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SPQR Roma, Alessandro Magro presenta il club e le sue ambizioni

Alessandro Magro si presenta ufficialmente come head coach della BC SPQR Roma. Si tratta in un certo senso di un evento di valenza storica. Sarà lui, infatti, il capo allenatore di una delle due neonate formazioni della Capitale. Per il tecnico si tratta anche di un’occasione di rilancio, dopo l’interruzione del suo rapporto di lavoro con Napoli Basket. E riprendere le attività sul parquet in un club così ambizioso, seppur appena nato, è senza dubbio qualcosa che stimola e non poco.

Il nuovo head coach della BC SPQR Roma ha espresso le sue prime sensazioni nel giorno del raduno della squadra. Per Alessandro Magro si tratta di un momento importante, ovvero quello in cui si conosce il gruppo che verrà allenato. Quella che inizierà tra qualche settimana sarà una stagione molto importante, anche per misurare le ambizioni del club. In una lega in cui l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna fanno la voce grossa da anni, bisognerà capire dove inserire le due formazioni capitoline. Anche perché c’è anche la Maxima Roma, anch’essa molto ambiziosa.

Alessandro Magro presenta la nuova BC SPQR Roma

Alessandro Magro ha rilasciato la sua prima intervista ufficiale da capo allenatore della BC SPQR Roma. Il coach ha fatto capire quanto sia elettrizzato da questa nuova avventura. Anche perché al suo fianco ci saranno grandi professionisti: “È una sfida stimolante in una città che non ha bisogno di presentazioni. La pressione è un privilegio e rappresentare questo progetto mi riempie di orgoglio e responsabilità. Dobbiamo valorizzare i giocatori che abbiamo e aiutarli a crescere. L’allenatore deve adattarsi ai giocatori, ma alcuni valori sono imprescindibili”.

Lo staff tecnico della BC SPQR Roma è di grande qualità. Il vice sarà Edoardo Casalone, figura che negli ultimi anni ha operato all’Olimpia Milano. Gli assistant coach saranno invece. Stefan Ivanovic, Davide Bonora ed Emanuele Di Paolantonio. Richard Dalatri sarà head of performance, mentre Mattia Digno ricoprirà il ruolo di preparatore fisico. Un personaggio importante, se non altro per il lustro che darà alla società, è senza dubbio Luka Doncic. Per lui, Alessandro Magro spende parole di enorme stima: “Può dare un grande contributo, come tutti quelli che fanno parte di questo progetto”.

Identità e derby con la Maxima

Ma quali sono i capisaldi del lavoro che attende Alessandro Magro alla BC SPQR Roma? Lo stesso coach li ha voluto svelare: “Dobbiamo allenarci con qualità e disciplina, produrre una pallacanestro piacevole e riconoscibile. Vogliamo creare un’identità e provare a competere con tutti. Arriviamo in una città dove la pallacanestro di alto livello manca da tanto. Dovremmo essere una squadra che rappresenti la città, che il tifoso romano abbia piacere di venire a vedere al palazzetto. Il rapporto con il pubblico dovrà essere costruito con grande umiltà e spirito di sacrificio”.

E poi c’è il derby con la Maxima Roma, altro neonato club della Capitale in Serie A. In vista di questa doppia inedita sfida, Alessandro Magro fa capire quanto sarà importante provare a dettare legge fin da subito: “Un’altra squadra di Roma sarà un bene per la città, un valore aggiunto. Noi dobbiamo pensare a far bene e controllare la qualità del nostro lavoro”.

sergio scariolo

Sergio Scariolo alla SPQR Roma: il ruolo del coach nel nuovo club

La neonata SPQR Roma – anche se sul nome ci sarà ancora da parlare – ripartirà anche con l’importante aiuto di Sergio Scariolo. Il leggendario coach, reduce dalla separazione con il Real Madrid, entra a far parte del club capitolino. Il ruolo che gli è stato attribuito, almeno in via ufficiale, è quello di Special Advisor of Basketball Strategy. Si tratta di una qualifica che vuole sottolineare in particolare il fatto che il club della Capitale ha già un coach. Si tratta di Alessandro Magro, che dopo l’addio a Napoli è pronto a tuffarsi in questa nuova avventura.

Naturalmente, però, la grande curiosità riguarda proprio la presenza di Sergio Scariolo. La SPQR Roma, anche per fugare qualsiasi forma di dubbio, si è precipitata a redigere un comunicato ufficiale. Poche righe, che servono a confermare l’inesistenza di ingerenze tra il ruolo dell’ex ct della Spagna e il coach Magro. “Il contributo di Scariolo avrà natura esclusivamente consultiva e strategica, mentre la responsabilità della gestione tecnica quotidiana della prima squadra resterà affidata all’Head Coach Alessandro Magro e al suo coaching staff”, si legge nella nota.

Tra l’altro Sergio Scariolo ritrova Luka Doncic. Dopo averlo allenato al Real Madrid, ora lavorerà alle “dipendenze” dello sloveno, che è uno dei soci del club.

Sergio Scariolo approda alla SPQR Roma

Dunque riparte dalla Capitale il percorso in Italia di Sergio Scariolo. L’ex coach – tra le altre – di Real Madrid e Virtus Bologna si rimette in gioco con un ruolo che per lui è nuovo.

Queste le sue parole dopo l’annuncio del suo ingaggio per la SPQR Roma. “Sono felice di poter contribuire a un progetto che guarda non soltanto alla squadra, ma allo sviluppo di una cultura cestistica più ampia. Il mio ruolo sarà quello di mettere esperienza e competenze a disposizione di BC Roma, contribuendo alla riflessione sulle strategie di sviluppo tecnico, sulla crescita dei giovani e sulla costruzione di un modello sostenibile nel tempo“.

A proposito del rapporto con Alessandro Magro, le idee per Sergio Scariolo sono già molto chiare. Il coach ha riconosciuto le qualità e le skill del suo collega, che siederà sulla panchina della SPQR. Tra i due ci sarà massima collaborazione e coesione per far rendere al meglio la squadra. “Alessandro Magro e il suo staff avranno naturalmente la piena responsabilità della squadra: il mio contributo sarà esclusivamente di consulenza e confronto, all’interno di un progetto che vuole guardare al futuro. Sono e rimango un allenatore e questo continua e continuerà a essere il mio percorso professionale. In questa fase ho deciso di dedicare parte del mio tempo a questa iniziativa, alla quale mi avvicino con entusiasmo anche per i rapporti di amicizia, stima e fiducia che mi legano da molti anni ad alcune delle persone coinvolte“.

Alessandro Magro pronto a lavorare

Non potevano mancare neanche le dichiarazioni da parte di Alessandro Magro. Il primo coach nella storia della SPQR Roma si è detto pronto a dare il massimo per questa neonata realtà. L’obiettivo è quello di fare bene, per rilanciare la palla a spicchi nella Capitale: “Il nostro primo obiettivo sarà costruire fin dal raduno una squadra con identità, cultura del lavoro e senso di appartenenza, capace di rappresentare al meglio questo club e questa città“.

luis scola varese

Luis Scola e i piani di Varese: NBA Europe col supporto di RedBird

Luis Scola ha fatto capire in maniera chiara quali sono i progetti per la Pallacanestro Varese per gli anni a venire. Uno dei club più prestigiosi del basket italiano sta cercando di rilanciarsi. Una idea che non può non partire dal palcoscenico nazionale, ma che non sembra volersi porre alcun limite. E come ribadito dal leggendario ex giocatore argentino, arrivato in biancorosso un paio di anni fa, le intenzioni sono quelle di fare molto bene nell’immediato futuro e a lungo termine. Magari strizzando l’occhio a NBA Europe, che sembra attirare più di un “cliente” nel nostro Paese. Il tutto con il supporto di un fondo come RedBird che ha già fatto bene nello sport, alla guida del Milan.

Luis Scola ha parlato di tutti questi argomenti in una lunga intervista rilasciata per la Gazzetta dello Sport. Ai microfoni del quotidiano rosa, il dirigente ha fatto capire che la Pallacanestro Varese punta a spiccare il volo.

Gli obiettivi di Luis Scola e Varese

In primis Luis Scola ha parlato delle ambizioni della Pallacanestro Varese in ambito nazionale. L’obiettivo è quello di inserirsi nella lotta tra le grandi. La costruzione del roster e la solidità societaria suggeriscono queste ambizioni: “Vogliamo giocare un ruolo importante. Credo che riusciremo a essere protagonisti di questo futuro. A parte gli ultimi anni, Varese lo è sempre stata: una delle realtà più importanti del basket europeo. Siamo contenti della posizione in cui siamo: non siamo ancora protagonisti ma immaginiamo di poterlo essere a tutti i livelli in un futuro medio o anche lungo“.

E poi ci sono gli stimoli dati dalla possibilità di tornare a farsi valere anche all’estero. Luis Scola fa capire che la Pallacanestro Varese strizza l’occhio alle coppe europee. E poi c’è il sogno NBA Europe… “Quando sono arrivato, Varese cercava il modo per tornare grande: 50 anni fa si chiamava Coppa dei Campioni, oggi Eurolega, domani si chiamerà NBA Europe. Noi vogliamo essere protagonisti. Come società ambiziosa guardiamo al punto più alto. La prossima fase del progetto? La spinta che abbiamo dato per questa stagione. Non vogliamo dare un numero agli obiettivi, che siano essi arrivare quinti, primi o sesti“.

