricordi. Grazie a te ho conosciuto persone meravigliose, amici, avversari, compagni di viaggio. In ogni duello, in ogni pianto, in ogni esultanza c’era un pezzo della tua storia, della nostra storia.

Così ti dico grazie, con il cuore pieno di riconoscenza per ogni caduta, per ogni ritorno, per ogni applauso e per ogni silenzio e soprattutto per avermi insegnato chi sono dentro e fuori dal campo.

Il nostro viaggio non finisce qui, cambia solo la destinazione. Non perché sia finito l’amore, ma perché a volte i sentimenti si trasformano e ogni storia ha bisogno di un capitolo finale. Sarai sempre parte di noi. Grazie“.

La carriera del Gallo

Danilo Gallinari, nato a Sant’Angelo Lodigiano l’8 agosto del 1988, ha iniziato a giocare a basket grazie a papà Vittorio. Dopo aver esordito con il Borghebasket approda a Casalpusterlengo in Serie B a 16 anni. Una stagione che vale per lui la chiamata dell’Olimpia Milano, che lo ingaggia per poi prestarlo a Pavia in Legadue. Un trasferimento che prevedeva nel contratto l’eventualità di chiamate in extremis per giocare in Eurolega con la Emporio Armani. Un’eventualità concretizzata il 17 novembre 2005 contro i polacchi del Prokom.

L’estate del 2006 è quella dell’arrivo definitivo di Danilo Gallinari a Milano. In due stagioni gioca altrettante semifinali dei playoff scudetto, perse prima contro la Virtus Bologna e poi contro Siena. E così, dopo due annate, arriva la chiamata della NBA, con la sesta scelta al Draft per mano dei New York Knicks. Tra le altre cose, ad allenarlo sarebbe stato una leggenda vivente dell’Olimpia Milano come Mike D’Antoni. Ben presto, i fischi che lo hanno accolto al Draft si sarebbero trasformati in urli di stupore per le prestazioni e le giocate del Gallo.

Dal 2011 al 2017 Danilo Gallinari gioca con la canotta dei Denver Nuggets. In Colorado gioca stagioni stupende e per la prima volta può misurarsi con i playoff NBA. Dopodiché arriva una stagione e mezza tutt’altro che esaltante ai Los Angeles Clippers, poi brevi passaggi con Oklahoma City Thunder, Atlanta Hawks, Boston Celtics, Washington Wizards, Detroit Pistons e Milwaukee Bucks. Infine, a inizio 2025 arriva il trasferimento nel campionato portoricano con i Vaqueros de Bayamon. La sorte vuole che proprio qui il Gallo vinca l’unico titolo della sua carriera.