I rapporti con RedBird e l’ipotesi NBA Europe

La Pallacanestro Varese ha stretto un grande rapporto con RedBird. Il fondo, già proprietario del Milan, sta investendo in maniera importante anche nel basket. Luis Scola sottolinea l’importanza di questa presenza nel club: “Dal primo giorno in cui siamo arrivati a Varese lavoriamo per coinvolgere imprenditori, fondi, investitori italiani e dall’altro lato del mondo, è una costante evoluzione. Non è un segreto che abbiamo un rapporto molto forte con RedBird, abbiamo parlato tante volte, Ammiriamo il lavoro che fanno a livello imprenditoriale e sportivo col Milan e non solo. Sappiamo che RedBird è molto entusiasta di investire in Italia, nello sport e in Lombardia. Noi facciamo sport in Lombardia e vogliamo crescere, queste sono le premesse per una partnership vincente. Poi quello che si dice nelle riunioni resta nelle riunioni, sono cose private“.

Si torna a parlare di NBA Europe alla fine dell’intervista. Luis Scola ammette che la Pallacanestro Varese ci sta pensando. La speranza è quella di riuscire a entrare in futuro in questo torneo: “Siamo molto tifosi di NBA Europe, ma abbiamo investito da prima dell’annuncio dell’arrivo della NBA e ci saremo dopo anche se questo non andasse a buon fine: il nostro impegno con Varese e con la pallacanestro italiana rimane al di là di NBA Europe. Sicuramente qualcosa si è accelerato e lo farà ancora di più in futuro“.

Petrucci apre alle riforme: anche la Serie A2 verso il professionismo?

Gianni Petrucci torna a parlare a 360 gradi dello stato di salute del basket italiano. Il presidente della federazione ne ha parlato in una lunga intervista per la Gazzetta dello Sport. Non si esclude che presto la palla a spicchi di casa nostra apra a nuove riforme. Anche perché gli interessi di questo sport a livello internazionale stanno cambiando in maniera radicale: “Qualsiasi riforma sarà fatta in accordo con la società, sono loro che mettono i soldi. È innegabile, basta guardarsi intorno, che lo sport italiano ed europeo sta cambiando. L’arrivo della NBA racconta l’interesse che c’è a investire in Europa, solo chi è contro ai cambiamenti può pensare che Petrucci o Gherardini abbiano la forza di bloccare qualcosa“.

Giovani italiani nelle università Usa? Petrucci approva

Uno dei temi dell’intervista riguarda i tanti giovani italiani che lasciano l’Europa per andare negli Stati Uniti. Una prospettiva interessante, anche per potersi misurare con la NCAA. Petrucci, in questo senso, non vede grossi problemi per il movimento: “Un figlio che viene richiesto da un’università dove si gioca a basket e si studia non può essere una minaccia. Il basket è nato nelle università. Noi abbiamo più di 40 ragazzi al college, so benissimo che le società sono penalizzate, ma tutta Europa è penalizzata: nessuno ha la forza di bloccare la libera volontà di un ragazzo di andare ad acculturarsi da ogni punto di vista in un’università. Poi tornano più forti“.

Tornando alla necessità di inserire delle riforme, Petrucci ha voluto sfogliare l’album dei ricordi. Con lui alla presidenza, il basket italiano ha portato tante novità. E non è ancora finita, in base alle sue parole: “Se io dicessi le mie idee e poi qualunque società si ritenesse lesa, apriti cielo. Mi si deve riconoscere il saper vivere, per cui ho le mie idee ma non le dico adesso. Ma ricordo che il basket è da sempre apripista di novità: la creazione di A1 e A2, gli sponsor insieme al ciclismo, i playoff con tutte le critiche che sono arrivate dal mondo del calcio. Che poi li ha inseriti in tutte le categorie tranne la Serie A“.

La Serie A2 verso il professionismo?

Una delle possibili riforme del basket italiano riguarda il passaggio della Serie A2 a una dimensione professionista. Si tratta di un passaggio che Gianni Petrucci valuta. Anche perché i club potrebbero trarne vantaggi: “È una delle ipotesi, anche perché l’intesa deve essere tra FIP e le due leghe maschili. È tutto possibile ma non c’è nulla che non si possa fare anche con l’accordo delle società. Il professionismo? Saranno gli imprenditori a dire se saranno disponibili e le leghe a compulsarlo, non possiamo imporlo noi”.

Infine Gianni Petrucci ha parlato del destino di Brescia e di Cremona. I due club sono spariti dalla Serie A, con i titoli ceduti ad altrettanti nuovi club di Roma. Il presidente della Fip, però, non vuole fare drammi: “Quelle di Brescia e Cremona non sono sparizioni, oggi fanno i campionati. Di Brescia ho seguito da vicino la ripartenza, la Federazione ha collaborato perché non sparisse ed è diventata una bella realtà”.

matt rizzetta napoli basket

Napoli Basket, Rizzetta rilancia. E si parla anche di nuovo palasport

Matt Rizzetta spinge senza mezzi termini sulla Napoli Basket. Il patron ha parlato durante la presentazione della nuova stagione del club partenopeo. Si ripartirà con diverse novità ma anche con certezze di spessore. A partire dal coach, che sarà anche per il 2026-27 Jasmin Repesa. Il tutto per fare bene in Serie A, ma anche in Europa: “Abbiamo deciso di investire e di puntare fortemente su questa rosa e su questa stagione. Ci sono tutti gli ingredienti e i presupposti per fare bene, ci aspetta un’annata importante, difficile perché la concorrenza sta investendo. Noi quest’anno saremo molto ambiziosi, ma con i piedi per terra, mantenendo un profilo basso perché vogliamo raggiungere altissimi livelli ma vogliamo farlo con massima umiltà“.

Napoli Basket, la fame di Matt Rizzetta

Dalle parole di Matt Rizzetta viene fuori tutta la voglia di vedere Napoli Basket in lotta con le big. Gli investimenti fatti e il calore dei partenopei possono essere due ingredienti fortissimi. Poi, però, la parola passerà al parquet: “Siamo tutti uniti e motivati per non sfigurare, anzi per fare benissimo anche a livello continentale. Vogliamo fare un campionato di altissimo livello, senza proclami inutili: vogliamo dimostrare sul campo, e anche fuori dal campo, la nostra bravura, la nostra forza e anche il nostro spirito di miglioramento. Dalla nostra prima annata di gestione abbiamo capito e imparato tantissimo: il mio obiettivo è far veder che questa è una società che vuole crescere, questa sarà un’annata di grandissima crescita“.

Matt Rizzetta ha fatto capire di non aver mai avuto dubbi sulla possibilità di investire a Napoli. La piazza, come si vede con il calcio, risponde sempre presente. L’augurio è quello di vedere sempre il palasport pieno: “Ho sempre creduto fortemente nel popolo napoletano. Qui a Napoli quando porti avanti un progetto serio, il popolo ti sostiene e mi fa piacere, ma voglio meritare la loro fiducia vincendo sul campo e fuori. Alla fine tireremo le somme, spero a giugno, e vedremo dove questa squadra si collocherà nella storia cestistica della città“.

Il progetto del nuovo palazzetto dello sport

Proprio il palazzetto dello sport è uno dei temi più caldi. Matt Rizzetta vorrebbe regalare una nuova casa alla Napoli Basket. Il progetto sta andando avanti in maniera importante: “Stiamo portando avanti questo progetto con tutte le nostre forze, in piena sintonia e condivisione con il Comune di Napoli, che ci ha dato la massima disponibilità. Naturalmente ci sono dei passaggi tecnici e burocratici da superare. Noi siamo convintissimi di farcela alla fine. Napoli, oltre a una squadra di basket capace di rappresentare la città in maniera importantissima a livello europeo, merita anche un palazzetto di primissimo livello”.

Si parla poi di una possibile sinergia con la squadra di calcio. Matt Rizzetta ha speso parole al miele per Aurelio De Laurentiis. Questo tipo di progetto, però, non è ancora maturo: “Ho un immenso rispetto per De Laurentiis, abbiamo un rapporto molto positivo. Io ci sono, se ci sarà opportunità nel futuro, valuteremo a mente fredda. Lui sa dove trovarmi nel caso in cui volesse un giorno sedersi di nuovo intorno al tavolo. C’è massimo rispetto tra noi, sto imparando molto da lui su vari aspetti”.

olimpia milano campione d'italia serie a

Serie A, il calendario 2026-27: Milano debutta contro Trieste

È stato finalmente annunciato il calendario della prossima stagione della Serie A LBA. Sono passati poco più di due mesi da quando la EA7 Emporio Armani Milano si è laureata campione d’Italia, al termine della finale dei playoff scudetto vinta contro la Umana Reyer Venezia. Ora, però, è arrivato il momento di pensare a un nuovo campionato da affrontare al massimo. La prima data da segnare nelle nostre agende è quella del 27 settembre del 2026. Sarà questo il giorno in cui prenderà il via la nuova caccia al tricolore, o a tutti gli altri obiettivi di ciascuna delle 16 squadre ai nastri di partenza. La prima giornata sarà, come di consueto, quella in cui le chiacchiere lasceranno il posto al campo.

E c’è, come accade ogni anno, grande interesse attorno a un nuovo campionato che prende il via. Staremo a vedere quali saranno le forze in campo nella lotta per conquistare il prossimo scudetto. Ma scopriremo anche quali saranno le compagini che dovranno lottare con le unghie e con i denti per evitare la retrocessione in Serie A2. Insomma, ne potremo vedere delle belle per poco più di sette mesi all’insegna del grande basket italiano. Intanto, però, con la pubblicazione del calendario, la Serie A LBA 2026-27 ha finalmente una sua forma definitiva.

Ricordiamo che il calendario della Serie A LBA 2026-27 sarà ancora una volta asimmetrico.

Calendario Serie A LBA 2026-27, le date più importanti della stagione

Come abbiamo già scritto, la prima data da segnare sui nostri calendari è quella del 27 settembre del 2026. In questo giorno prenderà il via il campionato di Serie A LBA, con la disputa della prima giornata. I campioni in carica della EA7 Emporio Armani Milano potranno iniziare il cammino di difesa del tricolore tra le mura amiche. Al Mediolanum Forum di Assago, infatti, i meneghini riceveranno la visita della Pallacanestro Trieste. Ma non sarà questo l’unico match da tenere in considerazione nel primo weekend della stagione. L’attesa è tutta per l’esordio delle due nuove squadre della Capitale. La BC Roma SPQR andrà a fare visita alla rinnovata Nutribullet Treviso. La Maxima Roma, invece, giocherà in casa contro Napoli Basket in un incontro molto atteso.

Occhio anche al primo incrocio nella nuova stagione tra la EA7 Emporio Armani Milano e la Umana Reyer Venezia. La rivincita della finale scudetto dello scorso campionato si giocherà alla dodicesima giornata. Il 20 dicembre prossimo il confronto tra le due ultime finaliste scudetto si disputerà al Taliercio. Alla diciassettesima giornata, il 7 febbraio del 2027, meneghini e lagunari si affronteranno al Mediolanum Forum.

Da seguire con grande attenzione anche il doppio confronto tra le due squadre italiane impegnate in Eurolega. EA7 Emporio Armani Milano e Virtus Bologna si affronteranno alla quinta giornata ad Assago, il 25 ottobre. La gara di ritorno è invece fissata per la diciassettesima giornata, il 24 gennaio 2027 in terra emiliana.

Il primo derby di Roma e l’ultima giornata

Dulcis in fundo, si scriverà la storia per il primo derby della Capitale nella storia della Serie A. BC SPQR Roma e Maxima Roma si affronteranno per la prima volta alla terza giornata, l’11 ottobre prossimo. Il match di ritorno è stato invece fissato per il diciassettesimo turno, proprio in coincidenza con il big match tra Milano e Virtus Bologna.

Infine, un’altra data cruciale nel calendario della Serie A LBA 2026-27 rischia di essere quella del 9 maggio 2027. Questo è il giorno in cui si giocherà l’ultima giornata di regular season. La EA7 Emporio Armani Milano andrà a fare visita alla Nutribullet Treviso. Gara casalinga, invece, per Virtus Bologna e Umana Reyer Venezia, rispettivamente contro Dolomiti Energia Trentino e Pallacanestro Trieste.

Il Presidente Zanetti annuncio il ritiro di Belinelli e l'addio di Shengelia virtus bologna

Virtus Bologna, Zanetti cede la società? Iniziano le trattative

La Virtus Segafredo Bologna potrebbe cambiare volto durante le prossime settimane. Tutto è legato a un possibile passaggio di proprietà, con Massimo Zanetti che è pronto a farsi da parte. Il noto imprenditore non ha mai nascosto, soprattutto nelle ultime settimane, l’eventualità di un addio alle Vu Nere. E in queste ultime ore questi rumors si sono fatti più intensi. Anche perché ci sono stati degli incontri molto fitti con almeno un imprenditore interessato a mettere le mani sul club.

L’ipotesi di una cessione della Virtus Bologna da parte di Zanetti si fa sempre più concreta. Le parti si sono incontrate e soprattutto confrontate sul destino del club di Basket City. Ora non resta che capire quali margini ci sono per portare avanti una trattativa che potrebbe portare una vera e propria rivoluzione tra le fila delle Vu Nere. E occhio alla possibilità di vedere, con un altro proprietario, anche l’ingresso della società virtussina in orbita NBA Europe. Qualcosa di difficile, ma non impossibile.

Virtus Bologna, possibile cessione a un imprenditore americano

Quelli che stanno trascorrendo sono giorni particolarmente intensi per Massimo Zanetti. Il patron della Virtus Bologna, infatti, non sta valutando solo il suo futuro nel mondo del basket. Sono in corso le valutazioni anche sul destino della MZB Group, società leader nel mondo del beverage di cui l’imprenditore detiene una parte importante di quote. Ci sono diversi nomi in ballo per il passaggio di proprietà. Tra questi spiccano BC Partners, CapVest, CVC, Advent, Blackstone e One Rock Capital Partners.

Nel frattempo, però, anche la Virtus Bologna potrebbe essere al centro di una possibile cessione, e di conseguenza una rivoluzione societaria. Gli ultimi aggiornamenti arrivano dalle pagine dell’edizione bolognese de La Repubblica. Il giornalista Walter Fuochi racconta infatti di un incontro tra Massimo Zanetti e un imprenditore statunitense. Al fianco del patron delle Vu Nere c’erano anche l’amministratore delegato Marco Comellini e il vicepresidente Giuseppe Sermasi. L’uomo d’affari americano è arrivato in città per discutere con il suo omologo italiano per l’acquisto del club emiliano. Si starebbe parlando non di un passaggio di quote parziali, ma dell’intero pacchetto azionario.

Obiettivo Vu Nere in NBA Europe?

L’imprenditore, di cui si conoscono le origini di Seattle, avrebbe lasciato l’Italia nella giornata di giovedì. Si tratterebbe di un soggetto impegnato nel settore dei software, e sta vivendo un viaggio di affari con al fianco la compagna. Fra i temi di interesse dell’incontro di Bologna c’era anche l’eventualità di un ingresso del club in orbita NBA Europe. Al momento non si tratta di un’eventualità probabile, ma non è detta l’ultima parola. Anche perchè – come abbiamo visto con i club di Roma – c’è un grande feeling tra questa organizzazione e gli imprenditori americani che investono sul basket.

Già un mese fa, Massimo Zanetti non aveva escluso l’eventualità di una cessione della Virtus Bologna. Il patron delle Vu Nere aveva ammesso l’esistenza di contatti con altri potenziali acquirenti delle quote del club. Si era parlato di offerte fatte pervenire da società e da fondi interessati, sia per l’acquisizione di una percentuale o di tutto il pacchetto. C’erano già stati incontri con altri imprenditori, tutti stranieri. Il grande rimpianto espresso dall’attuale numero uno virtussino è proprio la mancanza di pretendenti sul territorio. E alla fine, anche un altro club storico del nostro basket potrebbe finire in mani non italiane.

Trapani Shark, Repesa e Antonini contro gli arbitri

Serie A, revocata affiliazione alla Trapani Shark ma Antonini insiste

La Federazione Italiana Pallacanestro ha ufficializzato le decisioni relative al prossimo campionato di Serie A. Si è svolto in data odierna il Consiglio Federale, presieduto da Gianni Petrucci. Agli “ordini” del presidente FIP, presso il Salone d’Onore del CONI, sono emerse le posizioni ufficiali su alcuni temi che erano ancora in ballo.

In principio sono state confermate le iscrizioni delle 16 squadre aventi diritto a partecipare al campionato di Serie A 2026-27. Nello specifico, l’attesa era tutta rivolta al passaggio dei due titoli spostati a Roma. Sia quello proveniente dalla Germani Brescia, che quelli trasferito dalla Vanoli Cremona, sono ufficialmente intestati nella Capitale. Un altro passaggio fondamentale riguardava la Trapani Shark. In questo caso è stata confermata la revoca della affiliazione federale al club, attualmente presieduto da Valerio Antonini e in predicato di lasciare la città siciliana.

Serie A 2026-27, le decisioni del Consiglio Federale FIP

Di seguito riportiamo il dispositivo riguardante le squadre iscritte alla Serie A 2026-27. Confermati i trasferimenti dei due titoli da Brescia e Cremona a Roma. Questo il testo ufficiale: “Ad esito dei controlli effettuati dalla Commissione Indipendente e dalla LBA, tutte le società aventi diritto a partecipare al Campionato di Serie A sono state ammesse alla massima competizione per l’anno sportivo 2026-2027. Contestualmente, si è concluso con esito positivo l’iter per i trasferimenti di sede a Roma richiesto dalle società Pallacanestro Brescia e Guerino Vanoli Basket Srl“.

Per quanto riguarda la Trapani Shark, sono state confermate le ipotesi della vigilia. È stata revocata l’affiliazione federale al club siciliano. Anche in questo caso, vi riportiamo il dispositivo della FIP. “Il Consiglio Federale ha deliberato, come previsto dal Regolamento Organico FIP, la revoca dell’affiliazione per la Società Trapani Shark per non aver sanato, entro il termine dell’anno sportivo 2025-2026, lo stato di morosità dichiarato a seguito dei provvedimenti assunti dalla Commissione Vertenze Arbitrali“, si legge.

La replica di Valerio Antonini

Dal canto suo, Valerio Antonini ha preso la sua posizione. Il presidente della Trapani Shark si trovava a Palermo per un primo sopralluogo al Velodromo, dove giocherà la sua squadra di calcio. Al contempo, però, la fresca sentenza sul “caso Agnelli” gli ha dato ulteriore fiato. Secondo l’imprenditore romano, quel che è emerso nella giornata di oggi potrebbe dargli una grande mano a riavere quel che ha perso negli scorsi mesi. Il riferimento in particolare va proprio alla palla a spicchi, dove si aspetta di poter esercitare il diritto a tornare in Serie A, ovviamente in un’altra sede.

E così, in una delle consuete dirette Facebook, Valerio Antonini è tornato a tuonare. Queste le sue parole: “Rivoglio la Serie A di basket e la Serie C di calcio. Se la Fip approverà la radiazione della Trapani Shark meglio ancora. Non possiamo neanche giocare a Trapani, visto che ci hanno sfrattato dal palazzetto. Mi devono ridare la Serie A, con qualsiasi titolo e in qualsiasi città, a Palermo o altrove, Devono festeggiare tutti quelli che credono nei valori dello sport e della giustizia. Non era più possibile continuare con un sistema in cui la giustizia era a servizio di qualcuno e negli interessi di qualcuno. Da lunedì andremo al Tar e al Collegio di Stato. Vedremo prima ci sarà voglia di limitare i danni“.

Trapani Shark, valerio Antonini annuncia_ Venderò quote della società, in arrivo un terzo colpo

Valerio Antonini irrompe: “Serie A irregolare, Matiasic ha due club”

Valerio Antonini si riaffaccia sulla scena del basket nazionale. A circa sei mesi dalla fine della cavalcata della Trapani Shark, l’imprenditore romano manifesta la sua intenzione di tornare in corsa. E lo potrebbe fare ritrovando quel titolo di Serie A, perso dopo le decisioni della Federazione e del CONI.

Al centro delle sue ultime invettive, arrivate attraverso una delle consuete dirette su Facebook, non c’è solo il suo futuro. Si parla anche dei due club appena creati a Roma. In particolare quello fondato da Paul Matiasic, con il passaggio del titolo da Trieste.

Valerio Antonini e l’invettiva su Trieste e Roma

Valerio Antonini ha iniziato la sua diretta parlando del club di Roma fondato da Paul Matiasic. Secondo l’imprenditore romano, ci sono delle palesi irregolarità. Tanto che l’intera Serie A ne uscirebbe con un’immagine peggiorata: “Sono state create due nuove società a Roma, in una città in cui c’era già la Virtus. Una di queste due società è stata creata da Paul Matiasic, che già gestisce la Pallacanestro Trieste. La Fip ha consentito a un unico proprietario di iscrivere in Serie A due società diverse. È un fatto irregolare, di una gravità unica, che annulla gli effetti di questo campionato. Viene gettata un’ombra su una federazione che si poggia esclusivamente sugli interessi di questo presidente”.

Valerio Antonini ha voluto spiegare meglio il suo ragionamento. E fa un riferimento al calcio, in particolare al passaggio di proprietà della Salernitana di qualche anno fa. Viene dunque fuori la questione relativa al divieto di multiproprietà nella stessa categoria: “Ero convinto che ci fosse qualcosa che non tornava. Credevo che ci fosse qualche documento che dimostrasse che Matiasic avesse venduto a un soggetto non riconducibile a lui. Sono tornato a quando Lotito fu costretto a cedere la Salernitana a Iervolino. Poi Petrucci guardacaso divenne vice-presidente. A Lotito non fu concesso di inserire la Salernitana in un trust e Iervolino la potè comprare a 13 milioni, quando in realtà anche un club non di alto livello di Serie A vale almeno 60″.

Gli attacchi a LBA e FIP

Poi Antonini torna ad attaccare la Federazione e la Lega. In particolare l’imprenditore romano si scaglia contro Maurizio Gherardini. Il numero uno della LBA, secondo l’ex presidente della Trapani Shark, non è all’altezza del compito: “Oggi ci sono in Serie A due squadre con un unico proprietario. Chiedo l’intervento immediato del ministro Abodi. Non voglio che si liberi un posto che tanto tra qualche giorno mi verrà restituito. Chiedo la regolarità del campionato, questa Lega è una barzelletta. Ho litigato con tutti perché credevo che Umberto Gandini fosse un grande presidente. Era un fuoriclasse rispetto a Gherardini”.

Un’altra denuncia fatta da Valerio Antonini riguarda le sentenze ai danni della Trapani Shark. L’imprenditore, infatti, fa sapere che non sono ancora arrivate le motivazioni. In primis ci si sofferma sull’esclusione dei granata dal campionato: “C’è stata una sentenza di 3 mesi di squalifica per me e per lui. Alibegovic scappò di notte da Trapani. Aveva depositato un contratto senza la mia firma, bensì con la firma di un agente non iscritto all’albo. Quel contratto non aveva valore, ma è stato considerato valido senza motivazioni. Attendiamo le motivazioni delle sentenze del CONI da marzo in poi, in primis quella sulla nostra esclusione dal campionato. Petrucci proverrà a proporre la radiazione del club, quando lo farà l’importo della richiesta di risarcimento sarà più alta”.

Valerio Antonini trasloca da Trapani a Palermo

Poi Valerio Antonini parla di futuro. L’imprenditore si augura di riavere il titolo di Serie A appartenuto alla Trapani Shark. E torna di moda l’eventualità di portare la squadra a Palermo: “Se riotterrò il titolo di Serie A, sicuramente non si giocherà a Trapani. Non tornerò finchè ci saranno ancora certi personaggi. Nella mia testa il distacco emotivo è troppo forte. Avendo spostato la squadra di calcio a Palermo, per motivi che non dipendono da me, sposteremo anche la pallacanestro”.

Valerio Antonini è già al lavoro per la futura squadra di basket di Palermo. Dopo aver portato il calcio nel capoluogo siciliano, ora potrebbe toccare alla palla a spicchi. Il progetto è già avviato: “Abbiamo già lavorato al titolo, al nome e al logo. Stiamo già lavorando per le maglie con il nostro sponsor tecnico. Lavoreremo su tutti, non ci faremo impreparati. Quando uscirà la sentenza sul caso Agnelli, noi presenteremo subito la domanda di riammissione in Serie A. Presenteremo Palermo come nuovo campo, la città è straordinaria e merita di avere una squadra di basket in Serie A. Il nuovo impianto verrà completato entro fine anno, avere una città come Palermo in A avrà un grandissimo successo”.

matt rizzetta napoli basket

Matt Rizzetta si espande: il presidente di Napoli punta il volley

Matt Rizzetta dimostra di voler fare sempre più sul serio. L’imprenditore italo-americano, dopo i primi anni alla guida della Guerri Napoli, ha dimostrato quali sono le sue intenzioni. Nel finale della scorsa stagione ha effettuato un grande upgrade a livello tecnico. L’ingaggio di un coach come Jasmin Repesa e l’assalto al mercato con l’arrivo di alcuni giocatori di spessore la dicono lunga sulle volontà del patron del club. Tuttavia, c’è anche una ulteriore intenzione, ovvero quella di inglobare nella sua “galassia” anche altre realtà dello sport partenopeo.

Così è divenuta ufficiale l’acquisizione della Virtus Volley Napoli. Si tratta della formazione di pallavolo più importnte della città, che attualmente milita nel campionato di Serie A2. Matt Rizzetta ha raggiunto un accordo con il presidente Sergio Di Meo dal punto di vista economico e amministrativo. Così la formazione napoletana entrerà a far parte della galassia gestita dall’imprenditore statunitense. Questo passaggio avverrà in vista della stagione 2027-28. La prossima stagione, dunque, sarà quella del fisiologico cambio di proprietà. E gli obiettivi per questa compagine sono stati già chiariti e stabiliti per un futuro roseo. L’obiettivo è quello di portare la squadra nella Superlega, ovvero la Serie A della pallavolo nazionale. Un obiettivo ambizioso ma fattibile, di pari passo con la crescita della Guerri Napoli.

Matt Rizzetta si tuffa anche sul volley

A spiegare quali sono i piani futuro della Virtus Volley Napoli ci ha pensato lo stesso Sergio Di Meo. Il presidente del sodalizio pallavolistico ha fatto capire come è nato il dialogo con Matt Rizzetta. Si è trattato di un confronto divenuto ben presto proficuo: “Un mesetto fa ci siamo incontrati con il presidente del Napoli Basket, lui ci ha illustrato il suo progetto della polisportiva ad alti livelli e in pratica ci siamo accordati subito. Noi ci eravamo trasferiti da Aversa a Napoli un anno fa per provare a fare il grande salto perché il palasport di Aversa può contenere 1800 spettatori mentre la Superlega il minimo è 3mila. Abbiamo giocato al Palavesuvio di Ponticelli e siamo arrivati in semifinale playoff“.

Di Meo ha poi spiegato quale sarà la tabella di marcia che porterà al passaggio di proprietà. Si tratta di un processo non semplice e soprattutto non immediato. Tutto è volto, come abbiamo spiegato, alla prossima stagione: “È stato un incontro cordialissimo e la trattativa è stata in discesa. Anche lui punta al massimo livello, quindi non potevamo che essere sulla stessa lunghezza d’onda. Posso anticipare che probabilmente a fine luglio ci sarà la firma. L’inizio del percorso assieme sarà la stagione 2027-2028. E faremo quella che in gergo si chiama “Newco”, una New Company, ovvero una società di nuova costituzione“.

Infine Sergio Di Meo ha spiegato come verranno suddivisi i compiti della nuova Virtus Volley Napoli. Matt Rizzetta acquisirà il club, ma non se ne occuperà nel concreto. La gestione, infatti, rimarrà all’attuale dirigenza: “Rizzetta avrà le quote maggioritarie ma tutta la gestione sportiva rimarrà a noi che facciamo pallavolo da 40 anni. Come club di pallavolo di Aversa avevamo già fatto entrare il Volley Napoli in società con una quota minoritaria. Ora dobbiamo solo perfezionare qualcosa ma posso dire che si farà“.

amedeo della valle

Della Valle saluta Brescia: il video social e il passaggio a Varese

Amedeo Della Valle ha scritto una lunga e dolorosa lettera di addio a Brescia e ai suoi tifosi. Come ben sappiamo, la Germani come l’abbiamo conosciuta negli ultimi anni non esiste più. Il presidente Ferrari ha ceduto il titolo a Paul Matiasic, che ha dato vita a una nuova formazione a Roma. E così il playmaker e capitano della Leonessa ha dovuto congedarsi con una città, alla quale si è legato per 5 anni.

Non erano in pochi a credere che Amedeo Della Valle si sarebbe legato proprio a questa nuova formazione. Del resto era uno dei pochi giocatori ancora sotto contratto con Brescia prima della diaspora. Tuttavia, è arrivato un colpo di scena, in quanto l’azzurro ha firmato con la Openjobmetis Varese. Una scelta di vita prima ancora che tecnica o economica. L’ex capitano della Germani potrà lavorare fianco a fianco con un certo Luis Scola, una vera e propria istituzione della pallacanestro mondiale.

La lettera di addio di Amedeo Della Valle a Brescia

Di seguito riportiamo la lettera con cui Amedeo Della Valle ha salutato Brescia e i suoi tifosi. Questa lettera è stata resa nota dal nuovo giocatore della Openjobmetis Varese attraverso i suoi profili social.

Cara Brescia, cari bresciani, eccoci qua. Da dove posso iniziare? È vero, per qualcuno sono solo 5 anni. Per me, però, sono stati 5 anni di emozioni. Sono arrivato in città come quasi uno sconosciuto. C’era una grande passione per la pallacanestro, che però negli ultimi anni è letteralmente esplosa“.

Sono grato per l’opportunità che mi è stata data di venire a giocare a Brescia. Come in tutte le cose nuove, all’inizio ci vuole tempo per conoscersi, per legarsi e per volersi bene. Perché diciamolo: all’inizio Brescia non è semplice, ti guarda, ti osserva e poi ti lascia entrare. Il nostro legame, con il tempo, è diventato sempre più forte. Nel corso degli anni mi sono sentito un supereroe a girare in città. Il livello di affetto che ho ricevuto è stato più di qualsiasi cosa mi potessi immaginare. È difficile spiegarvelo“.

Insieme abbiamo raggiunto risultati individuali e di squadra che rimarranno scritti nella storia. Abbiamo infranti tutti i record passati, abbiamo portato il nome della città fieramente in tutta Italia. Ho avuto la fortuna di diventare capitano per la prima volta in carriera. Essere il vostro capitano è stato un orgoglio, una responsabilità, un sogno. Brescia mi ha regalato delle emozioni umane incredibili, che mi porterò dietro per tutta la vita. Mi sento molto fortunato“.

Spero possiate sostenermi anche con un’altra maglia, come hanno fatto tanti tifosi di altre squadre in cui ho avuto la fortuna di giocare. Diciamolo: so che il concetto di ‘per sempre’ è quasi impossibile nella vita. La vita è imprevedibile ma sarò sincerò: a questo giro ci avevo quasi creduto. Spero mi abbiate apprezzato con la stessa intensità con cui io ho apprezzato voi e la vostra città. Grazie per il sostegno, per gli abbracci, per le belle parole nei momenti difficili. Vivere di emozioni è fantastico, vi porto nel mio cuore. Sento che questo sarà solo un arrivederci e che continueremo a vederci in città. Brescia è casa, grazie a tutti“.

Al termine della lettura della lettera, Amedeo Della Valle si è lasciato andare a un pianto liberatorio.

Il Presidente Zanetti annuncio il ritiro di Belinelli e l'addio di Shengelia virtus bologna

Virtus Bologna, Zanetti: “Operazione Roma violenta nostro basket”

Arrivano i primi effetti collaterali sul mondo del basket italiano, dopo la doppia operazione che ha di fatto rivoluzionato il massimo campionato. La fondazione delle due nuove “franchigie” di Roma – la prima sotto la guida di Don Nelson e Luka Doncic, la seconda fondata da Paul Matiasic – rischia di lasciare delle scorie importanti in tutto il mondo. Anche perchè le prime reazioni pubbliche alla nascita di queste realtà nella Capitale stanno finalmente arrivando, e non sono per niente lusinghiere. Anzi, c’è chi ha colto subito l’occasione per lanciare degli attacchi nei confronti dei vertici della palla a spicchi di casa nostra. In primis Massimo Zanetti, il patron della Virtus Bologna, che non ha perso tempo per esprimere il suo pensiero al riguardo.

Il numero uno delle Vu Nere si è lasciato ad andare ad alcune dichiarazioni, che sicuramente faranno discutere. Zanetti è stato ospite di È TV, emittente di Bologna che segue da sempre e da molto vicino le vicende della Virtus e della Fortitudo. Il patron della formazione campione d’Italia nella scorsa stagione ha commentato in maniera molto schietta e diretta la fondazione di queste due nuove formazioni a Roma. Il tutto, come ben sappiamo, a discapito di piazze come Cremona, Brescia e – come effetto collaterale – Trieste. La presa di posizione da parte dell’imprenditore è stata molto chiara e conferma anche quello che è il parere “popolare” su questa doppia operazione.

Virtus Bologna, il patron Zanetti contro la doppia operazione Roma

Zanetti ha fatto capire di volersi schierare dalla parte degli appassionati. Il patron della Virtus Bologna parla senza mezzi termini, e in maniera negativa, di queste due operazioni. Anche perchè non sembra gradire particolarmente l’intrusione della NBA nel basket europeo: “Parto dal presupposto che lo sport è della città, dei tifosi. Ma di quella città e di quei tifosi. Non è che puoi trapiantarlo da un’altra parte perché ci sono soldi. Che arrivano da oltreoceano. Perché cercano di violentare il nostro campionato unicamente per poter entrare in EuroLega. Di cui attualmente siamo soci l’Olimpia e la mia Virtus. Poi la NBA dovrà trovare un accordo. Ma tutti abbiamo firmato in EuroLeague, quindi la NBA non può fare un campionato, a meno che non compri l’EuroLeague“.

Il pensiero di Massimo Zanetti su questa rivoluzione del basket italiano è dunque chiaro. A quanto pare anche il presidente federale Gianni Petrucci ne è al corrente. Tuttavia, non sembrano esserci grossi margini di manovra: “Ma questa operazione fatta in Italia, per Roma, io non riesco a capirla. L’ho detto anche a Petrucci. Dice che così il nostro sport avrà un rilancio, perché la città di Roma… I giornali ne parlano. In effetti da tre giorni i giornali parlano solo di questo. Di questo giocatore molto bravo che è in NBA (Doncic, ndr). Un ragazzo danaroso che dovrà costruire questa squadra per poter giocare. Mi sembra una cosa completamente avulsa dalla realtà. RIpeto: una violenza per tutto il movimento basket italiano“.

Infine Massimo Zanetti si scaglia contro chi ritiene che il futuro del basket italiano passi solamente da Milano e Roma. Non per niente, il patron della Virtus ribadisce lo status di “Basket City” che da anni pende su Bologna. Tuttavia, il suo pensiero è rivolto anche ad altre piazze più o meno storiche dalla pallacanestro italiana: “Non penso che Napoli, Scafati, Udine e tutte le città con squadre di basket in Italia, siano da meno delle due squadre romane. Non condivido il fatto che l’Italia sia divisa tra Milano e Roma. Sono tre giorni che i giornali parlano solo di questo: è una cosa ridicola“.

Paul Matiasic trieste roma brescia

Paul Matiasic: “Riportata Trieste in Europa, ora punto su Roma”

Paul Matiasic si è ufficialmente congedato da Trieste. L’imprenditore americano, dopo l’annuncio del suo disimpegno dal club giuliano, ha rivolto una lettera alla città. L’ormai ex presidente della Pallacanestro Trieste ha ufficializzato l’acquisizione di quella che sarà la seconda “franchigia” di Roma. E con una lunga lettera ai triestini, ha voluto spiegare tutto. In primis le ragioni del suo addio alla sua vecchia società, per poi svelare dettaglio sull’esodo nella Capitale.

La lettera di addio di Paul Matiasic a Trieste

In primis, Paul Matiasic ha voluto esprimere la propria gratitudine nei confronti di Trieste. L’ex presidente ha fatto capire che c’è un grande legame con la piazza e con la squadra. Nel suo cuore ci saranno tanti ricordi: “Ci sono esperienze che cambiano il modo in cui si vede lo sport. Per me, Trieste è stata una di queste. Abbiamo riportato la Pallacanestro Trieste in Serie A, l’abbiamo riportata in Europa, abbiamo riempito il palazzetto come mai prima d’ora e abbiamo dimostrato che investire in una comunità significa creare valore per un’intera regione. Sono risultati che porterò sempre con me, così come porterò con me il calore dei tifosi triestini e il duro lavoro quotidiano di tutti coloro che hanno condiviso questo percorso“.

Gli ultimi mesi di Paul Matiasic in seno alla Pallacanestro Trieste sono stati i più difficili. Da una parte c’era la volontà di fare ancora grandi cose con i biancorossi. Dall’altra c’era lo scenario impersonato da Roma: “Ho scelto di rimanere in silenzio. So che alcuni lo hanno interpretato come distacco, ma è stata una scelta necessaria. Stavamo lavorando a una delicata transizione proprietaria che richiedeva riservatezza per proteggere la società e garantire l’integrità delle competizioni. Avevo fatto una promessa: la Pallacanestro Trieste avrebbe avuto un futuro. Oggi posso dire di aver mantenuto quella promessa. Lascio un club con basi solide, una struttura organizzativa matura, una tifoseria più numerosa che mai e una nuova proprietà ben posizionata per proseguire su questa strada. Spero che Trieste continui a vincere e riceva il sostegno che merita da tutta la comunità“.

Vincere per due città

Nel corso della sua lettera, Paul Matiasic ha voluto lanciare un messaggio a Trieste. Il suo approdo a Roma non gli farà dimenticare il glorioso passato. Il suo obiettivo è quello di vincere per due città: “Chi ama davvero la pallacanestro non può fermarsi. Deve continuare a immaginare nuove sfide. Non vedo Trieste e Roma come due capitoli contrapposti. Al contrario, fanno parte dello stesso percorso. Se oggi riesco a immaginare un progetto così ambizioso per la capitale, è proprio grazie a ciò che abbiamo costruito insieme a Trieste. L’esperienza che ho maturato qui mi ha insegnato che una società sportiva può essere molto più di una semplice squadra: può diventare un motore di partecipazione, sviluppo economico e coesione sociale. Ecco perché questo non è un addio, ma un sincero grazie“.

In conclusione, dunque, Paul Matiasic ha ribadito la sua volontà di rilanciare il basket italiano attraverso Roma. Ecco allora che le sue intenzioni vengono ribadite in maniera sempre più forte. “Se riusciremo a costruire una grande Roma, non sarà solo la Capitale a vincere. Vincerà l’intero movimento cestistico italiano. E questo sarà anche, in parte, il risultato di ciò che abbiamo imparato insieme a Trieste. Grazie Trieste, dal profondo del cuore“, ha concluso.

Paul Matiasic trieste roma brescia

Brescia chiude, il titolo va a Roma con Paul Matiasic!

Un colpo di scena, ma senza dubbio non una notizia del tutto inaspettata. Il titolo della Germani Basket Brescia saluta la città lombarda per avviarsi a diventare la seconda squadra di Roma nel prossimo campionato di Serie A, dopo quella di Don Nelson e Luka Doncic. La notizia, arrivata all’inizio della giornata di oggi, è stata fatta rimbalzare per prima dalla redazione della Gazzetta dello Sport. La domanda di trasferimento del titolo della Leonessa nella Capitale sarebbe partita nella giornata di martedì. A farla sarebbe stato Paul Matiasic, il quale si è dimesso da presidente della Pallacanestro Trieste.

Come si legge sulla “rosea”, in queste ore potrebbe addirittura riunirsi un nuovo Consiglio Federale straordinario. Ciò serve affinchè venga ratificato il trasferimento del titolo della Pallacanestro Brescia a Roma. Giuseppe Nigro, inoltre, scrive che i tempi per effettuare questo spostamento sono molto stretti. La giornata di venerdì, infatti, rappresenta la deadline imposta dalla Lega per la presentazione delle domande di ammissione alla prossima Serie A LBA. C’è però una finestra, che resterà aperta fino a martedì 29 giugno, per comunicare un eventuale trasferimento di sede. Quest’ultimo caso è quel che interessa alla futura seconda franchigia capitolina.

Brescia, addio Serie A: il titolo a Roma con Paul Matiasic

Le prossime ore saranno quelle decisive per decretare questo passaggio. Verrà siglato un accordo tra Mauro Ferrari, proprietario della Pallacanestro Brescia, e Paul Matiasic. Quest’ultimo, una volta liberatosi da ogni obbligo legato alla formazione di Trieste, porterà il titolo della Leonessa a Roma. Un primo assaggio di questo possibile scenario si era avuto all’inizio della settimana. Il club lombardo, infatti, aveva indicato proprio la Capitale come sede per le proprie partite di Basketball Champions League.

Ora non resta che capire cosa ne sarà di quei giocatori che attualmente sono sotto contratto con Brescia. Il club lombardo aveva da poco annunciato l’ingaggio di John Brown. Allo statunitense si aggiungono due veri e propri pilastri della Leonessa degli ultimi anni, ovvero Miro Bilan e Amedeo Della Valle. Quest’ultimo aveva fatto capire che sarebbe rimasto volentieri, a meno di eventuali nuovi sviluppi. Questi tre giocatori dovrebbero essere dirottati a Roma insieme al titolo del club di proprietà di Mauro Ferrari.

In ogni caso, nuovi sviluppi sono attesi nelle prossime ore anche per quel che riguarda i giocatori.

Paul Matiasic, le parole di addio a Trieste

In queste ore Paul Matiasic ha confermato la notizia delle sue dimissioni da presidente dalla Pallacanestro Trieste. Queste le sue dichiarazioni ufficiali: “Si chiude così un triennio segnato da oltre 17 milioni di euro di investimenti, che hanno portato a traguardi sportivi di grande rilievo: un ritorno in Serie A dopo una sola stagione in A2, una storica qualificazione alle semifinali di Coppa Italia, un ritorno in Europa dopo più di vent’anni raggiungendo le Top 16 della Basketball Champions League con vittorie su storici club europei, e la conferma ai massimi livelli con partecipazioni consecutive alla post-season della LBA”.

“I risultati sul campo sono andati di pari passo con l’attenzione alla comunità, divenuta parte integrante del processo di crescita, e all’immagine del club, consolidatasi come una delle più riconoscibili a livello nazionale, grazie anche a una crescita esponenziale dei propri canali digitali. In sintesi, gli ultimi tre anni rappresentano alcuni dei più memorabili nella storia del nostro club”, conclude Matiasic.

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Roma, Doncic accelera: giovedì la presentazione ufficiale in città

Prende sempre di più una forma definitiva la nuova squadra di basket a Roma, in cui Luka Doncic è uno degli esponenti più spiccati. Gli indugi sono già stati rotti nel corso della scorsa settimana, quando è stato ufficializzato il progetto. La società, guidata da Don Nelson con il forte zampino della stella slovena, ha prelevato il titolo dalla Vanoli Cremona. Ora non c’è altro da fare che dare sostanza a una realtà che, per il momento, vede solamente la presenza di una forma. E i prossimi giorni saranno molto importanti in tale ottica, visto che ci sarà un primo vero contatto con questa realtà.

In particolare, è la data del 25 giugno prossimo quella da tenere in estrema considerazione. Proprio nella giornata di giovedì, infatti, quella che potremmo ribattezzare la Roma Basket Club dovrebbe presentarsi alla città. È infatti previsto un incontro istituzionale, alla presenza dei vertici di questo nuovo progetto sportivo e di Roma Capitale. A darne notizia sono stati i colleghi del quotidiano capitolino Il Messaggero, in cui leggono alcuni dettagli. Sarà anche l’occasione per portare avanti altre iniziative collaterali, che Doncic farà sbarcare a Roma.

Roma, Doncic e co. attesi in città giovedì

Sulle pagine de Il Messaggero, dunque, si leggono alcuni dettagli di questo appuntamento di giovedì 25 giugno. Luka Doncic, in questa data, arriverà in Italia per incontrare i vertici di Roma Capitale. In primis il sindaco Roberto Gualtieri e Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda. Il suo primo atterraggio in città avverrà nel quartiere San Lorenzo. Qui darà alcuni tiri simbolici a canestro nel campetto che è stato rigenerato pochi anni fa da alcuni ragazzi della zona. L’occasione dovrebbe essere legata anche a un appuntamento meno istituzionale e più promozionale. Doncic, infatti, dovrebbe dare vita a un evento firmato Jordan, che è il suo fornitore sportivo ufficiale. Lo sloveno ha svolto questo genere di attività in questi giorni anche nella “sua” Lubiana e a Madrid.

Dopodiché, prenderanno il via gli incontri istituzionali e ufficiali. In primis quello con Gianni Petrucci. Il presidente Fip riceverà Luka Doncic per un confronto sulle reali intenzioni e ambizioni della neonata società romana. In seguito ci sarà un incontro tra la stella dei Los Angeles Lakers e i vertici di Sport e Salute. La partecipata del Governo sta infatti portando avanti i lavori per la costruzione del nuovo stadio del basket, che sorgerà sul campo centrale del Foro Italico. In questi caso ci sarà da attendere qualche mese, visto che a ottobre del 2027 potrebbe prendere vita questo progetto. Insomma, una serie di incontri per ribadire la solidità e la volontà di fare grandi cose per la città più affascinante d’Italia.

Nel frattempo, però, la Roma Basket Club di Luka Doncic sta portando avanti i suoi lavori anche in chiave mercato. Il primo tassello in questo senso porta la firma di Nico Mannion, reduce dalla conquista dello scudetto con Milano. Ma c’è di più, visto che sta per arrivare la fumata bianca per l’ingaggio di Marko Simonovic. Il lungo montenegrino sarà tesserabile come italiano, visto il suo passato nelle giovanili di Torino. La nuova squadra della Capitale prende dunque forma…

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Olimpia Milano campione d’Italia: scudetto numero 32, il primo di Poeta

La EA7 Emporio Armani Milano si laurea campione d’Italia di basket al maschile per la stagione 2026-27. Un successo straordinario che fino a una certa fase della stagione non sembrava quasi possibile. Eppure, la formazione meneghina ha saputo tenere i ranghi compatti ed è venuta fuori alla distanza nel momento più importante. Una fase di playoff di Serie A quasi perfetta per coach Peppe Poeta e i suoi giocatori, capace di tirare fuori il meglio. E così è arrivato un successo meritato, lo scudetto numero 32 nella storia dell’Olimpia Milano.

Tanti applausi e tanti complimenti per una Umana Reyer Venezia che ha concluso una stagione da incorniciare. La formazione lagunare non è di certo arrivata fino in fondo a questa stagione tra i favori del pronostico. In tanti pensavano che sarebbero state due tra la già citata Olimpia Milano, la Virtus Olidata Bologna e la Germani Brescia a contendersi il titolo. Eppure, dopo l’uscita di scena dei lombardi, R.J. Cole e compagni si sono tirati su le maniche e hanno fatto qualcosa di straordinario. La ciliegina sulla torta è arrivata con l’eliminazione delle Vu Nere in semifinale, al termine di una serie giocata alla grande. È mancato forse qualcosa nella finalissima, ma la EA7 Emporio Armani Milano è stata semplicemente superiore.

E così lo scudetto torna all’ombra della Madunina, due anni dopo l’ultima volta.

Olimpia Milano, uno scudetto da dedicare a Giorgio Armani

Non ci sono dubbi sul fatto che l’Olimpia Milano possa e debba dedicare questo scudetto a Giorgio Armani. Il grande imprenditore che ormai 18 anni fa prelevò il club e lo rese grande, non ha potuto vedere con i suoi occhi questo trionfo. Il 4 settembre, giorno della sua morte, è iniziata una stagione che la sua creatura ha terminato a braccia alzate e con un trofeo da sollevare al cielo. Questo successo è anche il suo ed è quello che rende ancor più preziosa la sua dinastia. Il campionato vinto nella serata di ieri è il trofeo numero 18 nell’era Armani. Si tratta del settimo scudetto a cui si aggiungono le cinque Coppe Italia e le sei Supercoppe Italiane. Mancherebbe solamente il trionfo in campo internazionale per rendere il tutto strepitoso.

Ma è stato anche e soprattutto lo scudetto di Peppe Poeta. La sua stagione è stata a dir poco particolare. Dopo il grande cammino effettuato sulla panchina della Germani Basket Brescia, c’era chi parlava di downgrade dopo il suo approdo alla EA7 Emporio Armani Milano. Avrebbe dovuto lavorare alla corte di una vera leggenda vivente come Ettore Messina, ma pur sempre da assistant coach. Il destino, però, ha voluto cambiare le carte in tavola. E così, dopo le dimissioni del tecnico catanese, ecco l’occasione della vita: il ruolo di capo allenatore all’Olimpia.

Un ruolo che Peppe Poeta non ci ha messo poi così tanto ad assimilare. Le sue doti da capo allenatore sono emerse in maniera chiara proprio durante la stagione a Brescia. E poi la conoscenza e il contatto quotidiano con i giocatori e gli altri membri dello staff hanno accelerato il processo. Da lì in poi è stata una cavalcata. L’Olimpia Milano è stata a lungo anche in corsa per le fasi finali di Eurolega, sfumate per alcuni dettagli da limare. Poi la corsa verso lo scudetto che consacra Poeta come uno dei migliori coach in circolazione.

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Serie A, finale scudetto: Venezia reagisce e si prende gara4

La Umana Reyer Venezia riapre e tiene viva la serie delle LBA Finals 2026. La corsa per la conquista dello scudetto della Serie A del basket italiano non si è conclusa nella serata di ieri. Gli appassionati della palla a spicchi di casa nostra ringraziano, fatta ovviamente eccezione per i tifosi di casa Olimpia. La gara3 che si è svolta in quel di Taliercio ha confermato che la compagine lagunare è viva e potrebbe fare ancora grandi cose. Dall’altra parte non c’è neanche troppo da rimproverarsi per la squadra biancorossa, che avrà comunque un altro match point tra un paio di giorni. Di fronte, infatti, c’era una squadra che ha semplicemente fatto meglio.

La serie per la conquista dello scudetto, dunque, rimane aperta e soprattutto rimane al Taliercio. Gara4 potrebbe essere quella che riporta tutto in parità, ma al tempo stesso c’è ancora una seconda chance per vedere la EA7 Emporio Armani Milano portare a casa il titolo. Staremo a vedere se gli ospiti riusciranno a registrare la difesa, contro una squadra che ha dimostrato di essere debordante in attacco quando è in giornata.

In particolare, la EA7 Emporio Armani Milano ha dimostrato di soffrire i cambi di marcatura. In questo modo, per la Umana Reyer Venezia è stato più facile far valere le proprie qualità. Il grande protagonista è stato Jordan Parks: 22 punti per l’ex Orlandina, che ha dimostrato un atteggiamento da leader.

Finale Scudetto Serie A, il riassunto di gara4

In questo quarto capitolo delle LBA Finals abbiamo assistito almeno per due quarti a un grande spettacolo. Entrambe le squadre, infatti, si sono date battaglia senza esclusione di colpi. La Umana Reyer Venezia ha dimostrato di aver imparato dagli errori commessi nelle due partite disputate al Mediolanum Forum di Assago. Resta comunque l’ottima performance di un Leandro Bolmaro che, al momento, resta il giocatore più efficace di tutti i playoff. L’argentino, che ha concluso la sfida di ieri sera con un altro ventello, sta dimostrando di aver raggiunto livelli di eccellenza.

Poi, però, dopo il riposo di metà gara, qualcosa è cambiato. Si è vista sul parquet una Umana Reyer Venezia dominante. Il parziale di 36-19 dice già tutto per quel che riguarda l’andamento del match. Tuttavia, chi ha visto la partita sa bene che i lagunari hanno dimostrato di poter fare ancora meglio. Le statistiche, anche in questo caso, non mentono: 52,4% totale da tre punti, ben 41 rimbalzi catturati e soprattutto 22 assist contro i 13 avversari. La EA7 Emporio Armani Milano, dal canto suo, non è riuscita a tenere botta. In questa ottica, fa ben sperare la reazione che si è vista nell’ultimo quarto. Con il match già orientato verso i padroni di casa, l’Olimpia ha dato il massimo. Il problema più grande, però, è stato la panchina: Bolmaro a parte, chi non è partito in quintetto ha deluso.

Staremo a vedere se le cose cambieranno giovedì sera, con una gara4 tutta da vivere.

Il tabellino di Umana Reyer Venezia – EA7 Emporio Armani Milano

UMANA REYER VENEZIA – EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 109 – 97

Parziali; 25-26, 25-24, 36-19, 23-28

VENEZIA – Tessitori 15, Cole 18, Horton 15, Lever ne, De Nicolao, Candi 3, Bowman 15, Wheatle 4, Nikolic ne, Parks 22, Wiltjer 14, Valentine 3. Coach Neven Spahija

MILANO – Mannion, Ellis 2, Tonut, Bolmaro 20, Brooks 22, LeDay 12, Ricci 4, Flaccadori, Guduric 4, Diop 6, Shields 19, Nebo 8. Coach Peppe Poeta

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Serie A, Milano ha le mani sullo scudetto: Venezia in difficoltà

La EA7 Emporio Armani Milano vede sempre più vicina la conquista di un nuovo scudetto. Le LBA Finals della Serie A 2026-27 sembrano un vero e proprio monologo da parte della formazione meneghina, almeno a giudicare da quel che si è visto nei primi due match. Un dominio pressochè totale da parte della compagine allenata da coach Peppe Poeta, che non sta lasciando scampo agli avversari. Dal canto suo, la Umana Reyer Venezia sta facendo il possibile per giocarsela ad armi pari, ma almeno per il momento non sembra esserci partita. Anche perchè il fattore campo, in un palazzetto come il Mediolanum Forum di Assago che tutto è meno che un fortino, non era poi così complicato da gestire. Restano i 33 punti di distacco accumulati in 80 minuti di gioco, con l’ultimo quarto di gara2 giocato quasi in infradito dai biancorossi.

Dunque, a partire dalla serata di martedì, ogni partita da giocare corrisponde a un match point per l’Olimpia Milano, L’ultima speranza, per far sì di vivere ancora un po’ di basket, risiede in quello che potremmo definire “effetto Taliercio”. Nel palazzetto che è casa dell’Umana Reyer Venezia, tutto sembra essere possibile in favore degli oro-amaranto. La formazione guidata da coach Neven Spahija è riuscita a imbrigliare nel migliore dei modi in semifinale la Virtus Olidata Bologna campione uscente. Ora servirà un altro mezzo miracolo per provare ad allungare una serie che sembra avere già un padrone ben definito. L’appuntamento va dunque a martedì sera: solo allora scopriremo se ci sarà un’altra gara, oppure se lo scudetto tornerà ai piedi della Madunina.

Serie A, EA7 Emporio Armani Milano a un passo dallo scudetto

Se c’era qualcuno che pensava che gara1 fosse un match a parte, condizionato più dall’adattamento di Venezia a una finale scudetto che dalla reale forza di Milano, evidentemente si sbagliava. L’Olimpia non ha sbagliato quasi un colpo anche nella seconda serata vissuta al Mediolanum Forum di Assago, per quello che è stato un altro ‘no contest match’. Poco o nulla da fare per una Umana Reyer tagliata fuori molto presto dalla contesa. E se non sembrano troppi i 13 punti di distacco con cui si è arrivati alla sirena finale, è bene fare un paio di passi indietro e arrivare a un’altra sirena, quella di metà gara. Dopo i primi due quarti, infatti, i padroni di casa vantavano ben 23 lunghezze di margine rispetto ai lagunari.

Una differenza troppo netta per una finale scudetto, se aggiungiamo il +20 con cui la EA7 Emporio Armani Milano ha chiuso il primo episodio della serie scudetto di Serie A. Questa volta a prendersi la scena è stato Armoni Brooks. La stella americana, abbastanza dormiente e sulle sue in gara1, è stato debordante in gara2. 19 punti con cinque triple e un controllo psico-fisico pressochè totale al cospetto della inerme difesa veneziana. La conferma, invece, risponde al nome di Leandro Bolmaro. Al netto di qualche polemica di troppo, l’argentino è stato ancora una volta sul pezzo.

Dall’altra parte, senza i punti che Amedeo Tessitori ha regalato in gara1, l’Umana Reyer Venezia ha cercato di affidarsi ancora una volta ad R.J. Cole. L’americano ne ha messi 16 ma ha tirato male. Occhio, però, a Kyle Wiltjer: dopo una prima sfida da dimenticare, il numero 33 è cresciuto. Che sia lui l’ultima speranza in vista del doppio match del Taliercio?

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Serie A, finale scudetto: Milano travolge Venezia in gara1

Il primo atto della finale scudetto di Serie A LBA va in maniera chiara alla EA7 Emporio Armani Milano. Un successo nettissimo e mai in discussione per la formazione di casa, che in gara1 ha steso la Umana Reyer Venezia. Tra le mura del Mediolanum Forum di Assago, i meneghini hanno avuto la meglio con il risultato di 100-80. E come si può intuire già dal punteggio, l’Olimpia non ha lasciato scampo alla compagine lagunare, che di fatto non è mai entrata in partita.

Naturalmente gli appassionati di basket italiano non si aspettano una serie a senso unico. Fin dal secondo atto di queste LBA Finals, infatti, si può facilmente prevedere un tentativo di riscossa da parte di Venezia. In ogni caso, almeno dopo i primi 40 minuti di questa finale, la EA7 Emporio Armani Milano ha dimostrato di avere una marcia in più. Staremo a vedere se i carnefici dei campioni in carica della Virtus Olidata Bologna in semifinale riusciranno a rialzare subito la testa.

Ricordiamo che non bisognerà attendere molto prima di rivedere in campo Milano e Venezia. Sabato 13 giugno, sempre al Mediolanum Forum di Assago, verrà alzata alle ore 20 la palla a due del secondo atto delle LBA Finals.

Il racconto di gara1 delle LBA Finals

Fin dalla palla a due, la EA7 Emporio Armani Milano ha cercato di spingere. Venezia ha cercato di tenere testa ai padroni di casa per quasi un quarto, lavorando in particolare nella metà campo difensiva. Negli ultimi 3 minuti del primo periodo, però, è arrivata la prima fuga: parziale di 12-3 con la tripla di Bolmaro a mettere il sigillo. In avvio di secondo quarto entra in scena un Ousmane Diop dominante, che insieme a Mannion scava ulteriormente il solco e firma il +18. La Umana Reyer sparisce gradualmente dal parquet del Forum, ci provano soprattutto Cole e Tessitori a tenerla in vita. Dall’altra parte Shields realizza i canestri che avvicinano al ventello di vantaggio, prima di un guizzo firmato Cole prima dell’intervallo lungo.

Al ritorno sul parquet del Forum LeDay risponde subito presente ma dall’altra parte Tessitori continua nella sua eroica partita. A turno, però, i vari Nebo e Brooks rispondono al lungo italiano, tenendo lontano gli avversari. Gli attacchi si accendono nella seconda parte del parziale, Diop continua a dominare sotto entrambi i canestri ma l’Olimpia sembra voler quasi gestire le energie. Bolmaro e Mannion chiudono al meglio il terzo quarto, mentre l’ultimo periodo si apre con la firma di Ricci. I lagunari cercano l’ultima chance per riaprire il match il solito Diop firma il +20 a metà parziale. Partita ormai decisa e rotazioni che si allargano prima della sirena finale. Milano lancia un segnale, gara2 potrebbe già essere un bivio per queste finali. Venezia, dal canto suo, non può non provare a reagire per avere ancora un’occasione prima dell’approdo al Taliercio.

Serie A, il tabellino di EA7 Emporio Armani Milano – Umana Reyer Venezia

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – UMANA REYER VENEZIA 100-80

Parziali: 24-15, 54-37, 79-62

MILANO – Mannion 17, Ellis 5, Tonut, Bolmaro 9, Brooks 6, LeDay 10, Ricci 7, Flaccadori, Guduric 4, Diop 18, Shields 13, Nebo 11. Coach Peppe Poeta

VENEZIA – Tessitori 26, Cole 16, Horton 5, Lever 2, De Nicolao, Candi, Boeman 5, Wheatle 5, Nikolic, Parks 13, Wiltjer 8, Valentine. Coach Neven Spahija

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Ettore Messina verso Roma: guiderà il team fondato da Matiasic

Uno dei nomi più altisonanti della storia recente della pallacanestro in Italia e nel mondo è pronto a tornare in sella. Stiamo parlando di Ettore Messina, il quale dopo circa un anno potrebbe rimettersi alla guida di una squadra. E che squadra, aggiungiamo noi. Il coach siciliano, infatti, dovrebbe essere il prescelto per sedersi sulla panchina della neonata formazione di Roma. Si tratta ovviamente del club che verrà fondato da Paul Matiasic, che con ogni probabilità porterà con sé il titolo della Pallacanestro Trieste di cui è attualmente il patron. E per la guida tecnica in vista della stagione del battesimo, la scelta sembra essere votata verso un volto esperto e vincente.

Ettore Messina, infatti, a quanto pare avrebbe già detto di sì a Paul Matiasic per tornare in sella. Sono passati ormai diversi mesi da quando il coach catanese ha lasciato – non senza qualche strastico – la panchina della EA7 Emporio Armani Milano. Il suo ciclo alla guida dell’Olimpia era ormai giunto al termine, ci si aspettava un addio al termine della stagione in corso, ma alla fine la stanchezza e il logorio hanno avuto la meglio. E così il club meneghino ha deciso di affidarsi alla freschezza e alla voglia di emergere di Peppe Poeta, che ha già raggiunto con autorità la sua prima finale scudetto.

Ma ora è la Capitale a prepararsi all’arrivo di un coach vincente in tante vesti, pronto a rimettersi in gioco. Ettore Messina e Roma, un binomio che potrebbe diventare di grande livello.

Ettore Messina verso la panchina della Roma di Matiasic

Sulle pagine dell’edizione di oggi de La Repubblica si leggono le intenzioni degli attori protagonisti di questa vicenda. Da una parte c’è Paul Matiasic, che avrebbe cambiato ancora una volta le carte in tavola per portare nella Capitale il titolo di Trieste. Dall’altra c’è Ettore Messina, un allenatore che fermo non sa davvero stare. Tutti gli appassionati di basket lo conoscono sotto diverse vesti. Ha vinto sulla panchina della Virtus Bologna e della EA7 Emporio Armani Milano; ha cercato di farlo anche in Nazionale, ma senza successo. Infine non si può non ricordare la sua presenza nello staff di Gregg Popovich sulla panchina dei San Antonio Spurs.

Insomma, una vera e propria istituzione della pallacanestro che possiamo fregiarci di aver esportato in giro per il mondo. E ora è arrivato di nuovo il momento di mettersi in gioco, sulla panchina di una delle squadre più attese dei prossimi mesi. Il tutto con sullo sfondo anche il progetto NBA Europe.

Con lui, come svelato sempre sul quotidiano milanese, ci sarà un altro volto particolarmente noto nella palla a spicchi di casa nostra. Stiamo parlando di Zoran Savic, che con Messina ha lavorato da giocatore ai tempi della Virtus Bologna. Proprio a Basket City ha iniziato il suo lavoro sia da direttore sportivo che da general manager. E proprio quest’ultimo ruolo è quello per cui Paul Matiasic lo avrebbe scelto per quella che potremmo chiamare la squadra di “Roma-2”.

Un primo confronto abbastanza fitto si sarebbe tenuto a Torino a febbraio. Durante il lungo weekend della Coppa Italia, infatti, Ettore Messina e Zoran Savic avrebbero incontrato Paul Matiasic. La nuova squadra della Capitale, con ogni probabilità, ha preso forma in quei giorni.